...succede questo; che il nostro popolo muore lentamente e inesorabilmente e la maggioranza del popolo beota si scontra per 4 politicanti indegni:
Tossicodipendente
e ha soltanto 12 anni
+ Non ancora grandi, ma già dannati
+ La storia: "Ho iniziato a 12 anni. Anche per i pusher ero troppo piccolo"
Siamo entrati nell’unica comunità di recupero per minori
MASSIMO NUMA
TORINO
La storia degli adolescenti tossicomani può avere anche un happy end. A Torino, in una località segreta di Mirafiori, c’è l’unica comunità per il recupero dei minori tossicomani.
Se ne occupa l’associazione «Enzo B.», con l’aiuto di una squadra di operatori e psicologi. Storie drammatiche, sembrano impossibili. Qualche volta finite male. Ma ogni volta che un ragazzo è riuscito a liberarsi per sempre dai pusher, c’è quasi la sensazione di aver fatto un piccolo miracolo.
La comunità è stata fondata nel 1991 da alcuni volontari che già allora operavano nell'area di via Onorato Vigliani 104, nel quartiere torinese di Mirafiori Sud. E’ stata chiamata così in ricordo di uno dei primi ragazzi tossicomani, e avviati al lavoro nel mondo della cooperazione sociale, riunisce alcune famiglie di volontari e un sacerdote, tutti residenti all'interno del centro e impegnati sul fronte della solidarietà sociale.
Gli adolescenti in terapia seguono regole rigide; quelli che riescono ad allontanarsi dagli spacciatori, studiano e si creano un percorso con un obiettivo finale: un lavoro e una vita normale. Non si possono fare percentuali su quanti ci sono riusciti e quanti no «ma alcuni ce l’hanno fatta e stanno già aiutando i loro coetanei a non cadere nello stesso errore», dice ancora la vicepresidente di Cristina Nespoli.
Vicino alle casette della comunità, prati e le stalle del centro ippico. I minorenni, nella delicatissima fase di recupero, imparano a cavalcare, a vivere in mezzo alla natura. «Devono dimenticare l’orrore che hanno vissuto, quando erano schiavi dell’eroina o di una infinita serie di altre sostanze, alcol compreso. Se riescono a superare la prima fase, il primo impatto con il mondo delle regole, le speranze di recupero crescono».
Cristina Nespoli racconta la storia di un tossicodipendente di 13 anni: «Era venuto qui in condizioni psicologiche devastate, con una famiglia alle spalle inesistente. Si faceva di eroina, era un tossico a tutti gli effetti. E’ stato molto tempo, qui. Un soggetto difficile da gestire. A volte pensavamo che eravamo riusciti a salvarlo. Poi se n’è andato e non sappiamo più nulla di lui. Vogliamo credere che sia in un altra comunità...».
Per un adolescente perduto, ce ne sono altri che oggi sono ragazzi come tanti. «L’impresa è proprio questa, conquistare la normalità».
lastampa


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