Personalmente sono favorevole. Ha compiuto un autentico miracolo facendo volare la gente
Ora attendo anche San Batman
Roma 23/02/2007 18:04
CALABRESI, NULLA OSTA RUINI A CAUSA BEATIFICAZIONE COMMISSARIO
Roma, 23 feb. (APCom) - Il cardinal Camillo Ruini ha concesso il suo 'nulla osta' per l'avvio della fase preliminare della causa di beatificazione di Luigi Calabresi, il commissario di polizia assassinato nel 1972 per cui sono stati condannati Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani. L'autorizzazione del Vicario di Roma riguarda la raccolta di documenti e testimonianze promossa dal sacerdote Ennio Innocenti. Il materiale sarà poi sottoposto al cardinal Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Quest'ultimo è competente in quanto Calabresi, pur essendo romano, è stato stato ucciso a Milano, la città dove prestava servizio e dove aveva subito una pesante campagna stampa di 'Lotta continua' che lo accusava di avere responsabilità nella morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli. "Non è ancora stata fatta una formale richiesta di canonizzazione", spiega padre Innocenti, all'epoca confessore di Calabresi, impegnato come lui nel movimento romano 'Oasi', fondato dal gesuita Virginio Rotondi. "Gli animi sono ancora divisi e ciò potrebbe dar luogo a polemiche che avrebbero un influsso negativo sull'andamento del processo", spiega. Per ora si sta raccogliendo il materiale sul commissario Calabresi, "attestazioni di sacerdoti, prelati e altri che ne esaltano le virtù cristiane. C'è anche un telegramma di Giovanni Paolo II che esalta Calabresi come testimone del Vangelo e eroico difensore del bene comune", spiega il sacerdote. Tra le testimonianze, don Innocenti inserirà anche quella di Enzo Tortora, il presentatore e giornalista che fu a sua volta vittima di un linciaggio morale e che come cronista aveva conosciuto bene Calabresi, quando come cronista frequentava la Questura di Milano. "Non odio i miei nemici, provo angoscia per loro, non odio", gli aveva confidato il commissario nel momento per lui più difficile, quando la stampa di sinistra lo aveva dichiarato colpevole senza processo e senza appello. "Calabresi - ha scritto Tortora nel documento pubblicato dal quotidiano della Cei 'Avvenire' - credeva in Dio fermamente". Anche il prefetto di Roma, Achille Serra, è cresciuto, spiega padre Innocenti, alla scuola di Calabresi. "Ha reso una testimonianza bellissima nel suo ultimo libro, 'Il poliziotto senza pistola', in cui spiega come ha appreso da Calabresi come fare il poliziotto senza violenza".





Rispondi Citando



