Corriere della Sera

Br, Epifani: «Nessuno può darci lezioni» Il segretario Cgil dopo il richiamo di Prodi: «Accettiamo le critiche. Saremo inflessibili con le mele marce»

I leader della Uil Angeletti (a destra) e della Cisl Bonanni
ROMA - «Il sindacato non può ricevere lezioni da nessuno perché sa cosa vuole fare e lo farà». Così, senza mezzi termini, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, dal palco della manifestazione di Bastia Umbra sulla sicurezza nei posti di lavoro risponde alle critiche piovute sulla Cgil dopo gli arresti di terroristi legati al sindacato. «E a coloro, che soprattutto da sponde opposte ci fanno delle critiche dico: le accetto tutte - dice - ma non che si colpisca la forza del sindacato, la sua unità, la sua democrazia». «E lo dico - prosegue - perché so quello che rappresenta il sindacato per milioni di persone e la fiducia che hanno in noi. È questo filo che non può essere indebolito ed è su questo che i terroristi ogni volta cercano di tessere la propria tela. Una tela che, spero, taglieremo definitivamente», spiega Epifani. Che poi avverte: «Saremo inflessibili, sapremo separare le mele marce, isolarle e cacciarle. Questo paese non si merita il terrorismo». «Noi non siamo pacifisti di giorno e di notte quelli che nascondono armi», chiosa.

I SINDACATI - La Uil condivide il richiamo del premier Romano Prodi rivolto ai sindacati sul terrorismo. «Mi sembrano parole che non si possono che condividere - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti a margine di una manifestazione sindacale unitaria sui temi della sicurezza sul lavoro - siamo rimasti sorpresi dall'intensità e dalla vastità della presenza di questo fenomeno. È quindi evidente il fatto che siamo rimasti sorpresi. E che non siamo riusciti a capire che cosa stava succedendo nel Paese». Il leader della Uil ha aggiunto che si pensava ormai che «il terrorismo fosse una pagina chiusa della storia e invece purtroppo non è così».
Più fredda la reazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. «Le parole di Prodi mi hanno sorpreso e dato un senso di sgradevolezza» commenta. «Dobbiamo tutti abbassare i toni e fare silenzio e soprattutto non puntare il dito. E questo riguarda anche lui. Anzi, più lui che altri per la responsabilità che porta», aggiunge. 16 febbraio 2007


allora : il caro signor Epifani , che si ritrova UNA TRENTINA di brigatisti nel sindacato( non o due, una TRENTINA), starnazza e si riempie la bocca di retorica pura, evitando accuratamente di prendere atto di una situazione terrificante : un sindacato infiltrato da terroristi.

poi, sul finire , dà un colpo agli pseudo pacifisti, tanto per smarcarsi.

Angeletti cade dal pero come un frutto marcio: lui non sapeva, lui non si immaginava, lui credeva che il terrorismo non esistesse più...
ma dove ha vissuto costui in questi anni'
salva almeno la faccia Bonanni: caro signor Prodi , i predicozzi da sacrestia vuoti e retorici, pieni di aria fritta come fai di solito, tienteli per te , gli manda a dire.
anzi, ci hai fatto una delle tue solite figurette.


un bel teatrino, non c'è che dire.
sindacati confederali: schierati con tutta la potenza di fuoco di cui sono in possesso alle elezioni per portare il culone di prodi in alto.
e questi sono i risultati.
complimenti!