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Notizia di oggi, il buon Bobo e il buon ignazio prevedono di aumentare il numero di militari nelle città!


LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA




http://milano.corriere.it/milano/not...45056558.shtml
I sindacati: la tensione è alta. «Interventi subito, o sarà guerra tra poveri»
Poche risorse per la cassa integrazione in deroga. E la situazione occupazionale in marzo si aggrava
«La crisi può mettere in discussione la coesione sociale sul territorio. Lanciamo un appello alle istituzioni e agli enti locali: è necessario intervenire prima che la situazione precipiti. Andiamo avanti così e rischieremo la guerra tra poveri». Il monito è del segretario generale della Cgil Lombardia, Nino Baseotto. Il sindacato rosso ha presentato ieri le sue stime sulla dimensione della crisi a Milano. Nello stesso tempo ha fatto il punto sulla mobilitazione della Cgil regionale in vista della manifestazione di sabato prossimo al Circo Massimo a Roma. Da Milano partiranno sette treni straordinari e oltre 420 pullman. «Contiamo di portare a Roma oltre 32 mila persone», fa il punto Baseotto. Una mobilitazione forte dovuta anche ai timori legati alla crisi. «Solo nelle aziende da noi monitorate e seguite, nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio i posti a rischio perché toccati da mobilità e cassa integrazione sono oltre 112 mila — fa il punto Baseotto —. In novembre avevamo stimato 250 mila posti persi alla fine della crisi. Si sta tristemente confermando la nostra previsione».
La Cgil manifesta preoccupazione riguardo alle risorse per la cassa in deroga (destinata alle aziende con meno di 15 dipendenti, ndr.). «Abbiamo a disposizione per la Lombardia un milione e mezzo di euro. I lavoratori che hanno e avranno bisogno della cassa in deroga sono 135 mila. Se queste stime sono giuste, le risorse finiranno nel giro di cinque mesi», avverte Baseotto. Il sindacalista richiama anche l’attenzione sul rischio che la crisi incentivi il lavoro nero. «Le ispezioni di Inps, Inail, direzione provinciale del lavoro portano a rilevare irregolarità nel 67 per cento dei casi. Un dato in crescita che ci preoccupa molto», riflette Baseotto.
Secondo la Cgil la situazione nel mese di marzo è andata aggravandosi. «Nei posti di lavoro la preoccupazione è forte — racconta Baseotto —. Nelle numerose assemblee fatte nei luoghi di lavoro in questi mesi la crisi è sempre stata il primo punto all’ordine del giorno. Sono fermamente convinto che questa emergenza vada affrontata dal sindacato confederale in modo coeso. Pur senza negare la distanza che ci divide su altre questioni importante, a partire dall’accordo separato sui livelli della contrattazione ». La Cgil ha concluso proprio in questi giorni il referendum tra i lavoratori sull’accordo firmato il 22 gennaio da Cisl e Uil. Secondo i dati diffusi dal sindacato, il 94,8 per cento degli oltre 683 mila votanti ha detto no all’accordo. «Ci sarebbe piaciuto organizzare il referendum insieme con Cisl e Uil — ha concluso Baseotto —. Mi auguro che, nonostante i profondi dissensi di oggi, si possa presto condividere con gli altri confederali le regole relative alla rappresentanza».
Ri. Que.
02 aprile 2009
LOMBARDIA LIBERA IN LIBERA EUROPA


Perfetto.
Quando hanno impostato il trattato di Lisbona, sapevano già dove si andava a parare.
Si era detto a cosa servivano .
ma qualcuno negava.
Figuriamoci con tutto quello che fa il ministro dell'interno, se l'esercito serve per contenere i problemi portati dalla immigrazioone.
L'esercito serve solamente per controllare i cittadini.


STOP IMMIGRATION - START REPATRIATION
- Standing Up For Great Lombardy -


Mentre stanno tutti in apprensione, non ci accorgiamo che è in corso una grande manovra.
Trovare capri espiatori da dare in mano a chi è inferocito.
Anche i soloni di roma che hanno avuto sempre il sorriso stampato , sono preoccupati.
La situazione è irrisolvibile.
Si risolverà con un calo deciso del sitema economico.
per adesso sono riusciti ad incanalare la rabbia popolare verso i manager e verso le banche. Questi mentre accumulavano imbrogli in tutto il mondo non si erano accorti che stavano preparando il pacchetto.
Tuttavia le banche che sono state assaltate metaforicamente in queste giorni sono solamente come la Bastiglia, ossia sono dimostrazioni di facciata.
Devono evitare che dalla Bastiglia passino alla reggia; oggi si chiama palazzi del governo.
Il motto era abolizione dei popoli e della loro cultura, usare la ricchezza virtuale.
Ma adesso il giocattolo si è rotto.
Vediamo cosa inventano.


Soddisfatti anche sarkozy e la merkel
G20, intesa contro i paradisi fiscali
Altri 1000 miliardi per l'economia
I leader: «Il più grande stimolo fiscale e monetario dei tempi recenti». Obama: «È una svolta»
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Foto di gruppo per i partecipanti al G20 di Londra (Ap)
Foto di gruppo per i partecipanti al G20 di Londra (Ap)
LONDRA - Mille miliardi per l'Fmi e le altre istituzioni finanziarie internazionali, oltre allo stimolo fiscale da 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell'economia mondiale. Una lista nera dei paradisi fiscali. Un nuovo consiglio per la stabilità finanziaria globale. E l'impegno di ritrovarsi per un nuovo summit, a fine anno, in modo da valutare gli eventuali progressi. Sono alcune delle misure decise durante il G20 di Londra per combattere la peggiore crisi economica mondiale dagli anni '30.
ESPANSIONE FISCALE - «Nel complesso, le azioni che abbiamo intrapreso costituiranno il più grande stimolo fiscale e monetario e il programma di supporto del sistema finanziario di più vasta portata dei tempi recenti - si legge nel comunicato finale del vertice. - Abbiamo fissato un ulteriore aumento di mille miliardi di dollari per le risorse all'economia mondiale, attraverso le nostre istituzioni finanziarie e il commercio internazionale. Stiamo sostenendo una espansione fiscale concertata e senza precedenti che salverà o creerà milioni di posti di lavoro che sarebbero altrimenti stati distrutti, e che ammonterà, entro la fine dell'anno prossimo, a 5 mila miliardi di dollari; aumenterà la produzione del 4 per cento e accelererà la transizione a un'economia verde».
OBAMA - Secondo Barack Obama, il vertice è stato «molto produttivo». Secondo il presidente americano, il G20 di Londra costituisce «una svolta per la ripresa». «Sono state decise misure coordinate senza precedenti - ha proseguito il leader americano - ed è stata respinta ogni ipotesi di ritorno a forme protezionistiche che avrebbero solo l'effetto di aggravare la crisi».
UN TRILIONE DI DOLLARI - Il primo a parlare dopo la fine dei lavori, in quanto «padrone di casa», era stato Gordon Brown. «I problemi globali richiedono soluzioni globali - aveva dichiarato il premier britannico, elencando i punti sui quali si è trovato l'accordo. - Abbiamo raggiunto il consenso per fare tutto ciò che è necessario per ristabilire la crescita economica e l'occupazione e prevenire un'altra crisi come quella attuale». Brown ha confermato lo stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010 a sostegno della ripresa dell'economia mondiale. I leader del G20 hanno trovato anche l'intesa per mettere a disposizione del Fondo Monetario Internazionale altri 500 miliardi di dollari. L'Fmi, che così vede triplicarsi i suoi fondi, potrà contare inoltre su altri 250 miliardi in Diritti Speciali di Prelievo. Non solo: saranno utilizzati altri 250 miliardi di dollari per sostenere il commercio internazionale. I paesi poveri riceveranno 50 miliardi di dollari di aiuti. Brown ha quindi preannunciato un sistema di «nuove regole» sui bonus e salari a livello globale: i numeri uno delle istituzioni finanziarie, ha spiegato Brown, saranno nominati sulla base del «merito». «Ripuliremo le banche per rilanciare credito per le famiglie e le imprese - ha proseguito il premier - Ci siamo accordati per un approccio unico e globale per gli asset tossici».
MERKEL-SARKOZY - Secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, si tratta di «un compromesso storico in risposta a una crisi eccezionale». Anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, nonostante le forti perplessità della vigilia, appare soddisfatto: «I risultati ottenuti vanno aldilà di quello che potevamo immaginare. I Paesi del G20 hanno deciso di riformare in profondità l’organizzazione finanziaria internazionale, cosa che non era stata mai fatta a questo livello dagli accordi di Bretton Woods nel 1945 - ha detto il capo dell'Eliseo. - C’è un impegno dei capi di Stato e di governo per un rafforzamento delle regole della supervisione delle attività finanziarie: era una priorità per Francia e Germanie, e questa priorità è diventata uno degli obiettivi di tutti i capi di Stato e di governo». Lo stesso Sarkozy ha spiegato che la Svizzera non figurerà sulla 'lista nera' dei paradisi fiscali, ma su quella 'grigia' che comprende i paesi che intendono rispettare gli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ma che non li hanno ancora messi in atto.
LE TENSIONI - Dopo una vigilia contrassegnata dagli scontri nella City tra manifestanti anti-capitalismo e polizia - che portano un bilancio di un morto (per cause naturali) e di alcune decine di arrestati tra i dimostranti - i capi di Stato e di governo hanno dunque trovato una linea comune per affrontare le nuove sfide dell'economia, in particolare in tempi di crisi. Un'operazione dal successo non scontato, viste le divergenze di opinione sulle ricette da adottare
http://www.corriere.it/esteri/09_apr...4f02aabc.shtml
Ma da dove prendono tutti questi soldi?
Ma un entrata cosi massiccia di soldi non determina un inflazione?
E poi questi soldi credo che alla fine dovranno essere restituiti e quindi siamo a punto e da capo?
Questa manovra non mi convince affatto.Cosa pensate a riguardo?


Parlare della carta banconota forse è prematuro. Dipenderà da quale valore e forma emblematica verrà conferito alla carta.
Se nulla cambia oppure cambia tutto.
Ma difficilmente tutto resterà come prima.
Nel 1945 su una portaerei il mondo bianco, rappresentato dagli USA, aveva imposto la pace al popolo giallo.
Il Giappone testa di ponte del mondo giallo asiatico dovette soccombere.
Solo allora si dovette ammettere che il Giappone aveva perso perché gli USA erano più ricchi e più produttivi.
Nella produzione era nascosto il segreto della potenza.
Il Giappone desiderò di continuare la guerra impostandola in altro modo, ossia cercare di raggiungere attraverso la produzione la potenza e la ricchezza. Ma il Giappone fu occupato per diversi anni dagli USA che si ritirarono solamente quando furono sicuri dell’instaurazione del sistema consumistico basato sulla ricchezza virtuale.
Ossia che il virus del virtuale rimanesse alla base del sistema giallo, affinché non potesse diventare un giorno pericoloso, causa le mire imperialistiche asiatiche.
Pertanto entrando nel mondo della carta il Giappone perse effettivamente la guerra.
L’eredità dei giapponesi nel portare la bandiera del potere giallo fu presa dalla Cina. Questa comprese di dover entrare in guerra con il sistema mondiale occidentale bianco per diventare una potenza economica.
Per far questo scelse di essere condotta dalla ideologia migliore per rendere tutti schiavi: il comunismo.
Grazie alla impostazione comunista un miliardo di uomini schiavi si trasformarono in macchine produttrici, e sfruttando il consumismo degli USA e dei suoi stati succubi impossessarsi delle loro ricchezze.
Il mondo occidentale riuscì a sopravvivere per decenni alla invasione merceologica sfruttando al massimo la produzione di ricchezza virtuale.
Ma tutto ha un limite e siamo venuti al dunque.
La Cina ha vinto la guerra.
Il mondo bianco ha dovuto ammettere l’impossibilità di continuare con la ricchezza di carta.
Gli USA hanno dovuto prima di tutto riconoscere che il potere bianco oggi è rappresentato da un uomo originario di un altro mondo. Fatto questo atto di sottomissione adesso vi sono i rituali.
Solamente non si capisce se il nuovo trattato tra l’antico mondo bianco perdente e l’emergente mondo giallo è già stato firmato
La manovra del nuovo sistema di pace prodotto dalla vittoria gialla indicherà quale strada deve prendere la carta.