
Originariamente Scritto da
Gaio Mario
Condivido essenzialmente quello che scrivi ed accetto la critica, d'altra parte riconosci Tu stesso una certa "bontà" alle mie intenzioni...
Certamente mi sono addentrato in un campo non mio, quello della filosofia, della storia della filosofia, della filosofia politica.
Io di Schmitt so davvero poco, ed anche di Nietsche.
Il problema che voglio sottolineare è quello dello stato della cultura popolare, del suo livello, il quale va considerato per quello che è, e quindi stimolabile con proposizioni non troppo profonde, ma efficaci.
Troppe sono le notizie elementari di cui chi studia, chi si avvicina lo studio, è privo. Iniziare con aprire scenari o prospettive, è doveroso. A prescindere da Angelini e quanti altri.
Per esempio, leggendo di Silvestro Bonaiuti, famoso prete modernista, ho appreso che: i discorsi parlamentari di Mussolini in occasione del Concordato, tacciati da un esterrefatto papa, di modernismo, furono probabilmente da lui ispirati. E lo stesso, scrisse articoli elogiativi del fascismo, in occasione della conquista in AOI.
Eppure, a leggere la vulgata antifascista e gli attuali tradizionalisti cattolici, Bonaiuti fu sempre oggettivamente un antifascista.
Se però Tu mi chiedessi di cogliere l'essenza vera del pensiero di Bonaiuti, la sua teologia, mi troveresti totalmente impreparato.
Ma ritengo opportuno diffondere queste due notizie, come anche che lo stesso fu amico di tale Don Bietti, altro prete modernista, aderente alla RSI e cappellano militare della famosa casa dei reduci di Turate...
Non so se ho reso l'idea.
D'altra parte, laddove intervengo in analisi storiche o economiche sociali, cerco sempre di trasmettere il metodo imparato durante gli studi: mai parlare di fatti senza prescindere dai dati "quantitativi"...