

starà spulciando GOOGLE...![]()


Ormai abbiamo capito che sei un idiota.
SS islamiche nel bunker di berlino? Ce le hai queste prove o no? O mi devi postare l'ennesimo inutile link non in tema con cui cerchi disperatamente di cambiare discorso e distogliere l'attenzione dall'immane cazzata che hai sparato nella prima pagina? Siamo ormai alla quinta/sesta pagina e queste prove ancora non le hai postate, pensi di farlo entro stasera? Magari mi mandi un pvt quando ce le hai? OK?![]()


E' una vergogna: la mia discussione che doveva servire a smontare i deliri
bushiani-fallaciani-sionisti sull'"islamo-fascismo" attraverso la pubblicazione
di preziosi articoli storico-politici che dimostrano che i nazi sono i sionisti
rovinata da un pugno di delinquenti fascisti che quando gli fa comodo sono
filo-islamici e poi però terrorizzano i musulmani con manifestazioni xenofobe
davanti alle moschee arruolandosi nella crociata sionista contro l'Islam.
V-E-R-G-O-G-N-A-T-E-V-I. Burattini del sistema.


Sei un imperatore romano? No! e allora non parlare con la prima persona plurale visto che a ritenermi un idiota forse sarai te insieme a quell'altro mezz'uomo di Marcuse che,sommati,non date neanche l'equivalente di una persona.
Nel link trovi il collegamento a libri che parlano degli arabi nel bunker. E' una vicenda abbastanza nota ma la vostra ignoranza non mi lascia stupiti.
Indottrinati come siete,non pensavo certo che vi arrivassero certe notizie.
Invece di stare a rompere i coglioni a noi,ti passo un sito in cui puoi sfogare tutte le tue frustrazioni da mentecatto quale sei
www.bellechiappe.org
divertiti e non macchiare la poltrona![]()
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Werner Goldberg era musulmano o ebreo ?Herbert Marcuse era musulmano o ebreo?
I SOLDATI EBREI DI HITLER
Furono 150mila gli ebrei che combatterono nelle fila del Terzo Reich.
Tra loro parecchi veterani decorati della I GM e parecchi alti ufficiali,
generali e ammiragli, come l'ammiraglio Bernhard Rogge, ebreo per
un quarto, che venne decorato con le foglie di quercia sulla croce di
cavaliere e con le spade dell'imperatore del giappone, "onorificenza",
questa, concessa solo a Goering e Rommel.
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Quest'ebreo nella foto è il Gefreiter Werner Goldberg, in una immagine utilizzata su un giornale di propaganda nazista con la didascalia "Il soldato tedesco ideale"...
Sull'argomento il libro dello storico ebreo Bryan Mark Rigg "I soldati ebrei di Hitler", l'unico sull'argomento. Documentatissimo :
ISBN: 88-8289-989-6
Coll. Volti della storia
n. 157 , pp. 400
Nell’attuare la sua criminale politica della “purezza razziale”, Hitler dovette fronteggiare alcuni imprevisti, dovuti alle sue folli idee e all’inconsistenza delle sue conoscenze sull’identità ebraica. Nella società tedesca infatti, dopo alcuni secoli di integrazione e matrimoni misti, l’eliminazione degli ebrei presentava difficoltà che Hitler non aveva previsto. Come mostra Bryan Rigg in questo nuovo e provocatorio studio, in nessun settore l’odioso processo di pulizia etnica era più confuso e contraddittorio che all’interno dell’esercito. Contrariamente a quanto si crede generalmente, dopo le leggi razziali un numero assai alto di militari fu classificato dai nazisti come «parzialmente ebreo» (Mischlinge). Rigg dimostra che si trattò di oltre 150.000 uomini, tra cui c’erano veterani decorati e molti alti ufficiali, come generali e ammiragli. Questi soldati, come il libro documenta per la prima volta, non si consideravano ebrei e avevano scelto la carriera militare con devozione e patriottismo per servire la rinata nazione tedesca. In cambio, erano stati completamente integrati nelle forze armate, che, prima delle leggi razziali, non avevano dato alcun peso alla loro origine, ma che adesso si vedevano costrette ad esaminare la discendenza dei loro uomini. Ma la rimozione dei Mischlinge si rivelò quanto mai difficile e fu concesso un gran numero di “esenzioni” per permettere ai militari di restare al loro posto o per salvare la vita ai genitori o alle mogli. Molte di queste esenzioni furono firmate personalmente da Hitler. Col proseguire della guerra però, la politica nazista ebbe la meglio sulla logica militare e, nonostante il crescente bisogno di uomini da parte della Wehrmacht, divenne quasi impossibile per questi soldati scampare al destinodi milioni di altre vittime del Terzo Reich. Basato su vaste e approfondite ricerche negli archivi e sulle fonti secondarie, e su oltre quattrocento interviste dell’autore a Mischlinge e a loro familiari, questo libro apre un nuovo capitolo di un argomento che pure è stato molto studiato nel corso degli ultimi anni, indagando un ulteriore aspetto di quella realtà umiliante, folle, disonesta e tragica che fu la Germania di Hitler.
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Bryan Mark Rigg si è laureato con lode in storia alla Yale University nel 1996, ricevendo come premio la Henry Fellowship, una borsa di studio per laureati presso la Cambridge University, dove ha ottenuto il Master nel 1997 e il Ph.D. nel 2002. Ha prestato servizio come volontario nell’esercito israeliano e come ufficiale nel corpo dei Marines. Attualmente insegna storia alla American Military University. Delle sue ricerche si sono occupati il «New York Times», il «Los Angeles Times» e il «London Daily Telegraph».
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Su Reinhard Heydrich è cosa certa che suo padre fosse ebreo, un musicista di nome Heydrich Bruno Suess. Reinhard collaborava direttamente con 'Hagana', organizzazione sionista della quale i capi vivevano nella Germania nazionalsocialista con tanto di passaporto tedesco. Tali persone erano in stretta collaborazione con 'L'unione degli ebrei della Germania' che aveva rapporti con l'ufficio di Heydrich (Unione del Reich), sempre in "chiave sionista" è quindi squisitamente pro-ebrei.


Quei 150.000 ebrei che combatterono per Hitler
Quando la rivista di propaganda nazista “Signal” de- dicò la copertina al “soldato tedesco ideale”, nel 1939, non poteva certo immaginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, il Gefreiter Werner Goldberg. Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro del giovane storico ebreo Bryan Mark Rigg, laureato alla Yale University, “I soldati ebrei di Hitler” pubblicato recentemente da Newton & Compton nella collana “I Volti della Storia” (pagine 395, 16,90 euro). Uno studio accurato, una documentazione quasi esasperata, durata anni di viaggi, di incontri, di esami dettagliati di documenti pubblici e privati, superando l’ostilità e il boicottaggio degli studiosi “ufficiali” della “questione ebraica”.
Nella prefazione, Rigg racconta d’essere stato ispirato alla ricerca dalla visione d’un film, “Europa, Europa” in cui si racconta la storia dell’ebreo Perel che, falsificando la propria identità, prestò servizio nella Wehrmacht e studiò in un collegio per la gioventù hitleriana dal 1941 al 1945. Il film raccontava una vicenda reale. Tornato all’Università di Yale, dove frequentava il secondo anno di college, Rigg si mise al lavoro. Gli sarebbe bastato trovare una dozzina di Perel e ne avrebbe ricavato uno studio interessante. Ne trovò 150.000 e questo sconvolse tutte le sue certezze.
Gli storici avevano sempre parlato di una cifra irrisoria di ebrei o mezzi ebrei (Mischlinge) che avevano militato sotto la croce uncinata. Mai tuttavia, ricoprendo alte cariche.
Rigg iniziò una corsa contro il tempo, poiché quei veterani morivano ormai a migliaia di giorno in giorno. Si avvalse dell’effetto “valanga”, nel senso che ogni intervistato faceva i nomi di altri camerati. Quasi tutti si mostrarono disposti ad aprire le loro case e i loro cuori. In più autorizzarono il libero accesso ai fascicoli personali contenuti negli archivi. Vennero fuori documenti “che nessuno aveva mai esaminato prima” (siamo tra il 1994 e il ‘98!) e “furono dette cose che non erano mai state dette prima”. Le loro vicende costituiscono la testimonianza diretta d’una storia oscura e raccapricciante.
Una storia che molti professori avrebbero preferito restasse nei cassetti. Ma Rigg appartiene a quella schiera ormai folta di storici ebrei che, sulla scia di Kath, Arendt, Kimmerling, Novick, Finkelstein e altri, vogliono la verità sull’Olocausto. La critica, quando non li accusa di filo-nazismo (come accade per Hanna Arendt), li considera “revisionisti” nell’accezione staliniana del termine.
Sono quelli che alla domanda «perché un ebreo scrive queste cose?», rispondono: «Perché un ebreo NON dovrebbe scrivere queste cose?».
Il suo lungo studio, i suoi documenti, i suoi testimoni, ci conducono in un mondo in cui avevamo sentito parlare in fretta e per accenni, ma che mai avevamo penetrato e di cui mai prima d’ora avevamo incontrato gli abitanti: il mondo dei “soldati ebrei di Hitler”.
Una popolazione, non uno sparuto gruppo come si è voluto far credere per oltre mezzo secolo. Una popolazione con i suoi generali, i suoi ufficiali, le sue truppe.
L’elenco di Rigg è sconvolgente. Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (aggressione della Norvegia). L’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn. L’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone. Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler. Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort. Il generale Gothard Heinrici. Il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista. Il generale Werner Larzahn decorato da Hitler. Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler. Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer. Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler. Il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi. Il capitano Helmut Schmoeckel…
Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento
, come il Gefreiter Achim von Bredow.
Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhardt Heydrich, “la bestia bionda”, “Il Mosè biondo”, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, “l’ingegnere dello sterminio”, diretto superiore di Heichmann.
Era ebreo Heydrich? Molti assicurano di sì. Di certo suo padre lo era. Di certo gli fu accordata da Hitler “l’esenzione”.
È una foiba, il libro di Rigg, da cui si estraggono scheletri che si voleva dimenticare, nome e fatti da cancellare. Nomi di uomini che fecero la storia del XX secolo. Fatti che resero quella storia atroce.
E forse fu per prudenza che al processo di Norimberga non si parlò di Olocausto, ma, più genericamente, di crimini di guerra o contro l’umanità.
Forse fu per prudenza che tra gli imputati non sedesse Heichmann, esecutore degli ordini di Heydrich.
«Non potevamo immaginare - ricordava Yitzhak Zuckerman, capo della rivolta del ghetto di Varsavia - che gli ebrei avrebbero condotto alla morte altri ebrei». E Zuckerman non si riferiva soltanto agli ebrei della Wehrmacht, della Luftwaffe, della Marina o delle SS, ma soprattutto ai sonderkommandos, la polizia ebrea collaborazionista così efficacemente e drammaticamente narrata dall’ebreo Roman Polanski nel suo ultimo film “Il pianista”.
Perché dunque, un libro come questo di Rigg ci sconvolge tanto? Forse perché il peso della “soluzione finale” è insopportabile e scopriamo di poterlo distribuire su altre spalle, anche quelle ebree. Forse perché siamo ancora alle prese con la retorica del “caso Priebke”. Un ultranovantenne, ex ufficiale nazista, accusato di non aver disobbedito a ordini considerati disumani e che il libro di Rigg inevitabilmente pone a confronto con centinaia di generali e ufficiali ebrei che quegli ordini li eseguirono tanto bene da meritarsi le decorazioni e gli elogi di Hitler. Forse perché ci ha aiutato a capire che non esiste una “colpa collettiva” del popolo tedesco, così come non esiste una “innocenza collettiva” del popolo ebraico.
P. Squitieri


Probabilmente su bellechiappe.org avrò più possibilità di trovare riferimenti alle SS islamiche nel bunker di berlino di quanti me ne hai forniti tu......
Dato che ovviamente era una cazzata straordinaria di cui non hai avuto neanche l'umiltà di scusarti, puoi continuare pure con la tua sharada per allocchi.
sai qual è il tuo problema?
è che sei stupido.
e confondi FN con il fascismo, quando ti abbiamo dimostrato che fascismo e nazionalsocialismo erano tutto tranne che anti-islamici.
poi ho notato che non rispondi alle domande...
allora...
i nazisti erano sionisti, vero?
bene...
allora perchè credete all'olocausto?
perchè vi lamentate sempre delle disumane leggi razziali contro gli ebrei del '38?
ma voi la coerenza dove l'avete messa? sotto le scarpe?
e adesso sei pregato di dirmi qual è lo Stato che per primo ha riconosciuto l'entità $ioni$ta, grazie.


Siete dei geni. La politica estera dell'ultimo secolo raccontata a mo' di favoletta: l'entità Sion è il lupo cattivo, un soggetto ben delineato e cattivo. Però non si capisce chi è Cappuccetto: se il comunismo o la destra. Così come i fascisti... stanno fascisti islamici, i nazisti ebrei, ma gli ebrei sono stati perseguitati dai nazisti... etc. etc. La verità è che se il presidente iraniano, che conta lo zero nell'addizione, e le più alte cariche dei vari stati non hanno le idee chiare non vedo perchè abbiate la minima speranza di saperne voi qualcosa.