Gli orchi e i sette nani

Inserito da dacia il Dom, 2007-03-04 00:46 Democrazia | Diritti | IADL

Sono 7. Sette. Sette bambini ebrei che una scuola di Vienna ha allontanato per sempre. Li ha espulsi, negando loro un’istruzione. Li ha espulsi additandoli come immondi di fronte ai piccoli compagni di classe. Senza discriminazione d’età, li hanno espulsi tutti: da quelli della scuola materna a quelli delle elementari e medie.

7 bambini ebrei, cacciati come animali dalla loro scuola.

Esistono dibattiti in cui a volte è meglio non intervenire. Quello a proposito del libro "Pasque di sangue, Ebrei d'Europa e omicidio rituale", scritto e cancellato da Ariel Toaff, ne era uno degli esempi più lampanti.

In quei giorni abbiamo assistito all’ululare ferito e scomposto che si è levato dalle comunità ebraiche, da sinistra a destra. Tutti concordi nel difendersi da un’accusa che evidentemente colpisce ancora nel profondo. In quello degli ebrei che si sentono ingiustamente accusati e in quello dell’immaginario collettivo europeo, sempre pronto a rispolverare stelle gialle.

Premetto: il libro di Ariel Toaff io l’ho letto. È avvincente e convincente. Usa le stesse fonti che hanno usato tutti quelli che hanno prima accusato e poi assolto gli ebrei dall’accusa di omicidio e cannibalismo rituali: le confessioni, sotto tortura, dei presunti cannibali.

Dico presunti, perché entrambe le tesi, quella di Iginio Rogger e quella di Ariel Toaff si equivalgono, sia dal punto di vista dell’ermeneutica o dell’esegesi, se preferite, sia da quello della metodologia di ricerca, consultazione e valutazione delle fonti.

Se Ariel Toaff, come ogni bravo ricercatore partiva da una tesi, Iginio Rogger era in missione per conto di Dio: aveva un preciso mandato che discendeva dalla volontà di distensione interreligiosa del Concilio Vaticano II.


Credo che la storia – soprattutto quella recente - non sia scolpita sulla roccia, ed anche se lo fosse, il tempo e l’intemperie la smusserebbero facendo emergere venature di qualcosa che prima c’era e che, con grande sagacia e calma, persone interessate hanno tentato di cancellare. Non è un rivolo di lava freddo e immoto, la storia, ma un fiume magmatico, sempre in movimento, grazie ad archeologi, archivisti, ricercatori, studiosi. Grazie in sostanza alle donne e agli uomini che compongono questa curiosa umanità curiosissima.
Non era però di storia che volevo parlare, quanto delle violentissime pressioni esercitate non solo su Ariel Toaff, ma su tutta la sua famiglia, e che lo hanno portato a sconfessare il lavoro svolto in 7 anni della sua vita, pur di non essere spinto ai margini della sua comunità. Per non dire scaraventato fuori.

Ariel Toaff di fronte ad un potenziale Herem – una dichiarazione di morte in vita per la comunità ebraica, altroché fatwa - ha fatto una scelta: rinnegare la sua ricerca. Non sapremo mai perché questo stimatissimo professore, figlio di un rabbino, il cui lavoro non era mai stato contestato prima, che era ovunque accettato come studioso serissimo, un’autorità nel suo campo, abbia fatto questa incredibile e penosa retromarcia. Una specie di Salman Rushdie, ma senza il coraggio - o l'incoscienza - di Rushdie.

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