Al di là della politica e della musica...se hanno messo il voto popolare dovevano aspettarsi che prima o poi sarebbero successe cose del genere.
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No, non sei paranoico. E se lo sei lo sono anch'io. Detesto il politically correct e la pervicacia con la quale questa forma pensiero globalizzante si è estesa a tutto o quasi l'orbe terracqueo.
Assertrice di una concezione estremamente elitaria della vita e delle idee (ma elitaria veramente...prima dentro che fuori) sono disgustata dall'impero del sinistrume ideologico e e della deriva senza ormai limite assunta dal fluire delle cose....ma devo anche dire che nulla accade a caso e che se questa sovranità ha potuto affermarsi è perchè si è inserita in un occulto solco fecondo che le è stato messo a disposizione dal misterioso e invisibile corso degli eventi.
Intendo dire che la storia non fa che avallare con i suoi accadimenti un qualcosa che ha la sua origine antecedentemente alla storia stessa, in germi necessitanti che la storia stessa hanno spinto e creato.
Questo non significa che non dobbiamo opporci alla tendenza...guai se fosse così. Ma sempre con la consapevolezza del fatto che la lotta contro una tendenza profonda e quasi fatale deve essere condotta con intelligenza e sagacia, al di fuori da quei furiosi impeti ( che sarebbero anche i miei) che non avrebbero, nella prassi, alcuna efficacia: ma anzi sarebbero controproducenti.
Occorre strategia. La prima soluzione, a mio avviso è la questione educativa: educare i propri figli, ma anche i figli degli altri per gli educatori professionali, ad una acuta discriminazione e all'esercizio dell'intelligenza critica per non portare il cervello all'ammasso e formarsi invece opinioni indipendenti dall'andazzo corrente. Educazione ai valori non fasulli e non sterilmente buonisti e piagnoni sottolineando e rimarcando quanto nell'individuo riveste carattere di perennità e quanto è invece storico e contingente, preda della massificazione. Far leva sul sentimento della dignità suprema dell'essere umano come antidoto alle culture degli sballi che disgregano la compagine interiore dell'essere, far sviluppare una potente individualità capace di contrastare le derive patenti NON con le imposizioni esterne, ma tramite il riconoscere che queste sono indegne di un uomo ( e di una donna) autentico.
Così...per cominciare...:)
Sono contento di vedere che siamo ancora sullo stesso piano. La visione religiosa ci divide ma NON la consapevolezza di una forza perenne con volontà sovversiva e dissolutrice. Che tutto corrompe e tutto distrugge.
Grazie ancora per il conforto spirituale che ci dai. :)
No, ma ti rendi conto che si sta discutendo di un brano di Sanremo e non dei massimi sistemi?
Padronissimo di pensare di me quello che ti pare, non mi tange minimamente, ma lasciami almeno la libertà di ritenere che si siano spese fin troppe parole su una cavolata.
Fino a prova contraria le troppe parole e i troppi fischi li ha spesi la sinistra, che ha fatto della sconfitta del Trio una questione "morale". Per la Sinistra ogni battaglia è una questione "morale".
Bene, per me è altrettanto "morale" risponderle colpo su colpo.
Forse è un pò troppo ardito passare dalle vicende sanremesi alla constatazione che al nostro paese serve un Duce; tuttavia raccolgo senz'altro la provocazione e abbraccio le tue conclusioni caro Florian. Da sempre la sinistra, che si riempie la bocca di parole altisonanti come "democrazia", "popolo", "libertà", tende a reprimere proprio le libertà fondamentali (si veda l'esperienza rivoluzionaria di Robiespierre: mai in Francia ci furono così tante violazioni ai principi sanciti proprio dalla Carta dei diritti dell'uomo, il prodotto più alto e assieme più ipocrita della Rivoluzione). Le cosiddette democrazie popolari di età staliniana e sovietica non erano altro che bieche tirannie tese all'eliminazione della classe borghese ed in generale di ogni opposizione.
Anche oggi, nonostante la borghesizzazione della sinistra, rimane quest'aurea spocchiosa, arrogante, boriosa di una auto-proclamata elite che si sente superiore nella moralità e della cultura, fino al punto di disprezzare e sovvertire gli esiti pacifici della volontà popolare.
La sinistra, minoritaria, e oggettivamente in una fase calante e decadente, non accetta la sua condizione disperata. Essa pertanto calamita disordine e caos al fine di prevalere in ogni caso. Contro il governo del paese, e finanche contro una innocua canzone di Sanremo.
La sinistra è una bestia dalle molte teste, oggi debole, ma mai morta del tutto. Bisogna stare molto attenti, il rischio di scippi clamorosi della volontà popolare è sempre dietro l'angolo.
E' forse eccessivo auspicare l'ascesa di un nuovo Duce, inteso come uomo d'ordine, in grado di salvaguardare ed imporre la volontà. Che ci sia però una richiesta generale del paese a favore di decisioni rapide e conclusive è fuor di dubbio.
Come scrivevo poc'anzi, la sinistra è una belva dalle molte teste, dura a morire, astuta assai.
E' pacifico che sia necessario rispondere colpo su colpo, in ogni campo.
No Florian, non sei affatto paranoico, ti limiti a prendere atto di una realtà pericolosa. Mentre la sinistra ha ancora la forza di agire e di attaccare, la destra si limita a tacere; anzi, peggio: arriva al punto di associarsi alle battaglie del progressismo.
In generale io credo che molti miti della sinistra, e la sua atavica egemonia, stiano per cadere, ma non è affatto il caso di dare tutto ciò per scontato.