A proposito di offese ...
Citazione:
Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale. Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all'abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l'esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune.
Queste "simpatiche parole" non sono prese dal Mein Kampf ma da uno scritto del panzer kardinal ancor prima di diventare vignaiolo e ce ne sono anche altre di uscite simili che per il momento vi risparmio perche' altrimenti il post sarebbe chilometrico...faccio notare che praticamente col massimo della nonchalance si dice che i gay hanno diritto ad essere rispettati ma non troppo ... perche' i "poverini" sono inclini ad un comportamento "disordinato" e quindi lesivo del "bene comune" e cio' rende lecito anzi, "obbligatorio" , la limitazione dei loro diritti... e alla fine c'e' pure il "benevolo e cristiano" paragone con le persone "contagiose" e con i malati mentali. Ora, seriamente, si puo' essere cattolici e credenti quanto si vuole.... ma ditemi voi se questo atteggiamento che non oso definire per non turbare la coscienza di nessuno sia davvero meritevole di RISPETTO da parte di un qualsiasi omosessuale.... in quest'ottica gli sberleffi e i travestimenti con abiti talari mi sembra davvero il MINIMO... un gay che viene cosi' duramente colpito nel suo orgoglio di essere umano mostra fin troppa intelligenza e ironia buttandola semplicemente sullo sfotto' satirico piazzaiolo ... mi pare chiaro che gli attacchi provenienti dal soglio pontificio che deve sorbirsi passivamente tutti i santi giorni siano di tutt'altro tenore e durezza... veri pugni nello stomaco! Quindi non facciamo confusione ... le vittime NON sono i preti , ma i gay ... c'e' poco da indignarsi, non si puo' offendere la dignita' delle persone e poi pretendere rispetto per le proprie idee....mi pare chiaro che questa sia una asimmetria inaccettabile sotto ogni punto di vista.
Hola!
Liberi i gay ma liberi anche i preti
Se c'è una discussione idiota non resisto: mi ci tuffo.
Già ieri mi sono occupato, su queste pagine, di gay e ora non posso tralasciare di esprimere sul tema la mia trascurabile opinione. Scusate, le mie sono parole in libertà.
Fino a vent'anni fa - per limitarmi alla questione lessicale - il vocabolo gay non era in voga in Italia. Non si usava. Adesso è di rigore. Come mai?
È un termine straniero, quindi considerato elegante.
L'alternativa, il sinonimo più gradito alla sinistra e alla gente chic, che sono la stessa cosa, è omosessuale.
Una volta si diceva pederasta, invertito.
Durante gli anni '60 nel linguaggio comune fu introdotto: "diverso". Piaceva molto.
Quello lì è un "diverso", e giù una risatina.
L'aggettivo sostantivato non poteva però durare in un'epoca orientata all'uguaglianza: e diverso fu abolito a furor di piazza, di eskimo e chiave inglese.
Nonostante i mutamenti descritti, nelle conversazioni al bar, negli uffici, nelle poche fabbriche residuali, nei salotti e fra amici si continua a parlare come nelle caserme: frocio, culattone, checca, finocchio, orecchione e/o ricchione.
La sostanza non muta e non si piega al politicamente corretto se non in televisione e sui giornali, dove impera l'ipocrisia. Avrete notato che il problema riguarda solamente il genere maschile.
Le donne che preferiscono le donne sono sempre state lesbiche.
Lesbiche erano mezzo secolo fa e lesbiche rimangono. E non dite che sia un bel termine.
Eppure nessuno si sogna di redarguirvi se rientra nel vostro vocabolario. D'altronde non esiste un sinonimo corrente. Come si vede, almeno nei dizionari non c'è parità fra i sessi.
I maschi sono culattoni, froci, ricchioni eccetera, mentre le signore poverine sono soltanto lesbiche. Non è giusto.
Qui bisogna agire, care femministe.
Che ne direste di un corteo per reclamare maggior ricchezza espressiva nell'ambito del saffismo?
Invito il nostro specialista glottologo Giovanni Gobber a chiarirci le idee. Andiamo oltre la lingua.
Ieri a Roma si è svolta una manifestazione pro Dico cui hanno partecipato esibizionisti di vario tipo e progressisti d'ogni specie. La sfilata ha offerto lo spunto a numerosi editorialisti per esercitarsi in commenti più o meno pertinenti.
I soliti discorsi. Ciascuno ha i propri gusti e può andare a letto con chi gli pare. L'omosessualità non è una devianza né una perversione. Si nasce froci o lesbiche e non lo si diventa per vizio.
Una serie di ovvietà e una barba infinita.
Alcuni giorni fa un giornalista di Libero viene da me: sai che il collega Pinco Palla pende da quella parte? Davvero? Garantito. Non me ne ero accorto.
Non mi accorgo mai se uno pende, forse perché non me ne frega niente. E non me ne frega neanche se sia gay dalla culla o abbia saltato il fosso crescendo. Cosa cambia se un Tizio la sera invece di spassarsela in discoteca corteggia un idraulico? Le propensioni sessuali rientrano nella sfera del privato, riguardano il singolo; qualora però si manifestino pubblicamente sono soggette a valutazioni critiche, ironiche, beffarde o ad apprezzamenti, dipende dal senso estetico e morale di chi osserva. Naturale quindi che se un transessuale sfila con i seni finti al vento e le guance pittate, difficilmente lascia indifferenti i passanti.
I quali hanno diritto a storcere il naso o a farsi venire l'acquolina in bocca.
Tutti gli spettacoli suscitano reazioni. Si rassegnino quelli che vanno in giro coi tacchi di 10 centimetri a subire qualche sberleffo; così come dovrei rassegnarmi allo stesso trattamento nel caso mi presentassi domani mattina alla redazione in costume da apache.
Quanto al desiderio degli omosessuali di accasarsi e di convivere more uxorio con persona del medesimo sesso, ciò mi sembra legittimo.
Sono meno comprensivo quando essi vogliono sposarsi. Per fare che? Non certo dei figli, es-sendo impresa sovrumana per un ragioniere ingravidare un tranviere o viceversa.
Aspirano alla pensione di reversibilità? Sarebbe riduttivo.
Inoltre per ottenere un assegno di quiescenza basta lavorare un tot di anni.
Comunque se in Parlamento i Dico, i Pacs o come diavolo li volete definire trovano una maggioranza e sono approvati, Ok. Non ci stracceremo le vesti.
Ma se non passassero, per favore non si dia la colpa alla Chiesa, che è piena di omosessuali senza la pretesa di riconoscimenti ufficiali, patenti e certificati.
I preti predicano contro le unioni non finalizzate alla procreazione? Che scoperte.
La notizia sarebbe se predicassero a favore dopo aver sostenuto duemila anni il contrario.
Il parroco tra l'altro dice quel che gli garba e nessuno glielo può impedire come lui non può impedire ai gay di fare i gay; si accontenta di non essere costretto a dar loro la benedizione.
Il laico ha sempre ragione tranne quando tenta di imporre agli "avversari", persino ai curati, di esserlo.
Feltri su Libero di oggi
saluti