



In generale è più semplice fare battute o ripetere prese di posizione che non analizzare e, eventualmente, proporre.
Purtroppo così facendo viene meno l'utilità di uno spazio condiviso tra persone che, pur partendo da posizioni politiche lontane, posono scambiarsi opinioni su problemi reali.
In effetti se dovessi dire qual'è la maggiore differenza tra la politica italiana e quella di altri paesi, specialmente europei direi questo: all'estero i politici dei diversi partiti concordano su quali siano i problemi del paese e propongono soluzioni alternative, in Italia non si riesce neanche a definire quali siano i principali problemi.
Questo per i politici, gli italiani lo sanno benissimo quali sono i loro problemi...


Timidamente faccio un altro up.
Mi sembrava un argomento valido è un peccato che finisca in cantina...


Brunik, posti sempre i soliti grafici cambiando il titolo...
Comunque mi rallegra che nel Serenissimo Veneto la disoccupazione è stabile al 4.4%.
Nella solo provincia di Vicenza la disoccupazione è ferma al 3.5%(ma in tempi migliori era del 2.5%...)
Come dire...c'è ancora gente che si ostina a dire che l'italia è una, indivisibilie e, soprattutto, FONDATA SUL LAVORO![]()
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Secondo te qual e' il motivo della "scarsa motivazione"?
Ci sono diversi ipotesi:
1) gli italiani sono pigri, e basta
2) il lavoro in Italia paga poco rispetto al costo della vita
3) i lavori disponibili sono spesso al di sotto della formazione o delle aspettative (soprattutto per chi e' laureato)
4) la carriera dipende piu' dalle parentele che dal merito
5) le tipologie di contratto sono spesso precarie
Il punto 1) dipende dai lavoratori, i punti 2) 3) 4) e 5) dipendono dagli imprenditori e dai manager.
Per me la conclusione puo' essere solo che in Italia il mondo imprenditoriale e' scarso. Ci sono pochi ottimi imprenditori, la maggior parte sono solo persone che vogliono moltiplicare i loro soldi, ma l'imprenditoria non e' solo questo.
Oltre alla scarsa motivazione, ci sono poi problemi strutturali che complicano tutto. La burocrazia e anche forse un'eccessiva tassazione (comunque meno eccessiva rispetto a quella gravante sui privati cittadini) tengono lontani dal mondo imprenditoriale nuovi potenziali imprenditori "buoni" che non riescono a iniziare.


ASSOLUTAMENTE VERO
Direi ancora piu' in generale che manca la "cultura del potere".
In Italia chi ha una briciola di potere la vive subito come vantaggio personale e non come maggiore responsabilita', e finisce inevitabilmente col mettere i piedi in testa agli altri.
Gli altri, sotto di lui, se per caso riescono a far carriera e ad acchiappare anche loro una briciola di potere, sono subito portati a fare altrettanto.
Questo vale per tutti, per i manager delle aziende, per i politici, addirittura per i medici!
Inoltre si vive sotto un tacito ricatto morale: se non ti va bene cosi', perche' non ti dai da fare per far carriera / farti eleggere alle elezioni, e diventi come noi?


E io lo mando di nuovo sù....
UP