S’abbuffano prima come porci, il latte, il maritozzo, lo spaghetto a seguire, sbevazzano, si strafanno di dolci, godono, rigodono, il caffè, l’ammazzacaffè, spaccano le bilance, non contenti ancora si sparano una sigaretta, se ne sparano due, ciucciano nicotina tutto il giorno e alla resa dei conti, poi, quando il colesterolo schizza, il polmone tracolla e il diabete se la canta, a quel punto implorano noi: curateci. Sì, coi soldi di chi, stronzi? Di noi morigerati, noi virtuosi, di noi igienisti, ginnasti, ecologisti, di noi da una vita a stecchetto, sughi di chiodi e brodini di legno di pioppo dalla culla alla bara? Ma vaffanculo, obesi e fumatori. Scoppiate tutti. Non vi operiamo più. Dovevate imparare a controllarvi. Faremo in tutto il mondo come a Londra. Soldi pubblici, addio. Un progresso si impone, un’igiene mentale ci vuole, l’uomo retto e civile a questo punto è stufo. Schiattate pure. Come? Che? Allora manco l’Aids? I malati di Aids? Ma quanto siete infami, che cacchio c’entra l’Aids? Questa è davvero bella. Quando mai si è trattato di un piacere? Fu un semplice dovere giocare a incularella.
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