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Discussione: Promemoria...

  1. #11
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    ... ad usum sinistratiis et destris incertibus...

    Magari non c'entra nulla con l'attualità politica o la cronaca (nera o rossa che sia) ma ogni tanto val la pena ricordarle certe cose...
    • Sergio D’Elia, ex terrorista di prima linea, eletto deputato con la Rosa nel Pugno, diventa segretario di Montecitorio
    • Daniele Farina, pluripregiudicato del Leoncavallo, eletto deputato con Rifondazione Comunista, diventa vicepresidente della commissione giustizia della Camera
    • Roberto Del Bello, ex brigatista rosso, è segretario particolare del sottosegretario all’interno Francesco Bonato (PRC)
    • Susanna Ronconi, ex brigatista rossa, entra nella consulta nazionale antidroga.
    Roberto non è mai stato condannato per essere un brigatista.

    Almeno scrivi le cose correttamente, grazie.

    http://www.politicaonline.net/forum/...4&postcount=67

    Allego qui una intervista a lui, leggila. E SOPRATTUTTO NON PERMETTERTI MAI PIÙ DI DIRE CHE ERA UN BRIGATISTA, CHIARO?

    ----

    Venezia

    «Credo di essere uno dei pochi che è rimasto in carcere più di quanto avrebbe dovuto. Perchè ho scontato tutto in carcerazione preventiva e quando, anni dopo, ho chiesto la riabilitazione, mi dissero che mi sarebbe spettato uno sconto per buona condotta. Così ho fatto almeno un anno in più».Roberto Del Bello non ci sta a farsi rinfacciare il proprio passato, visto che ne ha pagato fino in fondo il prezzo. È nel palazzo della Provincia a Venezia, dove fa il consigliere, e replica pacatamente alle notizie di stampa.

    Adesso la storia è tornata fuori.

    «Ma sono tutte cose risapute, la condanna riguardava un reato associativo, ho anche avuto cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Ma poi ho ottenuto la riabilitazione. Il vero problema mi pare un altro».

    Quale?

    «È la riemersione, un quarto di secolo dopo l'arresto, vent'anni dopo la condanna, di una storia che riguarda una persona che oggi non è più quella di allora. E non dimentichiamo che la condanna ha riguardato un reato associativo. In Francia non sarei stato condannato».

    In che senso?

    «Quando uscii dal carcere mi misi a lavorare per mantenermi agli studi. Mi sono laureato due volte. A Padova in Scienze Politiche, con il professor Ferrari Bravo e una tesi su una scuola di pensiero economico francese, i "regolazionisti" che avevano fatto il '68 e poi avevano collaborato con Mitterrand. A Trieste in Giurisprudenza, con una tesi di Diritto Amministrativo sulle società per azioni pubbliche».

    Riuscì a trovare lavoro?

    «Ho fatto lo spazzino, ho pulito le scale per poter studiare, ho fatto le stagioni per guadagnare qualcosa. Poi ho fatto il supplente alle elementari finchè ho affrontato regolari concorsi per diventare impiegato pubblico».

    Che cosa pensa di questa riedizione giornalistica del suo passato?

    «Sono cose che danno fastidio, perchè dopo tanti anni sono un'altra persona, sono sposato, ho un figlio. Si insiste tanto sulla riabilitazione di chi viene arrestato. Quando si ha espiato una pena, giustamente o ingiustamente inflitta, una persona dovrebbe potersi lasciare completamente alle spalle quella vicenda».

    Lei ritiene di essere stato condannato ingiustamente?

    «Io ho sempre negato la mia appartenenza ad una banda armata. E continuerò sempre a farlo. Ma i giudici mi hanno condannato. Io sono stato onesto anche come imputato, non ho avuto nessuno sconto, nessun beneficio di pena, ho difeso solo la mia posizione processuale. Ebbene, ho pagato, ho fatto tutto l'iter per integrarmi. E soprattutto ho fatto politica alla luce del sole».

    Infatti ha raggiunto i massimi livelli provinciali, a Venezia, per Rifondazione Comunista.

    «Ho continuato a fare attività politica come possono fare tutti i cittadini normali. E l'ho fatto in modo onesto, con disinteresse, al servizio della gente. Inoltre, non c'è stata mai nessuna ombra su possibili connivenze. Ho preso ideologicamente le distanze, ho organizzato convegni per la pace...».

    Però il suo passato ritorna...

    «Mi vogliono mettere alla gogna per una speculazione politica, scrivendo che sono un "ex terrorista", che annotai i numeri di targhe delle persone o avevo in casa materiale di guerriglia. Ma quella era l'edizione di un rivoluzionario brasiliano che avevo comperato in libreria, come si possono comprare gli scritti di Che Guevara».

    Però rimane il fatto che lei, condannato per banda armata, ora è al Viminale.

    «Anche su questo c'è qualche confusione. Il sottosegretario Bonato si occupa di finanza degli Enti Locali e soltanto per una tradizione chi si occupa dell'ordinamento degli enti locali fa parte del Ministero dell'Interno. A leggere certi giornali sembra invece che un brigatista si sia insinuato nei posti chiave della sicurezza. Io in quel posto sono stato chiamato per competenze tecniche, le mie lauree e la mia esperienza professionale».

    Esiste comunque un diritto di cronaca anche nell'accostamento di fatti tra loro lontani.

    «Lo dico pacatamente, senza rancore, ma credo che anche l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe fare una riflessione. Ci vuole un preciso limite tra il diritto di cronaca e difesa dell'onore, ovvero della reputazione e dellaprivacy delle persone. Capirei se una cosa fosse accaduta un anno fa, ma qui sono passati 25 anni. Il contesto è cambiato, io sono cambiato. Ecco perchè riparlarne oggi mi pare di una pesantezza inaudita».

    Giuseppe Pietrobelli

  2. #12
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    povero robertino !!!!!!!!

    continua a dare interviste cercando di negare...


    Un uomo in carriera: da terrorista a sottosegretario

    Alla memoria delle vittime del terrorismo

    Silvia Baraldini consulente per il Comune di Roma, Sergio D'Elia e Roberto Del Bello rappresentanti delle istituzioni. La condanna per banda armata sembra essere dunque titolo preferenziale per collaborare con gli organi istituzionali.

    Roberto Del Bello è il segretario particolare di Francesco Bonato, attuale sottosegretario al Ministero dell’Interno in quota Rifondazione Comunista, senza dimenticare che Del Bello nel 2004 è stato anche eletto consigliere alla Provincia di Venezia per Rifondazione Comunista, di cui è stato anche segretario provinciale.

    Ma Roberto Del Bello, da quanto si apprende da un articolo apparso su Libero a firma Fausto Carioti e Roberta Catania, è un ex Brigatista Rosso. Con una sentenza di condanna della Corte d’Assise di Venezia (poi confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Venezia e dalla Cassazione) per il seguente reato: “Associazione con finalità di terrorismo o eversione e partecipazione a banda armata”.

    Questo è quanto recita il dispositivo della sentenza del 20 luglio 1985, che a Roberto Del Bello ha inflitto una pena di quattro anni e 7 mesi di reclusione. A cui si sono anche aggiunti “5 anni di interdizione dai pubblici uffici”.

    Ma chi è Roberto Del Bello? Nasce a San Donà di Piave (Ve) nel 1960. Nome di battaglia “Nicola”. Nel 1981 viene arrestato dai carabinieri, in quanto ritenuto coinvolto nel rapimento di Giuseppe Taliercio, direttore del Petrolchimico di Porto Marghera. Taliercio, sequestrato dalle Brigate Rosse, dopo 46 giorni verrà assassinato (5 luglio 1981) con 17 colpi di pistola, abbandonato nel bagagliaio di un'auto, a pochi passi dal suo posto di lavoro (Montedison di Portomarghera).

    Da osservare che Del Bello è stato inquisito prima degli altri, quando ancora era in corso il sequestro Taliercio, perché era risultato che in questa azione era stato usato un pulmino con targa identica ad un furgone della Breda; azienda dove lavorava Roberto Del Bello.

    Nel corso della requisitoria, poi, sarà lo stesso pubblico ministero a chiedere per Del Bello il proscioglimento per il rapimento e l’uccisione di Taliercio.

    Ma su Del Bello pesano altre accuse. Nell’ambito della perquisizione presso la sua abitazione“Erano stati rinvenuti alcuni appunti sulla lotta armata e sulle Cellule Comuniste Combattenti, un manuale del guerrigliero, un volantino intestato “Comitato di lotta” e altro materiale interessante”. Per questo la Corte d’Assise di Venezia lo condanna a 4 anni e 7 mesi, per “Associazione con finalità di terrorismo o eversione e partecipazione a banda armata”.

    A quel punto c’è il ricorso in appello. Anche questo, tuttavia, è negativo per Roberto Del Bello. Infatti la Corte d’Assise d’Appello di Venezia, conferma la sentenza di primo grado e la condanna. “Vi è poi quel conclamato collegamento tra la Breda-Navicolor ove Roberto Del Bello lavorava, e la targa del furgone usato per l’azione di Taliercio. Elemento questo, che evidenzia ancor di più l’infondatezza della spiegazione fornita dall’imputato per avvalorare la sua estraneità al sodalizio.. E in verità anche la reazione all’arresto è sintomatica delle appartenenze ad un gruppo collettivo che lo vedeva “politicamente” impegnato: fu compilato a pennarello blu e rosso un manifesto di protesta con cui si rivendicava il diritto alla libertà di Roberto. Del Resto Savasta (capo delle Br venete) riferisce di aver incontrato in Venezia il “Nicola” (cioè Del Bello) che aveva conosciuto tramite Francescutti (colonna BR- 2 Agosto-) il quale indica il gruppo operaio Sandonatese come quello composto dai militanti Del Bello (Roberto e Danilo), Znidarcic e Iseppin.

    E la Corte d’Assise d’Appello di Venezia conclude: “Partecipazione a tutti gli effetti, quindi, come rivela il nome di battaglia (“Nicola”) a condanna che si impone in tutta evidenza; nella misura fissata dal primo giudice dal momento che è stata irrogata la pena sulla base dei minimi e non vi è presupposto alcuno per far luogo ad attenuanti”.

    Condanna, quindi, in secondo grado. Ma Del Bello ricorre in Cassazione. La quale, tuttavia, rigetta il ricorso e conferma la condanna.

    “Del Bello però, asseriva di non far parte di nessun gruppo e smentiva Savasta che asseriva di averlo conosciuto come militante”. “Spiegava la documentazione in suo possesso come elaborazione di sue idee, come scritti politici ricopiati da pubblicazioni” e “precisava ancora che i numeri scritti sui fogli erano del tutto irrilevanti, mentre alcuni nomi si riferivano a componenti di Consiglio di maggioranza del Comune di San Donà di Piave. Affermava di avere annotato qualche volta numeri di targhe di auto, ma solo perché spinto dal sospetto di avere ricevuto minacce da individui di ideologia fascista. Invece i nomi dei magistrati, avvocati e carabinieri li aveva annotati perché trattavasi di persone distintesi nella lotta alla corruzione”.

    Queste spiegazioni, tuttavia, non convincono affatto la Cassazione, che sentenzia: “Ulteriori dati sulla sua attività di militante provengono dal sequestro di documenti in occasione del suo arresto quando si indagava sul sequestro Taliercio: appunti sulla lotta armata e sulle Cellule comuniste Combattenti, una manuale del guerrigliero, volantini, ma soprattutto, annotazioni su persone, numeri di targa, informazioni su magistrati, avvocati e carabinieri impegnati nella lotta al terrorismo…..[..]“

    La Cassazione conferma “Associazione con finalità di terrorismo o eversione e partecipazione a banda armata”.
    Uscito di prigione Roberto Del Bello riprende una vita grossomodo “normale”. Nel 1991 cessa l’interdizione dai pubblici uffici. Diviene, quindi, maestro di scuola elementare. Occupazione che ricopre fino al 1997. Poi c’è la politica con Rifondazione Comunista.

    Prima è Segretario provinciale del Partito di Fausto Bertinotti a Venezia. Nel 2004 diventa anche consigliere provinciale per il Prc. Fino al maggio 2006, data in cui entra al Ministero dell’Interno,come segretario particolare di Francesco Bonato. Attuale sottosegretario al Ministero dell’Interno per Rifondazione Comunista.

    Un vero oltraggio alle famiglie e a tutti i Caduti nel servizio per le Istituzioni democratiche e la collettività degli anni di piombo.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Roberto non è mai stato condannato per essere un brigatista.

    Almeno scrivi le cose correttamente, grazie.

    http://www.politicaonline.net/forum/...4&postcount=67

    Allego qui una intervista a lui, leggila. E SOPRATTUTTO NON PERMETTERTI MAI PIÙ DI DIRE CHE ERA UN BRIGATISTA, CHIARO?
    'Scolta bene, Yurj, te lo dico in amicizia se credi... Questi toni qui sul CDL non li usi, ok? Vedi che sia l'ultima volta.

    Per il resto io non entro in competizione con le tue idee, non mi interessa convincerti né prevaricare. Non mi interessa nemmeno leggere l'intervista che mi hai sottoposto... Lo farò se ne avrò voglia.

    Perché il problema non è quello che dice Roberto Del Bello di sé; questo riguarda il giudice. A me interessano i reati che ha commesso e per i quali è stato condannato.

    Roberto Del Bello, da quanto si apprende da un articolo apparso su Libero a firma Fausto Carioti e Roberta Catania, è un ex Brigatista Rosso. Con una sentenza di condanna della Corte d’Assise di Venezia (poi confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Venezia e dalla Cassazione) per il seguente reato: “Associazione con finalità di terrorismo o eversione e partecipazione a banda armata”.
    Questo è quanto recita il dispositivo della sentenza del 20 luglio 1985, che a Roberto Del Bello ha inflitto una pena di quattro anni e 7 mesi di reclusione. A cui si sono anche aggiunti “5 anni di interdizione dai pubblici uffici”.


    Se poi vuoi leggere anche il resto questo è il link
    http://www.ilbarbieredellasera.com/a....php?sid=16318

    Vedo, comunque, che Tolomeo mi ha preceduto e lo ringrazio.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    'Scolta bene, Yurj, te lo dico in amicizia se credi... Questi toni qui sul CDL non li usi, ok? Vedi che sia l'ultima volta.

    Per il resto io non entro in competizione con le tue idee, non mi interessa convincerti né prevaricare. Non mi interessa nemmeno leggere l'intervista che mi hai sottoposto... Lo farò se ne avrò voglia.

    Perché il problema non è quello che dice Roberto Del Bello di sé; questo riguarda il giudice. A me interessano i reati che ha commesso e per i quali è stato condannato.



    Se poi vuoi leggere anche il resto questo è il link
    http://www.ilbarbieredellasera.com/a....php?sid=16318

    Vedo, comunque, che Tolomeo mi ha preceduto e lo ringrazio.
    Sono sempre i soliti. Negli edifici pubblici alzano la voce convinti come sono di essere a casa loro. Negli edifici privati continuano ad alzare la voce, a cercare di comandare, anche li dove non sono graditi......credono di essere sempre a casa loro....non hanno il concetto di proprietà privata...

  5. #15
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    Sono sempre i soliti. Negli edifici pubblici alzano la voce convinti come sono di essere a casa loro. Negli edifici privati continuano ad alzare la voce, a cercare di comandare, anche li dove non sono graditi......credono di essere sempre a casa loro....non hanno il concetto di proprietà privata...
    Ma no... Non siamo così drastici.
    E' l'irruenza giovanile, quel misto di spavalderia e idealismo che induce a conclusioni affrettate... Tutti siamo stati così e anche chi ha superato gli 'anta talvolta commette errori anche più grossi.

    I ragazzi più fortunati soffriranno quando confronteranno le loro certezze con la realtà. Chi non soffrirà sarà solo un utile idiota.

  6. #16
    moderatore di bachelite
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    Citazione Originariamente Scritto da FederalLucano Visualizza Messaggio
    Bhe che dire.....come dare la gestione dell'avis a dei vampiri....
    già. come mettere a capo della commissione Economia un repubblicano condannato per finanziamento illecito.

  7. #17
    Hanno assassinato Calipari
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    Ma Roberto Del Bello, da quanto si apprende da un articolo apparso su Libero a firma Fausto Carioti e Roberta Catania, è un ex Brigatista Rosso.
    ---

    Falso. Mantide, vale anche per te, non dire balle, CHIARO?

  8. #18
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    'Scolta bene, Yurj, te lo dico in amicizia se credi... Questi toni qui sul CDL non li usi, ok? Vedi che sia l'ultima volta.

    Per il resto io non entro in competizione con le tue idee, non mi interessa convincerti né prevaricare. Non mi interessa nemmeno leggere l'intervista che mi hai sottoposto... Lo farò se ne avrò voglia.

    Perché il problema non è quello che dice Roberto Del Bello di sé; questo riguarda il giudice. A me interessano i reati che ha commesso e per i quali è stato condannato.



    Se poi vuoi leggere anche il resto questo è il link
    http://www.ilbarbieredellasera.com/a....php?sid=16318

    Vedo, comunque, che Tolomeo mi ha preceduto e lo ringrazio.
    ROBERTO DAL BELLO NON È MAI STATO AFFILIATO DELLE BR, NE CONDANNATO PER ESSERLO, OK?

    È inutile che mi mandi i pvt dove dici di darmi una calmata, quando poi continui reiteratamente a dire bugie su bugie. Oppure portami la sentenza dove c'è scritto che Roberto Dal Bello è stato uno delle BR.

    Quindi o rettifichi o porti la sentenza.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    ROBERTO DAL BELLO NON È MAI STATO AFFILIATO DELLE BR, NE CONDANNATO PER ESSERLO, OK?

    È inutile che mi mandi i pvt dove dici di darmi una calmata, quando poi continui reiteratamente a dire bugie su bugie. Oppure portami la sentenza dove c'è scritto che Roberto Dal Bello è stato uno delle BR.

    Quindi o rettifichi o porti la sentenza.
    Yuri...detto anche "Bocca della Verità"....
    e come non potrebbe essere altrimenti visto che tifa Prodi ("non metteremo le mani nelle tasche degli italiani") ed è discendente di Togliatti ("nella russia di stalin si sta bene").

  10. #20
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    Yurj: Eri nella sua banda? Perchè t'agiti tanto?

 

 
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