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Risultati da 1 a 10 di 71
  1. #1
    Guardia Azzurra
    Ospite

    Predefinito Grandissimo Silvio: shopping milionario in Olanda

    Berlusconi a Maastricht, shopping milionario
    Collezionisti d'arte da tutto il mondo. Il Cavaliere tentato da un quadro che vale 9 milioni








    MAASTRICHT (Olanda) — «Il tapiro, il tapiro!». Una volta tanto la sindrome da «Striscia la notizia» non c'entra: il premio-sberleffo non è ancora arrivato tra i collezionisti che si ritrovano in questi giorni a Maastricht. Ma ha un nobilissimo antenato: un bronzo di 25 centimetri con incisioni in oro e turchesi realizzato in Cina nel IV secolo avanti Cristo. È lui quest'anno una delle star del Tefaf, acronimo ostico di The European Fine Arts Fair che sintetizza la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta. Il tapiro costa 12 milioni di dollari. Una distinta coppia nordeuropea lo osserva a lungo, non certo con l'aria da visitatori di museo: la tentazione di comprarlo è forte. Ottantaquattromila visitatori nel 2006, 220 espositori, una stima di valori per un miliardo di euro, affari per 500 milioni: il Tefaf è diventato un appuntamento immancabile per chi può godersi privatamente l'arte o specularci sopra. Solo nella giornata inaugurale sono atterrati 55 jet privati: magnati accompagnati dai loro consulenti, oppure tycoon sostenitori di musei, pronti a cedere alle richieste dei curatori delle collezioni. Ieri è stata la volta di Berlusconi, capofila di una schiera di italiani sempre più numerosi. Scortato dal suo gallerista di fiducia Cesare Lampronti, il Cavaliere si è informato a lungo su una splendida tela di Jacques Louis David, «La collera di Achille», valore 9 milioni di dollari. Ma poi non ha staccato l'assegno. Tuttavia il suo shopping è stato ricco: due vedute veneziane del Settecento di Apollonio Domenichini; due Paesaggi romani del fiammingo Jan Frans Van Bloemen; «Il Giudizio di Paride» del secentesco Giovanni Odazzi; altri due dipinti del '700 e di fine '800 e una scultura in bronzo del '900. Gli esperti a Maastricht parlano di una spesa tra il milione e il milione e mezzo di euro. Ma come è possibile che questa cittadina olandese piuttosto anonima, tagliata fuori dai grandi mezzi di comunicazione, diventi per dieci giorni la meta irrinunciabile di milionari e benestanti di tutto il mondo? Paradossalmente Maastricht fa centro proprio per la sua scarsa seduzione. «Non ci sono distrazioni — spiega Ben Janssens, nuovo presidente della Fiera —. Chi viene, galleristi, mercanti o collezionisti che siano, pensa solo a concludere l'affare». «È incredibile come a Maastricht si azzeri il tempo necessario a creare il rapporto di fiducia con il cliente», afferma Marco Voena che presenta tra l'altro alcune rare vedute veneziane di Marieschi. «I risultati che abbiamo qui in dieci giorni non li otteniamo nelle nostre sedi di Firenze e Londra in un anno», confessa Fabrizio Moretti che ha tra i pezzi forti un Sant'Antonio Abate recentemente attribuito al pittore rinascimentale Lorenzo Monaco. In questo stordimento di capolavori, è impressionante constatare quante nostre opere si trovino all'estero. Nei viali e nei crocicchi della Fiera signore ingioiellate e truccatissime, notabili con il sigaro in bocca, globe-trotter dell'arte con facce dipinte o abbigliamenti stile quadro impressionista sfilano ammassati come al mercato di Porta Portese. Sfiorando, con nonchalance da brivido, fondi oro del Trecento, sculture di Calder, marmi romani, porcellane dell'epoca Ming.
    Il pezzo che batte tutti, il quadro di Renoir «Tra le rose» mostra una cifra da capogiro, 45 milioni di dollari. Ma stranamente proprio davanti a questo capolavoro non c'è l'assembramento che ci si aspetterebbe, forse per un timoroso rispetto. Non almeno come quello che si crea per una tela senza titolo di Mark Rothko, maestro dell'Espressionismo astratto, 18 milioni di dollari. «Ma non è vero che tutto sia a cifre stratosferiche — riprende Janssens —. Al Tefaf si trovano cose pregevolissime a centomila euro. E poi guardi quegli anelli cinesi di giada datati tra l'VIII e il V secolo a. C.: venduti a 400 euro ciascuno». Un mondo in cui il falso o il pezzo clandestino sono sempre in agguato. Per fugare ogni dubbio la parola chiave è «vetting». Che in inglese vuol dire esame dettagliato. Quello del Tefaf è rigorosissimo. Una commissione di 142 persone, tra mercanti, direttori di musei, critici, scandaglia ogni opera prima dell'apertura. Quest'anno è stato bloccato un dipinto dei primi del '900. Imbarazzo del venditore, spesso ignaro dell'illecito. Notificano tutto due belle signore, Louisa Freytag, responsabile dell'Art Loss Register, l'istituzione che cataloga i pezzi rubati, e Antonia Kimbell, agente di Scotland Yard. La Axa Art, sponsor del Tefaf, mette a disposizione gratuitamente un kit di sicurezza per la catalogazione corretta degli acquisti. Una carta d'identità completa ha sempre aiutato i ritrovamenti. «Sa quante sono le opere scomparse? Centottantamila, e ne recuperiamo appena tremila all'anno — spiega un po' sconsolata la Freytag —. Ora va di moda prelevare dipinti nelle ville di campagna inglesi e statue nelle piazze dell'Europa continentale». Amministratori pubblici, siete avvisati: forse è meglio una bella fontana.






  2. #2
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    E A NOI? Un sonoro chissenefrega, magari.

  3. #3
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da Guardia Azzurra Visualizza Messaggio
    Berlusconi a Maastricht, shopping milionario

    Collezionisti d'arte da tutto il mondo. Il Cavaliere tentato da un quadro che vale 9 milioni









    MAASTRICHT (Olanda) — «Il tapiro, il tapiro!». Una volta tanto la sindrome da «Striscia la notizia» non c'entra: il premio-sberleffo non è ancora arrivato tra i collezionisti che si ritrovano in questi giorni a Maastricht. Ma ha un nobilissimo antenato: un bronzo di 25 centimetri con incisioni in oro e turchesi realizzato in Cina nel IV secolo avanti Cristo. È lui quest'anno una delle star del Tefaf, acronimo ostico di The European Fine Arts Fair che sintetizza la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta. Il tapiro costa 12 milioni di dollari. Una distinta coppia nordeuropea lo osserva a lungo, non certo con l'aria da visitatori di museo: la tentazione di comprarlo è forte. Ottantaquattromila visitatori nel 2006, 220 espositori, una stima di valori per un miliardo di euro, affari per 500 milioni: il Tefaf è diventato un appuntamento immancabile per chi può godersi privatamente l'arte o specularci sopra. Solo nella giornata inaugurale sono atterrati 55 jet privati: magnati accompagnati dai loro consulenti, oppure tycoon sostenitori di musei, pronti a cedere alle richieste dei curatori delle collezioni. Ieri è stata la volta di Berlusconi, capofila di una schiera di italiani sempre più numerosi. Scortato dal suo gallerista di fiducia Cesare Lampronti, il Cavaliere si è informato a lungo su una splendida tela di Jacques Louis David, «La collera di Achille», valore 9 milioni di dollari. Ma poi non ha staccato l'assegno. Tuttavia il suo shopping è stato ricco: due vedute veneziane del Settecento di Apollonio Domenichini; due Paesaggi romani del fiammingo Jan Frans Van Bloemen; «Il Giudizio di Paride» del secentesco Giovanni Odazzi; altri due dipinti del '700 e di fine '800 e una scultura in bronzo del '900. Gli esperti a Maastricht parlano di una spesa tra il milione e il milione e mezzo di euro. Ma come è possibile che questa cittadina olandese piuttosto anonima, tagliata fuori dai grandi mezzi di comunicazione, diventi per dieci giorni la meta irrinunciabile di milionari e benestanti di tutto il mondo? Paradossalmente Maastricht fa centro proprio per la sua scarsa seduzione. «Non ci sono distrazioni — spiega Ben Janssens, nuovo presidente della Fiera —. Chi viene, galleristi, mercanti o collezionisti che siano, pensa solo a concludere l'affare». «È incredibile come a Maastricht si azzeri il tempo necessario a creare il rapporto di fiducia con il cliente», afferma Marco Voena che presenta tra l'altro alcune rare vedute veneziane di Marieschi. «I risultati che abbiamo qui in dieci giorni non li otteniamo nelle nostre sedi di Firenze e Londra in un anno», confessa Fabrizio Moretti che ha tra i pezzi forti un Sant'Antonio Abate recentemente attribuito al pittore rinascimentale Lorenzo Monaco. In questo stordimento di capolavori, è impressionante constatare quante nostre opere si trovino all'estero. Nei viali e nei crocicchi della Fiera signore ingioiellate e truccatissime, notabili con il sigaro in bocca, globe-trotter dell'arte con facce dipinte o abbigliamenti stile quadro impressionista sfilano ammassati come al mercato di Porta Portese. Sfiorando, con nonchalance da brivido, fondi oro del Trecento, sculture di Calder, marmi romani, porcellane dell'epoca Ming.

    Il pezzo che batte tutti, il quadro di Renoir «Tra le rose» mostra una cifra da capogiro, 45 milioni di dollari. Ma stranamente proprio davanti a questo capolavoro non c'è l'assembramento che ci si aspetterebbe, forse per un timoroso rispetto. Non almeno come quello che si crea per una tela senza titolo di Mark Rothko, maestro dell'Espressionismo astratto, 18 milioni di dollari. «Ma non è vero che tutto sia a cifre stratosferiche — riprende Janssens —. Al Tefaf si trovano cose pregevolissime a centomila euro. E poi guardi quegli anelli cinesi di giada datati tra l'VIII e il V secolo a. C.: venduti a 400 euro ciascuno». Un mondo in cui il falso o il pezzo clandestino sono sempre in agguato. Per fugare ogni dubbio la parola chiave è «vetting». Che in inglese vuol dire esame dettagliato. Quello del Tefaf è rigorosissimo. Una commissione di 142 persone, tra mercanti, direttori di musei, critici, scandaglia ogni opera prima dell'apertura. Quest'anno è stato bloccato un dipinto dei primi del '900. Imbarazzo del venditore, spesso ignaro dell'illecito. Notificano tutto due belle signore, Louisa Freytag, responsabile dell'Art Loss Register, l'istituzione che cataloga i pezzi rubati, e Antonia Kimbell, agente di Scotland Yard. La Axa Art, sponsor del Tefaf, mette a disposizione gratuitamente un kit di sicurezza per la catalogazione corretta degli acquisti. Una carta d'identità completa ha sempre aiutato i ritrovamenti. «Sa quante sono le opere scomparse? Centottantamila, e ne recuperiamo appena tremila all'anno — spiega un po' sconsolata la Freytag —. Ora va di moda prelevare dipinti nelle ville di campagna inglesi e statue nelle piazze dell'Europa continentale». Amministratori pubblici, siete avvisati: forse è meglio una bella fontana.






    E' incredibile la forza poliedrica di Silvio Berlusconi. Svaria dallo Sport all'Arte, dall'imprenditoria alla musica, dalla politica alla letteratura. Avvolte mi vien da pensare che abbia almeno due o tre fratelli gemelli. Lo si vede tra gli spalti di Milano, il giorno dopo a Roma a fare la guerra ai rossi, il giorno dopo a comprare quadri, il giorno dopo ancora a presentare un libbro, il giorno dopo in Marocco con la moglie e il giorno dopo in aereo con Casini a creare strategie politiche.
    Penso che sia uno dei uomini più sensibili all'arte e all'umanisimo in Europa. Dovremo essere orgogliosi di un italiano così.

  4. #4
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    Te sei quello che ha messo su il 3ad su Mantovano, vero ...

  5. #5
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    Berlusconi a Maastricht, shopping milionario
    Collezionisti d'arte da tutto il mondo. Il Cavaliere tentato da un quadro che vale 9 milioni








    MAASTRICHT (Olanda) — «Il tapiro, il tapiro!». Una volta tanto la sindrome da «Striscia la notizia» non c'entra: il premio-sberleffo non è ancora arrivato tra i collezionisti che si ritrovano in questi giorni a Maastricht. Ma ha un nobilissimo antenato: un bronzo di 25 centimetri con incisioni in oro e turchesi realizzato in Cina nel IV secolo avanti Cristo. È lui quest'anno una delle star del Tefaf, acronimo ostico di The European Fine Arts Fair che sintetizza la più grande fiera di arte e antiquariato del pianeta. Il tapiro costa 12 milioni di dollari. Una distinta coppia nordeuropea lo osserva a lungo, non certo con l'aria da visitatori di museo: la tentazione di comprarlo è forte. Ottantaquattromila visitatori nel 2006, 220 espositori, una stima di valori per un miliardo di euro, affari per 500 milioni: il Tefaf è diventato un appuntamento immancabile per chi può godersi privatamente l'arte o specularci sopra. Solo nella giornata inaugurale sono atterrati 55 jet privati: magnati accompagnati dai loro consulenti, oppure tycoon sostenitori di musei, pronti a cedere alle richieste dei curatori delle collezioni. Ieri è stata la volta di Berlusconi, capofila di una schiera di italiani sempre più numerosi. Scortato dal suo gallerista di fiducia Cesare Lampronti, il Cavaliere si è informato a lungo su una splendida tela di Jacques Louis David, «La collera di Achille», valore 9 milioni di dollari. Ma poi non ha staccato l'assegno. Tuttavia il suo shopping è stato ricco: due vedute veneziane del Settecento di Apollonio Domenichini; due Paesaggi romani del fiammingo Jan Frans Van Bloemen; «Il Giudizio di Paride» del secentesco Giovanni Odazzi; altri due dipinti del '700 e di fine '800 e una scultura in bronzo del '900. Gli esperti a Maastricht parlano di una spesa tra il milione e il milione e mezzo di euro. Ma come è possibile che questa cittadina olandese piuttosto anonima, tagliata fuori dai grandi mezzi di comunicazione, diventi per dieci giorni la meta irrinunciabile di milionari e benestanti di tutto il mondo? Paradossalmente Maastricht fa centro proprio per la sua scarsa seduzione. «Non ci sono distrazioni — spiega Ben Janssens, nuovo presidente della Fiera —. Chi viene, galleristi, mercanti o collezionisti che siano, pensa solo a concludere l'affare». «È incredibile come a Maastricht si azzeri il tempo necessario a creare il rapporto di fiducia con il cliente», afferma Marco Voena che presenta tra l'altro alcune rare vedute veneziane di Marieschi. «I risultati che abbiamo qui in dieci giorni non li otteniamo nelle nostre sedi di Firenze e Londra in un anno», confessa Fabrizio Moretti che ha tra i pezzi forti un Sant'Antonio Abate recentemente attribuito al pittore rinascimentale Lorenzo Monaco. In questo stordimento di capolavori, è impressionante constatare quante nostre opere si trovino all'estero. Nei viali e nei crocicchi della Fiera signore ingioiellate e truccatissime, notabili con il sigaro in bocca, globe-trotter dell'arte con facce dipinte o abbigliamenti stile quadro impressionista sfilano ammassati come al mercato di Porta Portese. Sfiorando, con nonchalance da brivido, fondi oro del Trecento, sculture di Calder, marmi romani, porcellane dell'epoca Ming.
    Il pezzo che batte tutti, il quadro di Renoir «Tra le rose» mostra una cifra da capogiro, 45 milioni di dollari. Ma stranamente proprio davanti a questo capolavoro non c'è l'assembramento che ci si aspetterebbe, forse per un timoroso rispetto. Non almeno come quello che si crea per una tela senza titolo di Mark Rothko, maestro dell'Espressionismo astratto, 18 milioni di dollari. «Ma non è vero che tutto sia a cifre stratosferiche — riprende Janssens —. Al Tefaf si trovano cose pregevolissime a centomila euro. E poi guardi quegli anelli cinesi di giada datati tra l'VIII e il V secolo a. C.: venduti a 400 euro ciascuno». Un mondo in cui il falso o il pezzo clandestino sono sempre in agguato. Per fugare ogni dubbio la parola chiave è «vetting». Che in inglese vuol dire esame dettagliato. Quello del Tefaf è rigorosissimo. Una commissione di 142 persone, tra mercanti, direttori di musei, critici, scandaglia ogni opera prima dell'apertura. Quest'anno è stato bloccato un dipinto dei primi del '900. Imbarazzo del venditore, spesso ignaro dell'illecito. Notificano tutto due belle signore, Louisa Freytag, responsabile dell'Art Loss Register, l'istituzione che cataloga i pezzi rubati, e Antonia Kimbell, agente di Scotland Yard. La Axa Art, sponsor del Tefaf, mette a disposizione gratuitamente un kit di sicurezza per la catalogazione corretta degli acquisti. Una carta d'identità completa ha sempre aiutato i ritrovamenti. «Sa quante sono le opere scomparse? Centottantamila, e ne recuperiamo appena tremila all'anno — spiega un po' sconsolata la Freytag —. Ora va di moda prelevare dipinti nelle ville di campagna inglesi e statue nelle piazze dell'Europa continentale». Amministratori pubblici, siete avvisati: forse è meglio una bella fontana.





    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio




    E' incredibile la forza poliedrica di Silvio Berlusconi. Svaria dallo Sport all'Arte, dall'imprenditoria alla musica, dalla politica alla letteratura. Avvolte mi vien da pensare che abbia almeno due o tre fratelli gemelli. Lo si vede tra gli spalti di Milano, il giorno dopo a Roma a fare la guerra ai rossi, il giorno dopo a comprare quadri, il giorno dopo ancora a presentare un libbro, il giorno dopo in Marocco con la moglie e il giorno dopo in aereo con Casini a creare strategie politiche.
    Penso che sia uno dei uomini più sensibili all'arte e all'umanisimo in Europa. Dovremo essere orgogliosi di un italiano così.
    Uno dei due ci crede sul serio.
    Indovinate quale.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio




    E' incredibile la forza poliedrica di Silvio Berlusconi. Svaria dallo Sport all'Arte, dall'imprenditoria alla musica, dalla politica alla letteratura. Avvolte mi vien da pensare che abbia almeno due o tre fratelli gemelli. Lo si vede tra gli spalti di Milano, il giorno dopo a Roma a fare la guerra ai rossi, il giorno dopo a comprare quadri, il giorno dopo ancora a presentare un libbro, il giorno dopo in Marocco con la moglie e il giorno dopo in aereo con Casini a creare strategie politiche.
    Penso che sia uno dei uomini più sensibili all'arte e all'umanisimo in Europa. Dovremo essere orgogliosi di un italiano così.

    romolo e remolo, i tacchi rialzati, la plastica, i capelli..

    un poveretto pieno di complessi, a 70 anni suonati.
    invece di fare il nonno cerca di scoparsi le soubrettes.

    patetico.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio




    E' incredibile la forza poliedrica di Silvio Berlusconi. Svaria dallo Sport all'Arte, dall'imprenditoria alla musica, dalla politica alla letteratura. Avvolte mi vien da pensare che abbia almeno due o tre fratelli gemelli. Lo si vede tra gli spalti di Milano, il giorno dopo a Roma a fare la guerra ai rossi, il giorno dopo a comprare quadri, il giorno dopo ancora a presentare un libbro, il giorno dopo in Marocco con la moglie e il giorno dopo in aereo con Casini a creare strategie politiche.
    Penso che sia uno dei uomini più sensibili all'arte e all'umanisimo in Europa. Dovremo essere orgogliosi di un italiano così.
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=329858 ...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Te sei quello che ha messo su il 3ad su Mantovano, vero ...

    Prego?

  9. #9
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty Visualizza Messaggio
    Uno dei due ci crede sul serio.
    Indovinate quale.
    Ardito puzzle, mumble mumble.

    Uno si diverte a creare la caricatura dell'altro, e l'altro, come un fessacchiotto ci casca.

    Un giorno dovremmo avvertirli del trucco, ma non è ancora questo il momento...non ancora

  10. #10
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    a questo proposito mi viene in mente una frase detta da un'arricchita n una recente puntata di Nip/Tuck

    "Mi sono messa il van gogh in bagno così quando vado a cagare mi sento un'artista"

 

 
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