Per questo animale...fuoco,al centro della piazza,tra applausi,vedere il fuoco che man mano annienta la bestia!!!
INFERMIERA UCCISA: CONFESSA L'INQUILINO
"Ho visto Gianluca De Mari uscire da casa e trascinare la valigia, un grande trolley con delle ruote che si sono rotte, non pensavo che dentro ci potesse essere mia moglie...". E' disperato e distrutto dal dolore Gregorio Cannizzaro, 55 anni, sottufficiale dell'aviazione militare in pensione, mentre davanti casa ricostruisce l'ultima volta che ha visto l'assassino di sua moglie, l'infermiera professionale Concetta Barbagallo, strangolata dal loro inquilino per un debito di 50 mila euro al quale l'uomo si rifiutava di fare fronte.
"E pensare - aggiunge commosso - che dopo mi ero anche dispiaciuto di non averlo aiutato a portare la valigia, che si vedeva essere pesante, nella sua auto!". "L'ho visto uscire da casa - ricorda Cannizzaro rievocando scenari da film di Alfred Hitchcock - con quel bagaglio grande e pesante e gli ho chiesto: 'Che fa, parte?' Lui si è fermato e mi ha salutato, si é avvicinato. Il trolley era pesante e scendendo dalle scale si sono rotte due ruote, che lui ha raccolto e portato con sé. Non potevo immaginare che dentro quella valigia ci fosse mia moglie Dopo mi ero pentito per non averlo aiutato.
Mi sembra un incubo". Il marito di Concetta Barbagallo rivela anche un altro particolare drammatico: "la mattina della sua morte - dice sotto choc - ho sentito la voce di una donna urlare, e mi sono svegliato di soprassalto. Non ho realizzato che potesse essere mia moglie, che litigava con il suo assassino, che la stava strangolando". Il movente del delitto sono i 50 mila euro che la vittima gli aveva dato per comprare una casa per la sua nipotina ad un' asta giudiziaria. Una cifra che lui non voleva restituire, spiegando di "avere debiti da pagare" e promettendo che "al più presto" avrebbe saldato il debito. Un diniego, l'ennesimo, che scatena lo scontro avvenuto sopra la casa della donna con l'uomo che la strangola.
L'assassino, Gianluca De Mari, 35 anni, originario di Pozzuoli, ma da anni residente a Sant' Agata li Battiati, paese della cintura urbana di Catania, fermato ieri dalla polizia e reo confesso, dopo l'omicidio prende il corpo, lo mette dentro un grosso trolley e lo porta fuori casa. Incontra il marito della vittima e dimostra un gran sangue freddo, dimostrandosi sereno e spiegando che deve partire d'urgenza. Poi De Mari fugge dalla Sicilia. Ma prima lascia una traccia indelebile, che sarà utile alle indagini della polizia: si fa medicare nel pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro delle escoriazioni al viso e una lesione al dito di una mano, dicendo di essere stato aggredito da un cane ma in realtà frutto della lite con la sua vittima.
Poi la corsa a Pozzuoli con il suo fuoristrada. Una fuga interrotta dalla polizia, dopo la denuncia di scomparsa da parte dei familiari che danno un'ipotesi investigativa alla squadra mobile: i 50 mila euro di cui Concetta Barbagallo voleva la restituzione perché si era sentita truffata. De Mari è intercettato dalla polizia in Campania e condotto a Catania in aereo. Davanti ai funzionari della squadra mobile ammette le sue responsabilità, confessando anche durante l'interrogatorio con il sostituto procuratore della Repubblica Luigi Lombardo, che ne dispone il fermo per omicidio. Ed è lui stesso, poi, che, accompagnato dal capo della squadra mobile di Catania, Giovanni Signer, porta la polizia sul posto dove ha lasciato la valigia con il cadavere: una zona desertica di 'sciara' lavica dell'Etna. Il giallo è chiuso, con un finale degno di un film di Alfred Hitchcock.




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