Come al solito le manie di protagonismo di qualcuno (e penoso astio politico), non trovando limite al senso del ridicolo, vagano alla ricerca di qualcosa/qualcuno da contestare...


Come al solito le manie di protagonismo di qualcuno (e penoso astio politico), non trovando limite al senso del ridicolo, vagano alla ricerca di qualcosa/qualcuno da contestare...








Liberalix: insultare chi condivide con le la battaglia sui diritti civili è stupido e dimostri di non essere tanto differente da quelli da cui vorresti prendere le distanze.






Dalla Stampa
L’Ulivo chiede le dimissioni di Castronovo scaricato anche dal suo partito
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
«Salviamo il salvabile», cantava Edoardo Bennato negli Anni Settanta. Dentro Rifondazione Comunista, però, sembrano rimasti solo i cocci. Il dopo Turigliatto ha scatenato un effetto domino che ha colpito anche il Consiglio comunale di Torino. E’ bastato che il suo presidente, Beppe Castronovo, esprimesse la sua solidarietà «personale e umana» al senatore dissidente da provocare la reazione del capogruppo dell’Ulivo, Andrea Giorgis: «Se condivide così a fondo la scelta politica di Turigliatto forse dovrebbe anche chiedersi se non è opportuno che si comporti come lui».
Giorgis parla di «una provocazione ironica» ma è evidente che è solo un tentativo di evitare che si arrivi a mettere in discussione l’alleanza tra Ulivo e Prc in Comune. Fantapolitica? Gavino Olmeo (Margherita) teorizza sul suo sito la necessità di «tagliare le ali estreme». Senza contare i malumori dei Ds (Cassiani) per il comportamento sicuramente non super partes di Castronovo. Così Luca Cassano, capogruppo di Rifondazione, diffonde in tutta fretta una nota dove definisce un «grave errore» la presa di posizione di Castronovo e annuncia la «totale dissociazione» del partito dalla solidarietà a Turigliatto. Aggiunge: «E’ sbagliato e inopportuno che il presidente del Consiglio comunale di Torino non comprenda appieno la delicatezza della fase che tutto il partito a livello nazionale e locale sta vivendo». Poi arriva l’affondo: «Risulta difficile scindere il lato umano da quello politico, ancor più se queste parole vengono pronunciate da chi riveste sia un ruolo istituzionale che rappresentativo di tutti i nostri elettori ed iscritti, anche di quelli che non hanno condiviso la decisione di Turigliatto».
Castronovo rimanda ad oggi le risposte nel merito alle critiche sollevate in queste ore anche se ribadisce: «Io non mi sarei comportato come Turigliatto perché rispetto la disciplina di partito come ho fatto nel corso delle votazioni in Sala Rossa. La mia era solidarietà personale e umana che resta immutata ed è stata espressa al di fuori della mia carica. Rivendico la mia autonomia di intervenire nelle riflessioni interne al partito». Castronovo è preoccupato per il clima generale: «C’è qualcuno che sta cercando un capro espiatorio per fare pulizia delle posizioni di critica politica all’interno del partito e della coalizione».
E’ evidente che dal giorno della sconfitta di Romano Prodi al Senato dentro Rifondazione nulla sarà più come prima. Tutti restano compagni ma intanto si alzano steccati e si usano i pronomi personali «noi» e «loro» per marcare le differenze. E iniziano a saltare anche le cariche pubbliche. Gianni Favaro, segretario provinciale, mette sul tavolo quella di Sergio Dalmasso, capogruppo in Regione ed esponente della sinistra critica perché «non rappresenta più tutto il partito a meno che non condivida le posizioni con la maggioranza». Dalmasso, probabilmente, lo farà senza problemi visto che da settimane faceva sempre più fatica a nascondere la sua «sofferenza» nel votare alcuni dei provvedimenti della giunta Bresso o dei governi del centrosinistra - vedi il caso del ricorso contro l’inceneritore del Gerbido - arrivando anche a sostenere la sua preferenza per un appoggio esterno.




Posso anche comprendere, ma assolutamente non condividere, (IPSN per casi ben piu' gravi di comportamento discordante dei suoi congressisti non ha mai espulso nessuno) le rappresaglie politiche del suo partito su Turigliatto ma una rappresaglia sui suoi amici mi sembra un'assurdità che paradossalmente ricorda la mentalità della vendetta trasversale usata dai clan camorristi (a scanso di equivoci tipici del forum chiarisco, anche se non ci sarebbe bisogno, che non intendo assolutamente dire che RC sia mafiosa
)