Il suggeritore
Che tristezza, vedere un grosso giornalista come Giuliano Ferrara che si fa piccolo davanti a un ometto come Berlusconi. E, anziché intervistarlo, gli suggerisce le parole che quello non trova. Perché, diciamo la verità, Berlusconi parla sempre come se stesse vendendo la famosa automobile usata, piazzando ogni tanto un vocabolo desueto per stupire l'allocco. Ogni frase che dice nasconde un interesse ed è falso come la moquette che porta sulla fronte. Lo ha dimostrato ancora una volta attribuendo a falsificazioni giornalistiche la frase che ha detto in tv davanti a milioni di persone e cioè: «i gay stanno tutti dall'altra parte». Poi ha accusato di brogli il centrosinistra, stavolta con gli argomenti di Enrico Deaglio. E nessuno (nemmeno Ritanna Armeni!) gli ha fatto notare che, per fermare la comunicazione dei dati del Viminale ed attribuirsi le schede bianche, bisognava essere al governo. E al governo c'era lui. Così come nessuno in tv fa mai notare che, quando Previti viene condannato, è per reati che hanno arricchito Berlusconi
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