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Discussione: Testi di Carl Schmitt

  1. #1
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    Predefinito Testi di Carl Schmitt

    Libro interessantissimo pubblicato da Il Melangolo di Genova a cura di Carlo Angelini.
    "Carl Schmitt sommo giurista del Fuehrer. Testi antisemiti 1933-1936" pagine 42, euro 10.
    Gli interessati scrivano a compro@orionlibri.com

    Importante: chi studia filosofia dovrebbe portarselo dietro nelle aule universitarie, visto che Schmitt è stato oggetto di venerazione da parte dei "cacciariani".
    FARE CORTOCIRCUITO CULTURALE

  2. #2
    Paul Atreides
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    1) questo testo è una ridicolaggine. Dei tre scritti uno solo è ''antisemita'', e già questo mostra a sufficienza l'onestà intellettuale di Angelini

    2) questo testo vuol dare manforte a un precedente testo di Yves Zarka sempre pubblicato dal melangolo, che proponeva un'analisi delirante di Schmitt

    3) non capisco il nesso Schmitt-''cacciariani''. A studiare per primi in Italia Schmitt, oltre i fascisti nel Ventennio [a tal proposito, segnalo due ottimi scritti su ''Trasgressioni'' n° 43], sono stati Miglio, Duso, Portinaro, Schiera, che non mi risulta fossero ''cacciariani''

    4) per fare cortocircuito culturale Schmitt bisognerebbe innanzitutto esserselo letto per davvero [almeno quella decina di sue opere fondamentali]. Conoscendo i miei polli, posso escluderlo a priori.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    1) questo testo è una ridicolaggine. Dei tre scritti uno solo è ''antisemita'', e già questo mostra a sufficienza l'onestà intellettuale di Angelini

    2) questo testo vuol dare manforte a un precedente testo di Yves Zarka sempre pubblicato dal melangolo, che proponeva un'analisi delirante di Schmitt

    3) non capisco il nesso Schmitt-''cacciariani''. A studiare per primi in Italia Schmitt, oltre i fascisti nel Ventennio [a tal proposito, segnalo due ottimi scritti su ''Trasgressioni'' n° 43], sono stati Miglio, Duso, Portinaro, Schiera, che non mi risulta fossero ''cacciariani''

    4) per fare cortocircuito culturale Schmitt bisognerebbe innanzitutto esserselo letto per davvero [almeno quella decina di sue opere fondamentali]. Conoscendo i miei polli, posso escluderlo a priori.
    Occorre fare passare l'idea che Carl Schmitt ha aderito in qualche modo al nazionalsocialismo. Così come Heidegger.
    Se mostri pensanti del pensiero moderno sono stati nazionalsocialisti, questo non può che favorire un approccio revisionista.
    Cacciariani sono coloro che si sono appropriati di Nietzsche e di Schmitt piegandoli a sinistra, detto così un po' semplicisticamente.
    La filosofia e la storia della filosofia sono una cosa seria: ma se per fare passare un concetto o una notizia su Schmitt occorresse averlo letto tutto o almeno dieci opere...beh, con le dovute proporzioni, sarebbe come non poter parlare di calcio se non si è giocato almeno in serie A.
    Preferisco comunque cortocircuiti culturali, magari superficiali, ma di evidente oggettività che diffondere proposizioni demagogiche prive di evidenza.

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Occorre fare passare l'idea che Carl Schmitt ha aderito in qualche modo al nazionalsocialismo. Così come Heidegger.
    Se mostri pensanti del pensiero moderno sono stati nazionalsocialisti, questo non può che favorire un approccio revisionista.
    Cacciariani sono coloro che si sono appropriati di Nietzsche e di Schmitt piegandoli a sinistra, detto così un po' semplicisticamente.
    La filosofia e la storia della filosofia sono una cosa seria: ma se per fare passare un concetto o una notizia su Schmitt occorresse averlo letto tutto o almeno dieci opere...beh, con le dovute proporzioni, sarebbe come non poter parlare di calcio se non si è giocato almeno in serie A.
    Preferisco comunque cortocircuiti culturali, magari superficiali, ma di evidente oggettività che diffondere proposizioni demagogiche prive di evidenza.

    A parte che è cosa nota l'adesione di Schmitt al nazionalsocialismo, la tua intenzione è lodevole ma è il metodo a difettare. Per il semplice motivo che il testo di Angelino [che fa il paio con quello di Zarka], essendo un testo iperpolemico e mistificante, non è certo quello maggiormente indicato a dare un'immagine non distorta del rapporto Schmitt-nazionalsocialismo.

    Inoltre, ti posso garantire che se per Nietzsche ciò è vero [vedi Vattimo, ma l'operazione nasce già negli anni '30], per Schmitt è impossibile. E infatti non conosco nessun tentativo serio di 'piegarlo a sinistra'.

    Sull'ultimo punto, il discorso sarebbe davvero lunghissimo. Mi limito a dire poche cose in generale.

    La faciloneria culturale della dx radicale mi ha davvero irritato.

    La pretesa che si possa parlare di tutto senza saperne nulla, o servendosi dei soliti 4 schemini passe-partout va svergognata sempre e ovunque.

    L'idea che si possa fare cultura in modo improvvisato, ideologico e dogmatico è una delle peggiori caratteristiche dell'ambiente. Un ambiente che ridicolmente pretende di dire la sua su ogni campo dello scibile umano senza in molti casi avere nemmeno le minime basi per poterne parlare. Ecco il motivo per cui, nonostante il grottesco proliferare di riviste, libri, case editrici, a noi culturalmente non ci prende sul serio nessuno.

    Venendo invece al caso in questione, l'analogia non sta in piedi. Per parlare con cognizione di causa di un autore [in questo caso Schmitt] bisogna studiarlo a fondo. Non è materia opinabile come il pallone, né materia che si presta alle chiacchiere tra amici al bar. Se poi ci si vuole sottrarre alla fatica dello studio, no problem. Si campa benissimo lo stesso. Magari anche meglio. Ma che ci si occupi d'altro.

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

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    Per rimanere in argomento, un importante testo di Schmitt è stato recentemente pubblicato dalla Settimo Sigillo. Si tratta de ''La dittatura'', disponibile in versione integrale [rispetto alla vecchia edizione Laterza del 1975] e con una interessante appendice.

    La stessa Settimo Sigillo aveva pubblicato nel '96 un altro testo di Schmitt, ''Il concetto d'Impero''.

    Infine, sempre la Settimo Sigillo aveva pubblicato una notevolissima rivista di filosofia politica, scienza della politica e filosofia del diritto, intitolata ''De Cive'', in cui Schmitt era ampiamente presente.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    A parte che è cosa nota l'adesione di Schmitt al nazionalsocialismo, la tua intenzione è lodevole ma è il metodo a difettare. Per il semplice motivo che il testo di Angelino [che fa il paio con quello di Zarka], essendo un testo iperpolemico e mistificante, non è certo quello maggiormente indicato a dare un'immagine non distorta del rapporto Schmitt-nazionalsocialismo.

    Inoltre, ti posso garantire che se per Nietzsche ciò è vero [vedi Vattimo, ma l'operazione nasce già negli anni '30], per Schmitt è impossibile. E infatti non conosco nessun tentativo serio di 'piegarlo a sinistra'.

    Sull'ultimo punto, il discorso sarebbe davvero lunghissimo. Mi limito a dire poche cose in generale.

    La faciloneria culturale della dx radicale mi ha davvero irritato.

    La pretesa che si possa parlare di tutto senza saperne nulla, o servendosi dei soliti 4 schemini passe-partout va svergognata sempre e ovunque.

    L'idea che si possa fare cultura in modo improvvisato, ideologico e dogmatico è una delle peggiori caratteristiche dell'ambiente. Un ambiente che ridicolmente pretende di dire la sua su ogni campo dello scibile umano senza in molti casi avere nemmeno le minime basi per poterne parlare. Ecco il motivo per cui, nonostante il grottesco proliferare di riviste, libri, case editrici, a noi culturalmente non ci prende sul serio nessuno.

    Venendo invece al caso in questione, l'analogia non sta in piedi. Per parlare con cognizione di causa di un autore [in questo caso Schmitt] bisogna studiarlo a fondo. Non è materia opinabile come il pallone, né materia che si presta alle chiacchiere tra amici al bar. Se poi ci si vuole sottrarre alla fatica dello studio, no problem. Si campa benissimo lo stesso. Magari anche meglio. Ma che ci si occupi d'altro.
    Condivido essenzialmente quello che scrivi ed accetto la critica, d'altra parte riconosci Tu stesso una certa "bontà" alle mie intenzioni...
    Certamente mi sono addentrato in un campo non mio, quello della filosofia, della storia della filosofia, della filosofia politica.
    Io di Schmitt so davvero poco, ed anche di Nietsche.
    Il problema che voglio sottolineare è quello dello stato della cultura popolare, del suo livello, il quale va considerato per quello che è, e quindi stimolabile con proposizioni non troppo profonde, ma efficaci.
    Troppe sono le notizie elementari di cui chi studia, chi si avvicina lo studio, è privo. Iniziare con aprire scenari o prospettive, è doveroso. A prescindere da Angelini e quanti altri.
    Per esempio, leggendo di Silvestro Bonaiuti, famoso prete modernista, ho appreso che: i discorsi parlamentari di Mussolini in occasione del Concordato, tacciati da un esterrefatto papa, di modernismo, furono probabilmente da lui ispirati. E lo stesso, scrisse articoli elogiativi del fascismo, in occasione della conquista in AOI.
    Eppure, a leggere la vulgata antifascista e gli attuali tradizionalisti cattolici, Bonaiuti fu sempre oggettivamente un antifascista.
    Se però Tu mi chiedessi di cogliere l'essenza vera del pensiero di Bonaiuti, la sua teologia, mi troveresti totalmente impreparato.
    Ma ritengo opportuno diffondere queste due notizie, come anche che lo stesso fu amico di tale Don Bietti, altro prete modernista, aderente alla RSI e cappellano militare della famosa casa dei reduci di Turate...
    Non so se ho reso l'idea.
    D'altra parte, laddove intervengo in analisi storiche o economiche sociali, cerco sempre di trasmettere il metodo imparato durante gli studi: mai parlare di fatti senza prescindere dai dati "quantitativi"...

  7. #7
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    Il testo del Melangolo l'ho preso ed il prezzo mi sembra esagerato per qualche decina di paguine. Detto questo , possiedo uno dei primi numeri di Ordine nuovo , dove era stato pubblicato un intervento di Schmitt sui caratteri dello stato nazista. Questo si sarebbe da ristampare...
    Bazooka!!!

  8. #8
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Condivido essenzialmente quello che scrivi ed accetto la critica, d'altra parte riconosci Tu stesso una certa "bontà" alle mie intenzioni...
    Certamente mi sono addentrato in un campo non mio, quello della filosofia, della storia della filosofia, della filosofia politica.
    Io di Schmitt so davvero poco, ed anche di Nietsche.
    Il problema che voglio sottolineare è quello dello stato della cultura popolare, del suo livello, il quale va considerato per quello che è, e quindi stimolabile con proposizioni non troppo profonde, ma efficaci.
    Troppe sono le notizie elementari di cui chi studia, chi si avvicina lo studio, è privo. Iniziare con aprire scenari o prospettive, è doveroso. A prescindere da Angelini e quanti altri.
    Per esempio, leggendo di Silvestro Bonaiuti, famoso prete modernista, ho appreso che: i discorsi parlamentari di Mussolini in occasione del Concordato, tacciati da un esterrefatto papa, di modernismo, furono probabilmente da lui ispirati. E lo stesso, scrisse articoli elogiativi del fascismo, in occasione della conquista in AOI.
    Eppure, a leggere la vulgata antifascista e gli attuali tradizionalisti cattolici, Bonaiuti fu sempre oggettivamente un antifascista.
    Se però Tu mi chiedessi di cogliere l'essenza vera del pensiero di Bonaiuti, la sua teologia, mi troveresti totalmente impreparato.
    Ma ritengo opportuno diffondere queste due notizie, come anche che lo stesso fu amico di tale Don Bietti, altro prete modernista, aderente alla RSI e cappellano militare della famosa casa dei reduci di Turate...
    Non so se ho reso l'idea.
    D'altra parte, laddove intervengo in analisi storiche o economiche sociali, cerco sempre di trasmettere il metodo imparato durante gli studi: mai parlare di fatti senza prescindere dai dati "quantitativi"...
    Mi trovo d'accordo nell'aprire nuovi prospettive [anche perché l'ambiente ne avrebbe veramente un gran bisogno]. Ma per farlo c'è bisogno di studio serio, metodico e continuativo. La faciloneria, la pretesa di poter giudicare con 4 schemini va abbandonata definitivamente.

    Il risultato di questo atteggiamento facilone e improvvisato è sotto gli occhi di tutti: solite diatribe replicantesi all'infinito condite dai soliti slogan o dal solito materiale riciclato all'infinito. La pretesa di parlare di temi ultracomplessi [capitalismo, islam, relazioni internazionali e via discorrendo] con una povertà argomentativa spaventosa.
    Non è mica un caso che persino su argomenti come il fascismo, l'ambiente non sia stato in grado di produrre opere storiograficamente di livello. Un'eccezione che ora mi viene in mente è Manfredi Martelli, che infatti è passato alla Mursia...

  9. #9
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da bazooka Visualizza Messaggio
    Il testo del Melangolo l'ho preso ed il prezzo mi sembra esagerato per qualche decina di paguine. Detto questo , possiedo uno dei primi numeri di Ordine nuovo , dove era stato pubblicato un intervento di Schmitt sui caratteri dello stato nazista. Questo si sarebbe da ristampare...

    Questo testo del '36, col titolo ''I caratteri essenziali dello Stato nazionalsocialista'' è stato in effetti già ristampato nella raccolta di scritti di Carl Schmitt intitolata ''L'unità del mondo e altri saggi'', Pellicani Editore, Roma, 1994.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Mi trovo d'accordo nell'aprire nuovi prospettive [anche perché l'ambiente ne avrebbe veramente un gran bisogno]. Ma per farlo c'è bisogno di studio serio, metodico e continuativo. La faciloneria, la pretesa di poter giudicare con 4 schemini va abbandonata definitivamente.

    Il risultato di questo atteggiamento facilone e improvvisato è sotto gli occhi di tutti: solite diatribe replicantesi all'infinito condite dai soliti slogan o dal solito materiale riciclato all'infinito. La pretesa di parlare di temi ultracomplessi [capitalismo, islam, relazioni internazionali e via discorrendo] con una povertà argomentativa spaventosa.
    Non è mica un caso che persino su argomenti come il fascismo, l'ambiente non sia stato in grado di produrre opere storiograficamente di livello. Un'eccezione che ora mi viene in mente è Manfredi Martelli, che infatti è passato alla Mursia...
    Beh...un conto è l'argomentare politico-propagandistico, un conto è lo studio.
    Tuttavia, nel nostro ambiente, dovrebbero imparare che tanti politici del passato furono anche grandi studiosi o comunque pensatori, tutti capaci di scrivere.
    La differenza fra Mussolini e Bossi è questa: il primo, pur non essendo un accademico, ha lasciato un'Opera Omnia che tiene uno scaffale di una biblioteca. Il secondo ha scritto quattro libretti, che pochissimi hanno letto, e che hanno scritto altri per lui.
    Ecco perché Mussolini nel 1921, con forse 25 deputati e nessun senatore, riuscì a ribaltare Giolitti ed a fare la rivoluzione e Bossi, nel 1994, con 117 deputati e 80-90 senatori riuscì a ribaltare Berlusconi e ad appoggiare...Dini

 

 

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