«Stavano per colpire»
Mette i brividi l'ordinanza firmata dal gip milanese Guido Salvini. Al di là del fatto che con essa sono stati assicurati alla giustizia quindici presunti terroristi, è evidente che gli inquirenti sono stati costretti ad agire per fermare un attentato. A chi? Dove? Nel mirino - scrive Salvini - ci sono “simboli” (come la sede dell'Eni a San Donato Milanese - forse con «un'autobomba», o la residenza di Silvio Berlusconi in via Rovani a Milano), organi di informazione (Libero, il quotidiano fondato da Vittorio Feltri, Mediaset e Sky) ed «obiettivi umani» (il giuslavorista Pietro Ichino; alcuni dirigenti della fabbrica ex Breda, tra cui Vittorio Schironi, colpevoli di aver causato dei morti da amianto; uno dei leader dell'estrema destra milanese, Pasquale Guaglianone) e anche non meglio precisati «obiettivi israeliani» da colpirsi con esplosivo fabbricato con prodotti di uso comune.




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