Amici, oggi la quotidiana lettura dell'Eco di Bergamo si è dimostrata molto soddisfacente per il vostro Brunik.
L'Economia begamasca è florida come non mai grazie alla potente manona gialla azionata dal Compagno Prodi. Nel quarto trimestre 206 le nostre belle aziende bergamasche hanno fatto faville, si vede che l'Istat non ha mica sbagliato i conti.
VIVA L'ITALIA, VIVA LA CINA, VIVA LA BERGAMASCHIA, VIVA IL COMPAGNO PRODI, COMPAGNO DI LI-BER-TA'
E L'ANNO PROSSIMO CONQUISTEREMO CALCUTTA CON LA POLENTA E OSEI
LìEco di Bergamo 14.2.07 - pagina economica
Balzo del mercato tedesco (+20,2%), segue l'Italia
Sempre più Germania nel bilancio della Brembo, ma anche l'Italia sale in termini di fatturato, anche se percentualmente la quota nazionale resta invariata.
Lo si ricava dai dati del bilancio del quarto trimestre 2006 relativi alle aree geografiche. Con un fatturato complessivo annuo di 819,7 milioni di euro (rispetto ai 722,4 del 2005), la Brembo accelera soprattutto in Germania (i ricavi sono saliti dai 177,3 del 2005 ai 213,2 del 2006, con un aumento del 20,2% con una percentuale sull'intero fatturato cresciuta dal 24,5 al 26). Il mercato italiano è alle spalle di quello tedesco con 196,8 milioni rispetto ai 175,4 del 2005, +12,2% (ma la quota percentuale è scesa dal 24,3 al 24). La tendenza si è accentuata nel quarto trimestre 2006, in cui il fatturato della Brembo ha raggiunto quota 209,3 milioni rispetto ai 175,3 dell'ultimo trimestre 2005, con un aumento del 19,4%: la Germania è salita infatti dal 23,6% al 27,7% (+40,2%), l'Italia, nonostante l'incremento del fatturato rispetto all'anno precedente, è cresciuta meno (+13,5%) e perde qualche posizione in termini percentuali passando dal 24,6 del 2005 al 23,4% del 2006. A livello annuale la crescita più elevata è quella registrata del Brasile che è passato da 19,1 a 26,2 milioni di fatturato con un aumento del 37%. Buono anche l'incremento negli altri Paesi dell'Unione europea con un aumento dei ricavi da 109,2 milioni a 128,9 con una crescita del 18,1%.
Nell'ultimo trimestre dell'anno si registrano in particolare ottimi livelli di crescita nel mercato tedesco (+40,2%) e inglese (+23,9%) grazie al positivo andamento delle vendite per il primo equipaggiamento. Buono comunque anche l'andamento anche degli altri Paesi dell'area Ue, ad eccezione del mercato francese (-13,6%).
Prosegue lo sviluppo del Brasile (+18,2%), mentre l'area asiatica registra la crescita relativa più elevata (+66%) grazie al positivo andamento delle applicazioni per auto fornite a clienti giapponesi ed all'avvio dell'attività in Cina. In calo i ricavi dell'area Nafta (Canada, Stati Uniti d'America e Messico).
Polynt, via libera al progetto di sviluppo in Cina
Il 2006 del gruppo di Scanzorosciate chiude con ricavi in crescita del 17,7% superando i 500 milioni
Crescita del 17,7% del fatturato consolidato che ha raggiunto così i 500,6 milioni di euro: crescita del 9,7% dell'utile netto consolidato che ha toccato così i 15,4 milioni di euro. Sono i dati di sintesi del bilancio preliminare del gruppo Polynt, il primo annuale «borsistico» per la società bergamasca (con stabilimento a Scanzorosciate) che, lo ricordiamo, è sbarcata a Piazza Affari lo scorso 30 ottobre.
Il consiglio di amministrazione di Polynt che si è riunito ieri sotto la presidenza di Stefano Meloni, ha approvato la relazione trimestrale al 31 dicembre 2006, ma ha anche dato il via libera ad un progetto di crescita strategica in Cina con un investimento iniziale di 20 milioni di euro per la costituzione dio una nuova società al fine di avviare le produzioni in loco nei segmenti di nicchia specialistica in cui il gruppo detiene posizioni importanti a livello mondiale. La Cina andrà così ad affiancare le attività produttive estere già operative in Germania e Polonia (dove la produzione è stata recentemente avviata nello stabilimento di Niepolomice, vicino a Cracovia) oltre agli impianti italiani di Scanzorosciate, Brembate Sopra, Ravenna e San Giovanni Valdarno.
Tornando all'andamento economico del 2006, nel quarto trimestre (ottobre dicembre) il gruppo Polynt ha registrato un fatturato consolidato pari a 125,2 milioni (+20,1%). Nel quarto trimestre cresce dell'8,3% (a 15,3 milioni) il margine operativo lordo (Ebitda), e del 10,1% (a 10,3 milioni) il margine operativo netto (Ebit). Nel quarto trimestre 2006, l'utile netto consolidato si è attestato a 5,7 milioni (+7,3%). I risultati preliminari del gruppo Polynt per il 2006, come detto, evidenziano un fatturato consolidato che ha toccato i 500,6 milioni (+17,7%), un margine operativo lordo di 51,1 milioni (11,3%), un margine operativo netto di 31,8 milioni (+15,4%) e l'utile netto consolidato di 15,4 milioni (+9,7%).
L'indebitamento finanziario netto a fine dicembre scorso si attestava a 26,4 milioni rispetto ai 14,3 milioni del dicembre 2005. Rispetto a fine settembre 2006, l'indebitamento finanziario netto si è ridotto di oltre 14 milioni. Il miglioramento è dovuto per circa 10 milioni alla generazione di cassa netta della gestione corrente e per 4 milioni all'incasso per la vendita del ramo di azienda «Composites».
Per il 2007 il management del gruppo di Scanzorosciate conferma i target di ulteriore crescita dei suoi risultati.
Nominate tre direttori generali che rapportano all'amministratore delegato Rosario Valido: Paolo Carugati (finanza e controllo), Sergio Moreno (corporate services) e Mario Novelli (operations).
Dopo un quinquennio di crisi il comparto tessile risale la china: +1,4%
Si è aperta con l'annuncio del primo dato positivo nel fatturato del settore (+1,4% nel 2006) dopo un quinquennio, la quarta edizione di Milano Unica, inaugurata alla fiera di Milano dal presidente Paolo Zegna insieme al vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e al presidente della Regione Roberto Formigoni. Presente anche il bergamasco Silvio Albini, presidente di Shirt Avenue.
«La tessitura italiana - ha detto Zegna - sta di nuovo fornendo un contributo fondamentale al recupero nella filiera tessile-moda Made in Italy. Nel 2006 il turnover complessivo è stimato nuovamente sopra la soglia dei 9 miliardi di euro, un valore pari ad oltre il 17% del fatturato dell'intera filiera tessile-moda italiana». Il contributo relativo della tessitura diventa ancora più rilevante per il commercio estero.
Sul fronte dell'export, c'è stato un balzo verso l'area asiatica (+ 4,8%) che ha assorbito il 17,3% delle vendite estere. È cresciuto, in particolare, l'export verso la Cina e Hong Kong, aumentato del 7%, facendo del Paese asiatico il terzo mercato di sbocco dopo Germania e Francia. «Per tanto tempo, la Cina è stata una minaccia, di qui al 2010, se continua così - ha commentato Zegna - diventerà il nostro primo mercato». Nel 2006 è salita dello 0,7% anche la domanda europea, tanto che l'avanzo commerciale del settore dovrebbe mantenersi ancora sopra la soglia dei 4 miliardi di euro, nonostante l'accelerazione dell'import (+8%) dalla Cina
![]()





Rispondi Citando
e i bananas fanno oooh

