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    Pleiotropic Relativism
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    Predefinito Di Pietro tra bertoldo e pannella

    Di Pietro tra Bertoldo e Pannella
    di Pierfranco Pellizzetti

    Si può dire che Tonino ha gettato la maschera? Nella kermesse congressuale romana di Italia dei Valori, svoltasi l’altra settimana nei saloni dell’hotel Marriott, il leader del partito Antonio Di Pietro è risultato – alla grande – il padre-padrone di sempre; non certo quel traghettatore della propria creatura verso un compiuto assetto democratico che aveva assicurato di voler essere.

    Molti ora si stupiscono, si indignano… Ma come, invece di porre le basi per una rifondazione etica della politica italiana, l’evento è stato consacrato all’apoteosi della furberia politichese più smaccata, riproposta in versione bertoldesca?
    Qualcuno si attendeva il varo del “partito aperto”, referente di una società civile vagamente angelicata, e invece si è ritrovato di fronte a una moltitudine sotto fascinazione del boss-incantatore; inebetita dalla condizione ipnotica al punto di tributare a comando la standing ovation al più che discutibile (proprio secondo gli standard etici propugnati da IdV) Vincenzo De Luca, ora candidato plebiscitariamente del partito per le regionali campane.

    Sì, si può dire: Tonino ha gettato la maschera; rivelando quanto - a voler vedere - già si intuiva, che l’anno passato MicroMega aveva fatto emergere con la sua inchiesta (“C’è del marcio in Danimarca”) sulle faune umane imbarcate dal partito dipietrista in questi anni. Credevate forse che siffatti riciclati con palmares di benemerenze magari acquisite alla corte di Clemente Mastella e dintorni, questa torma di reduci da mille vagabondaggi politici che ora intasa gli organigrammi di un movimento presentatosi come nuovo e virginale, sul serio credevate che costoro fossero entrati per sbaglio in tale santuario del rigore e dell’intransigenza? Che lo avessero fatto turlupinando custodi della pulizia di casa, ingenui e bonaccioni quanto distratti?

    Ma per favore… Ora anche i recalcitranti dovranno rendersi conto che dietro la maschera appaiono i tratti veri dell’uomo venuto da Montenero di Bisaccia: una strana miscela di astuzia contadina (appunto, Bertoldo) e pannellismo: cultura bertoldesca e tatticismo pannelliano.
    Come il contadino giunto alla corte di re Alboino, Di Pietro è sempre molto attento a coltivare il proprio poderetto; per ricavarci ogni convenienza possibile, senza andare troppo per il sottile.

    Al tempo stesso – da bravo rustico – il Nostro mantiene una visione magica del reale, per cui la malattia o la possessione demoniaca possono essere sanate dal tocco salvifico. Il suo. Sicché, con la semplice imposizione delle mani, l’esorcista Tonino redimerà ogni reprobo dai propri peccati: da Sergio De Gregorio all’ultimo arrivato De Luca. Da qui la convinzione che si può imbarcare chicchessia, tanto ciò che conta è lui, il Grande Guaritore; la cui sola presenza funziona da immersione nell’acqua di Lourdes, rendendo superflui controlli e selettività.

    Questa egolatria, proveniente da mondi arcaici, porta il molisano Tonino – una volta entrato in politica – a ricalcare i passi dell’abruzzese Marco Giacinto, istrionesco imbonitore di valori sulla piazza del mercato politico. In modi tra il seduttivo e il ricattatorio che pretendono la totale sottomissione dell’uditorio alla propria guida insindacabile (quanto non di rado assolutamente cinica). Tanto da far pensare ad Antonio Di Pietro come al Pannella del XXI secolo: un avventuriero che qualche volta si è trovato dalla parte giusta.

    È possibile che dopo “la svolta di Salerno” il capo di IdV perderà gran parte del voto di opinione che aveva intercettato grazie alle giuste battagli contro la collusività del PD con Berlusconi e quella corrività in materia di rispetto delle leggi che adesso accredita. Finirà per attestarsi sulle due specie umane che gli consentono di tenersi ben stretto il proprio podere di voti: i devoti (gente che ha sempre bisogno di miti rifugio e recalcitra all’uso critico della ragione: i nuovi Gianfranco Spadaccia, le redivive Adelaide Aglietta) e gli opportunisti (tipi che vogliono ficcarsi nel piatto ricco di un movimento in crescita. In passato lo fecero anche Toni Negri e Cicciolina). Magari raggiungerà alle elezioni quel risultato a due cifre cui anela.
    Buon per lui. Meno per noi. Soprattutto per chi pensava di costruire un’alternativa al berlusconismo contrapponendogli personaggi e non processi politici radicati nel sociale. Una visione del futuro innervata di Giustizia e Libertà.

    In particolare, male per il povero Luigi De Magistris, che ha dilapidato il proprio tesoretto di credibilità (quasi un Mariotto Segni in sedicesimo). A naso, aleggiano tempi bui per il magistrato di Why not; ormai in balia del padre-padrone, forse non troppo benevolo con chi ha osato contrastarlo (e Pannella era terribile coi dissidenti: chiedete all’antico segretario del PR Giulio Ercolessi cosa successe quando osò criticare il culto della personalità imperante tra i radicali). Ha già cominciato la gentile consorte del capo supremo, osservando che De Magistris «ha il doppio mento».

    Di Pietro tra Bertoldo e Pannella - micromega-online - micromega

  2. #2
    Non ci resta che piangere
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    Predefinito Rif: Di Pietro tra bertoldo e pannella

    SE di PIetro "Apre il partito" glielo scippano! Si dovrebbe tornare al maggioritario, così i partiti sarebbero solo marchi. Al momento chi controlla il partito controlla le poltrone. E i nuovi partiti sono pieni di ipocriti arrivisti.
    Di Pietro controlla il suo partito da autocrata come Berlusconi e Pannella.
    Guardati intorno. Tutte queste macerie sono il risultato di 8 anni di PDL e di 2 di PD al governo. Il porcellum gli garantisce il posto a vita. Mandiamoli a casa! Vota chiunque ma non questi porci.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Di Pietro tra bertoldo e pannella

    ma se non apre (a quelli giusti) glielo spaccano .......

    ora i travaglio, d'arcais, grillo, borsellino si dissociano dalla svolta di salerno, invogliando un de magistris a organizzare la secessione .....

 

 

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