Una proposta per uscire, una volta per tutte dal tatticismo a breve termine in materia costituzionale ed elettorale, con due riforme strategiche:

- ripristinare il collegio uninominale a turno singolo per tutti i collegi alla Camera dei Deputati, senza quote proporzionali.

Vantaggi: chiarezza e semplicità delle alternative per gli elettori, incentivo forte all'aggregazione, stabilità di governo, nella migliore tradizione delle democrazie anglosassoni, dissoluzione, nel lungo periodo, delle vecchie identità di partito.

- riformare il Senato, rendendo superabile la sua opposizione ad un DDL approvato in prima lettura dalla Camera con una seconda approvazione del DDL, con identico testo, da parte della Camera stessa. Nel contempo andrebbe eliminato il rapporto di fiducia Senato/Governo, che intercorrerebbe quindi solo tra Camera e Governo. Il Senato, ridotto numericamente ed eletto dai Consigli regionali, potrebbe essere integrato da rappresentanze del mondo della cultura, dell'economia e da soggetti particolarmente qualificati sotto il profilo tecnico-professionale. Esso svolgerebbe una funzione di controllo del processo legislativo senza avere tuttavia la possibilità di bloccarlo.

Vantaggi: accelerazione del processo legislativo ed eliminazione dei rischi derivanti dalla presenza di maggioranze contrapposte nelle due Camere.