È scontro sulle dichiarazioni del responsabile della Difesa
Progetti di difesa, Berlino apre alla Russia.
Sulla stampa polacca la Merkel diventa Hitler
La Germania chiede di discutere con Mosca lo scudo missilistico Usa in Europa orientale
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BERLINO (Germania) —Sull’idillio apparente dei rapporti tra Germania e Stati Uniti, cala l’ombra dello scudo stellare. Ma il progetto del Pentagono, di un sistema anti-missile installato in Polonia e Repubblica Ceca, getta anche nuovi elementi di polemica nelle già tempestose relazioni di Berlino con Varsavia. Il ministro della Difesa tedesco, il cristiano-democratico Franz-Josef Jung, ha detto ieri che la costruzione di uno scudo anti-missilistico in Europa dell’Est dovrebbe essere discussa all’interno della Nato. Jung, che ha parlato a margine dell’incontro informale con i suoi colleghi dell’Ue a Wiesbaden, rispondeva indirettamente al capo della Missile Defence Agency, l’agenzia del Pentagono responsabile del progetto: Washington, così il generale Henry Obering, gradirebbe il consenso dei partner atlantici, ma non chiede né subordina al loro accordo la realizzazione del sistema antimissile in Europa orientale.
«Dovremmo discuterne lo sviluppo in una cornice Nato», ha detto Jung. E facendo esplicito riferimento alle preoccupazioni di Mosca, il ministro tedesco ha aggiunto che potrebbero essere prese in considerazione all’interno del Consiglio Nato-Russia, l’organismo creato per discutere i problemi di difesa e sicurezza tra i due ex nemici. L’uscita di Jung conferma che Berlino condivide almeno in parte le ragioni della Russia. Già il ministro degli Esteri tedesco, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, aveva sostenuto la necessità di discutere preventivamente con Mosca. E anche se, sul tema delle relazioni con il Cremlino di Putin, qualche differenza di tono esiste sicuramente anche all’interno della Grosse Koalition, la sostanza di questo fuoco di sbarramento è chiara: la Germania teme di veder danneggiati i propri buoni rapporti con la Russia, che fra l’altro è la sua maggior fornitrice di energia.
Mosca considera infatti come un atto ostile l’installazione di un sistema anti-missile ai propri confini, il tentativo di alterare gli equilibri emersi dopo la fine della Guerra Fredda. In questo senso, il mese scorso Putin è stato chiaro fino alla brutalità, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera. Ancora ieri, il generale Vladimir Michailov, comandante dell’aviazione russa, ha criticato il progetto, spiegando che in ogni caso la Russia è pronta alle contromisure: «Abbiamo tutto ciò che è necessario per rispondere in modo adeguato a queste installazioni », ha detto, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe. Il progetto americano prevede l’installazione di un radar nella Repubblica Ceca e di una batteria missilistica in Polonia.
Un mini-scudo, secondo il Pentagono, prima parte di una più vasta rete anti-missile, che dovrebbe proteggere l’Europa da eventuali attacchi di cosiddetti «Stati canaglia», come Iran e Corea del Nord, o di gruppi di terroristi, nel malaugurato caso in cui venissero in possesso di tecnologie missilistiche. Berlino non contesta la necessità strategica dello scudo: «Il problema della minaccia di missili a lungo raggio esiste e deve essere affrontato con misure concrete», ha detto il portavoce di Jung. Il governo tedesco insiste però che ogni sistema del genere venga ricondotto nel quadro della Nato. Diversa è la posizione dei due Paesi interessati, Repubblica Ceca e Polonia, che hanno espresso la loro piena disponibilità all’installazione.
Il sì di Varsavia, soprattutto, è destinato a invelenire ulteriormente il clima dei rapporti con Berlino: negli ultimi mesi, i l governo nazional- conservatore dei gemelli Kaczinski non ha perso occasione per insultare il potente vicino, nonostante Angela Merkel abbia fatto di tutto per dimostrare amicizia e buona volontà. Più volte, sia la cancelliera che il ministro degli Esteri hanno assicurato che Berlino non appoggia in alcun modo le rivendicazioni degli ex profughi tedeschi, che furono cacciati dalla Polonia dopo la fine della guerra e ora si sono rivolti alla Corte di Giustizia europea, chiedendo di essere indennizzati. La retorica anti-tedesca è stata alimentata ai più alti livelli.
Perfino la questione dei confini è stata riaperta dal presidente Jaroslaw Kaczinski. Il risultato, probabilmente voluto, è stato quello di aizzare oltremodo l’opinione pubblica nazionalista polacca contro la Germania. Ieri, il periodico Czas, organo di un piccolo partito della destra radicale, l’anti-europeo UPR, è uscito con un fotomontaggio in copertina, dove Angela Merkel appare con i baffetti alla Hitler. Titolo: «Il fascismo della Ue all’offensiva». Opinioni volgari ed estreme, naturalmente. Ma che non promettono nulla di buono, in vista del 16 marzo, quando la signora Merkel andrà a Varsavia proprio in quanto presidente di turno dell’Unione, per parlare della Costituzione europea con il premier Lech Kaczinski. Pur graziata da una pioggia di finanziamenti da Bruxelles, anche grazie ai quali l’economia cresce a un ritmo del 6% l’anno, la Polonia dei «gemelli terribili» rimane una delle incognite più grosse sulle chance di successo della presidenza tedesca.
Paolo Valentino
03 marzo 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...alentino.shtml




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