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Mastella e l'arte di tenere le valigie pronte
26/2/2007
Un libro di Giancarlo Fornari, ex alto dirigente delle Finanze e ora docente di tecniche di comunicazione a Macerata, spiega l'evluzione del trasformismo italiano
Una volta c’era il trasformismo. Adesso c’è il mastellismo. Col quale «non si espatria, si rimane nel proprio schieramento, ma sempre con i piedi sul confine e le valigie in mano». Perché «il vero mastellismo doc è quello che si spinge fino al confine senza mai varcarlo completamentE, in modo che il pericolo di abbandono possa dar luogo a una negoziazione continua e quindi a successive lucrose plusvalenze politiche». Ad aggiornare la fenomenologia della politica provvede ora un libro di Giancarlo Fornari, ex alto dirigente delle Finanze e ora docente di tecniche di comunicazione a Macerata. Titolo (eloquente): L’imbarbarimento del linguaggio politico. •
VADE RETRO, VELTRONI
Piero Fassino aveva promesso il congresso ds ai genovesi. Ma il tesoriere Ugo Sposetti, sostenendo che le federazioni liguri non sono abbastanza forti, aveva poi convinto tutti su Roma. E la nuova fiera si prestava bene. Ma il rischio che tutto portasse il marchio di Walter Veltroni ha infine spinto Fassino a scegliere Firenze. Il suo portavoce, Gianni Giovannetti, dice che «dal 19 al 21 aprile la fiera era occupata». Ma nel calendario fieristico quei giorni erano disponibili. (Antonio Calitri) •
IL PORTAVOCE È MOBILE
Una volta erano i parlamentari a fare il salto della quaglia. Ora sono i portavoce a passare da un partito all’altro. Ma i deputati lo facevano in maniera graduale: magari fermandosi un po’ nel limbo del gruppo misto prima dell’approdo definitivo. I portavoce invece sono più lesti e magari anche legittimamente, visto che si tratta di professionisti che non debbono rendere conto agli elettori. Vittorio Gennari, l’ex portavoce del margheritino Franco Danieli (viceministro agli Esteri, quello che ha fatto vincere le elezioni al centrosinistra con i seggi degli italiani all’estero), ora è il portavoce di Gabriele Romagnoli di Forza nuova (estrema destra), che ha tra l’altro da poco annunciato la propria candidatura come sindaco nel comune toscano di Pitigliano.![]()
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Monica Macchioni, l’ex addetta stampa di Marco Rizzo, Pdci, un comunista tutto d’un pezzo, è andata a fare la portavoce di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, che più democristiano non si può.
E il margheritino Willer Bordon, che di partiti ne ha cambiati parecchi (e che ha adesso chiesto aiuto al giornalista-blogger Mario Adinolfi per rinfrescarsi l’immagine), deve aver contagiato il suo portavoce, ormai ex: Enrico Borellini, che dopo cinque anni di lavoro centrista si è decisamente buttato a sinistra al fianco di un altro comunista tutto d’un pezzo, il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. (Vasco Pirri Ardizzone) •
GIANNI IL ROSSO PATRONO DEL CIRCO
Circhi e balletti tali e quali a piccole e medie imprese. Nella «lenzuolata» del disegno di legge del ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, l’articolo 23 si occupa degli interventi a favore delle imprese di spettacolo. Una svolta per le attività teatrali dal vivo (escluso quindi il cinema), musicali e di danza, circhi e spettacoli viaggianti. Se costituite sotto forma di impresa, potranno usufruire delle agevolazioni per le piccole e medie aziende, comprese quelle della legge 488 per i finanziamenti a tasso agevolato. Un provvedimento molto sostenuto dal sottosegretario Alfonso Gianni (Rifondazione, foto) e frutto di incontri con Gianni Borgna, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma, presidente dell’Auditorium della capitale. •
IL GRANDE CENTRO RIPARTE ALLO SHERATON
Non è il grande centro sognato da Pier Ferdinando Casini, semmai un piccolo centro targato Cei. Si ritroverà l’1-2 marzo all’hotel Sheraton di Roma per il convegno «Valori, identità e politica» organizzato dal Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Carlo Costalli (foto). In teoria si parlerà dei Dico e della strategia per farli naufragare. In pratica sarà l’ennesima prova di raggruppamento al centro tra esponenti di Udc, Margherita e FI. La differenza è che stavolta la prova parte dal basso, con il coinvolgimento di politici locali in odore di «ruinismo» (da Camillo Ruini, presidente uscente della Cei). Tra gli altri, sono annunciati Raffaele Baldassarre e Margherita Peroni (Forza Italia), Enzo Di Stefano (Udc), Marco Baluardo (Mpa), Stefano Palomba (Margherita) ed Enzo De Santis, sindaco centrista di Ponzano Romano. (C.P.) •




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