Dopo lo 0-0 dell'andata, domani in Francia il ritorno dell'ottavo di finale di ChampionsPer i giallorossi è la gara più importante della stagione e gli avversari provocano: "Furbi e simulatori". Accende gli animi anche il presidente Aulas: "Non dimentico gli insulti di De Rossi". La replica di Spalletti: "Da parte loro l'intenzionalità di creare tensione".
LIONE - Puntuale, come avviene ormai per ogni sfida calcistica tra Italia e Francia, anche la vigilia di Lione Roma è agitata dalle polemiche. Ad accendere le polveri, come aveva già fatto al termine della sfida all'Olimpico, è stato il presidente lionese Jean-Michel Aulas:"Non ho dimenticato quanto è successo all'andata" - dice il numero uno del club campione di Francia - " e in particolare le frasi di De Rossi ad Abidal. So che lui dopo la partita è andato nel nostro spogliatoio a scusarsi, ma il fatto rimane". Normale pretattica per caricare la squadra, come riconosce lo stesso tecnico della Roma Luciano Spalletti, che si dice piuttosto deluso dalle parole di alcuni calciatori avversari, che hanno accusato i romanisti di essere "furbi e simulatori". "Mi sembra che da parte sua ci sia stata l'intenzionalità di creare tensione " - commenta l'allenatore riferendosi alle parole di Aulas - " Non ho nulla da dirgli, invece mi hanno sorpreso le frasi di alcuni suoi giocatori. Ma il nostro comportamento è stato sempre esemplare" - sottolinea Christian Panucci - " Comunque a noi certe cose non interessano: la società ci chiede solo di pensare a giocare, tenendoci fuori dal circo mediatico".
I giallorossi, finalmente con tutti i titolari disponibili, sentono infatti tutta la responsabilità della sfida di domani sera. La stagione della Roma, con il secondo posto tenuto saldamente e la conquista della finale di Coppa Italia, considerati anche i mezzi economici a disposizione, potrebbe essere considerata più che soddisfacente, ma in realtà rispetto all'appuntamento di domani a Lione tutto passa in secondo piano. E' questo del ritorno degli ottavi di Champions il momento di svolta della stagione perché, come dice ancora Spalletti prima dell'allenamento di rifinitura, " per la squadra lasciare un segno qui potrebbe voler dire molto: questa è una partita importantissima, fondamentale per il nostro futuro ".
E' la seconda volta che la Roma, nella sua storia, gioca un ottavo ad eliminazione diretta nella massima competizione europea: il precedente è dell'ottobre 1983, quando i giallorossi vinsero sul campo del Cska Sofia con una prodezza di Falcao, uomo-simbolo di quella squadra come Totti lo è adesso. Proprio al suo capitano Spalletti chiede un acuto decisivo, che lo incoroni campione presente nelle occasioni che contano. "Totti in queste ore lo vedo bene" - dice l'allenatore - " Tiene più degli altri a questa partita, ne sente il significato per la città e la squadra. Da lui mi aspetto una prestazione importante".




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