La mozione 3 Angius – Zani sostiene che:
• “La democrazia italiana ha bisogno di un partito nuovo, capace di unire le culture e le forze politiche del riformismo: quelle che si ispirano ai valori del socialismo, quelle liberaldemocratiche, quelle di matrice laica, quelle del cattolicesimo democratico, quelle ecologiste. Un partito nuovo capace di far convivere, in prospettiva, forze, in vario modo radicali, e forze riformiste.”
La mozione 1 Fassino sostiene che:
• Va costruita una più grande e nuova forza riformista di rango europeo per dare all'italia una nuova stagione della democrazia e per guidarla in un passaggio storico.
La mozione 2 Mussi sostiene che:
• Va respinta la proposta di dar vita ad un nuovo partito e propone un profondo rinnovamento dei DS, partito del socialismo europeo e dell'internazional socialisti
La mozione 2 è alternativa sia alla mozione 1 che alla mozione 3
La diversità tra la mozione 1 e la mozione 3 riguarda invece i tempi i modi le modalità e i contenuti con cui i DS sono chiamati a concorrere alla formazione del nuovo partito
PRIMA DIVERSITA’
• La mozione 3 Angius-Zani propone che il prossimo congresso decida liberamente e con piena sovranità modi, forme e tempi della costituzione del nuovo partito.
• La mozione 1 propone invece di adottare tempi e modi decisi nel seminario di orvieto del 6-7/ottobre/2006 e quindi di vincolare i DS a decisioni prese in un semplice seminario tra i vertici delle principali forze dell'Unione di centro-sinistra.
SECONDA DIVERSITA’
Mozione 3 Angius-Zani
• Il congresso di aprile NON SCIOGLIE i DS
• Le decisioni del seminario di orvieto vengono annullate.
• Il congresso delibera una fase costituente aperta.
• Sulla base del principio “una testa un voto” va organizzato un referendum tra gli iscritti e gli elettori sul nome e sulla collocazione internazionale del nuovo partito
• Se le decisioni del prossimo congresso saranno queste gli iscritti ai DS potranno valutare in modo sovrano, autonomo e libero in un successivo congresso se il percorso costituente avviato ha dato esiti positivi
Mozione 1
• La mozione 1 propone invece che il congresso di aprile sciolga i DS.
• Come dice Enrico Morando esponente di spicco della mozione 1 (la repubblica del 27/01/2007): “non si dice scioglimento per diplomazia ma la sostanza è quella”
• Dopo lo scioglimento si dovrà fare un'assemblea costituente nella quale verrà votato il manifesto del nuovo partito nel testo non emendabile redatto dal comitato dei 12 incaricato a Orvieto.
• Se le decisioni del prossimo congresso saranno queste, gli iscritti ai DS perderanno in forma organizzata ogni possibilità di intervenire in modo autonomo e sovrano sul percorso, sui contenuti programmatici e sulla collocazione politica del nuovo partito.
TERZA DIVERSITA’
Mozione 3 Angius-Zani
• Propone un partito federativo in grado di accogliere oltre ad adesioni individuali anche adesioni in forma collettiva di associazioni e gruppi di interesse.
• Propone un partito federale per aderire anche in forme organizzative diverse alle diverse realtà economiche sociali dell'italia delle città e delle regioni
• Va sottoposta a tutti i soggetti interessati e decisa democraticamente la proposta di un partito nazionale di uomini e donne capace di organizzare in forme anche originali il nuovo rapporto che si e’ stabilito tra locale e globale tra individui e aggregazioni sociali.
Mozione 1
• Propone che DS e Margherita coinvolgano le altre forze interessate a partire dalle decisioni già assunte a Orvieto e quindi ponendo tutti i possibili interlocutori di fronte ad un sostanziale “prendere o lasciare”
QUARTA DIVERSITA’
Mozione 3 Angius-Zani
• un partito nuovo non può nascere in pochi mesi
• Va presentato inderogabilmente alle elezioni politiche del 2011 quando il nuovo partito assieme alle altre forze dell'unione dovrà proporre al paese mediante le elezioni primarie un nuovo candidato alla guida del governo.
Mozione 1
• Dopo lo scioglimento di aprile si dovrà fare un'assemblea costituente nella quale verrà votato il manifesto del nuovo partito nel testo non emendabile redatto dal comitato dei 12 incaricato a Orvieto. Il tutto dovrà essere concluso entro il 2008 per presentare il nuovo partito alle elezioni europee del 2009.
Di conseguenza:
Se non deve trattarsi di un puro accordo di vertice DS – Margherita, il nuovo partito non puo’ essere realisticamente presentato alle elezioni europee del 2009 come propone la mozione 1
Le più importanti questioni aperte sono quelle del nome e della collocazione internazionale.
Mozione 3 Angius-Zani
• Propone anche attraverso il Referendum tra gli iscritti e gli elettori che il nuovo partito si chiami Partito Democratico e Socialista.
• Propone che il nuovo partito sia parte integrante del Partito del Socialismo Europeo (PSE) per ampliare il campo del socialismo e per arricchirlo con le necessarie innovazioni di cultura politica e di progetto e per aprirlo a nuovi apporti di forze democratiche e progressiste.
Mozione 1
• Propone che il nome sia partito democratico
• Dice testualmente: “A chi si unisce a noi nel Partito Democratico provenendo da un'altra storia non chiediamo, dunque, di riconoscersi ideologicamente e astrattamente nella socialdemocrazia. Chiediamo di essere pienamente parte di un comune impegno con la famiglia socialista democratica e con un PSE che già oggi è più ampio e aperto, per costruire una stagione nuova del riformismo anche in Europa .”
Le differenze sono enormi
La differenza tra Partito Democratico e Socialista e Partito Democratico è enorme, significa far sparire, unico caso in Europa, le parole “sinistra” e “socialismo” dalla denominazione del nuovo soggetto politico.
Vuol dire regalare un'immeritata e straordinaria rendita di posizione alle forze piu’ tradizionaliste e piu’ conservatrici della cosiddetta sinistra radicale
“Un impegno con il PSE” è completamente diverso dall’”essere parte integrante del PSE”
N.B. “L'impegno con” proposto dalla mozione 1 è tanto più insufficiente e ambiguo se si considera che nel 2004 Francesco Rutelli ha costituito in Europa un partito denominato “Partito Democratico Europeo” di cui Romano Prodi è presidente onorario, che nel proprio statuto contiene precisamente la frase contenuta nella mozione Fassino: “Il Partito Democratico stabilisce un comune impegno CON il PSE.”
Ciò ha aperto una grande contraddizione tra il proposito da tutti condiviso che il nuovo soggetto politico contribuisca alla completa maturazione del bipolarismo nel sistema politico Italiano e la sua collocazione indefinita nel parlamento europeo dove il bipolarismo compiuto c'e’ gia da sempre.
Conclusione:
Fra fautori del partito democratico “senza se e senza ma” e coloro i quali dicono assolutamente no, ha diritto d'esistere una posizione di buon senso che dica “facciamo l'unità dei riformisti ma facciamola bene!”.




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