Signori,
il Primo Ministro, Repubblica, compiendo un gesto assolutamente arbitrario e assumendo un potere che non aveva, ha convocato in sessione straordinaria il Congresso, stabilendone lui stesso l'ordine del giorno e scavalcando del tutto il legittimo Presidente del Congresso. Il tutto mascherato dietro una interpretazione sbagliata e arbitraria dell'art. 25 della Costituzione.
Il Presidente del Congresso non può passare sopra questa illegalità. Non può tollerare questo arbitrio ai danni del suo ruolo istituzionale.
Il Congresso lo può convocare solo ed esclusivamente lui. Nessun altro può e deve farlo.
La Costituzione sarà anche ambigua, però, credetemi... è meno ambigua di quello che può apparentemente sembrare. Seguite il mio ragionamento.
Il testo dell'art. 25 è il seguente. "Il Parlamento si riunisce in sessione straordinaria a richiesta del Presidente di Pol, del Presidente del Congresso, del Primo ministro o di un terzo dei membri componenti il Congresso, su un ordine del giorno determinato".
La dizione citata è "a richiesta". La parola "richiesta" implica una persona che richiede ed una persona che dà seguito alla richiesta. L'articolo citato parla anche di "ordine del giorno determinato". L'interpretazione più corretta da dare all'articolo indicato è la seguente.
Quando il Primo Ministro (o le altre autorità indicate) lo ritiene opportuno, egli fa apposita richiesta, al Presidente del Congresso, di convocazione in sessione straordinaria. In maniera contestuale alla richiesta siffatta, il richiedente (in questo caso, il Primo Ministro) trasmette al Presidente del Congresso anche l'ordine del giorno che dà motivo della convocazione stessa. Il Presidente del Congresso, quindi, provvede necessariamente alla convocazione dell'assemblea sulla base dell'ordine del giorno individuato dal richiedente (anche se nulla vieta che l'ordine del giorno così individuato possa essere arricchito di altri punti, su iniziativa del Presidente del Congresso).
Questa interpretazione è la più aderente al testo letterale della norma costituzionale. E anche nel Parlamento italiano si segue la stessa identica regola.
Ora sta al Presidente del Congresso decidere se accettare questa illegalità o rispettare il dettato della Costituzione.
Nel caso si scelga la prima ipotesi, sappiate tutti che chiunque può ricorrere alla Corte per far dichiarare l'integrale nullità delle decisioni assunte in Congresso, stante la presente convocazione illegittima.
Un Congresso che formalmente non è convocato (poiché il convocante non aveva la facoltà di convocare), giuridicamente non è riunito. E se non è riunito, non può decidere niente. E se ha deciso, è tutto nullo.
Per questi motivi, pertanto, invito i colleghi a firmare il presente ricorso alla Corte Costituzionale perché intervenga e ripristini la legalità.





