Non c’è pace sul ”fronte” orientale. Dopo l’annuncio di Lubiana di aver già predisposto l’intero incartamento per il ricorso alla Corte di giustizia europea sulla questione dei rigassificatori nel Golfo di Trieste (pur lasciando diplomaticamente spazio a un ulteriore confronto sul tema, l’ennesimo) l’Italia stavolta non abbozza. Risponde con un colpo di fioretto che va a bersaglio. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, infatti, ha chiesto a sua volta alla Slovenia la valutazione dell’impatto ambientale transfrontaliero per i progetti di sviluppo del porto di Capodistria. Siamo dunque alla politica del ”dente per dente”.
(il Piccolo)
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