Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    I Circoli Culturali "Giovanni Spadolini".

    Al fianco dei circoli della libertà sorgono i circoli del grande Spadolini. Leggete quà:

    Costituiti i Circoli Culturali "Giovanni Spadolini"
    Sono circa 150 i Circoli Culturali "Giovanni Spadolini" che si sono costituiti in tutta Italia. Coprono 9 regioni su 20.
    Tutto è stato sancito ieri in una riunione svoltasi in Corso Vittorio Emanuele II a Roma nella sede del Partito repubblicano italiano.
    Nei prossimi giorni si concluderà l'apertura dei circoli su tutto il territorio nazionale onde arrivare al congresso del Pri il 30/31 marzo e 1 aprile con 300 circoli operativi.





  2. #2
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    PRI: NASCONO 300 CIRCOLI “GIOVANNI SPADOLINI”

    (PRIMA) ROMA - Nascono in tutta Italia i Circoli Culturali “Giovanni Spadolini” i cui principi si possono sintetizzare in 4 semplici espressioni:
    • Laici in politica
    • Liberi nelle scelte
    • Moderati nell’azione
    • Riformisti nel sociale

    Sono circa 150. Coprono 9 regioni su 20.
    Nei prossimi giorni si concluderà l’apertura dei circoli su tutto il territorio nazionale onde arrivare al congresso del PRI il 30 – 31 marzo e 1 Aprile con 300 circoli operativi.
    Il gruppo di coordinamento nazionale dei Circoli Culturali “Giovanni Spadolini”, è stato salutato dal Segretario nazionale del PRI on. Francesco Nucara nella sede di Corso Vittorio Emanuele
    All’incontro che sancisce un patto politico federativo con oltre 200 movimenti in Italia e tre noti sindacati imprenditoriali, erano presenti 50 esponenti della società civile a rappresentare tutte le 20 regioni italiane. (PRIMA)

    Data: 13/03/07 10:04
    Autore: RED-COM

    tratto da http://primapress.it/

  3. #3
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    Ehi, voi due, non vi permettete neanche di nominarlo il grande Spadolini, altrimenti si rivolta nella tomba a vedervi alleati col centro destra. Quel centro destra che gli fece una guerra ignobile per mettere al suo posto come presidente del senato l'inutile Scognamiglio (di cui nessuno sa più nulla). Lui con voi non ci sarebbe venuto mai! Ci morì per quella delusione Spadolini.
    Averne uomini come lui oggi.

  4. #4
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Ehi, voi due, non vi permettete neanche di nominarlo il grande Spadolini, altrimenti si rivolta nella tomba a vedervi alleati col centro destra. Quel centro destra che gli fece una guerra ignobile per mettere al suo posto come presidente del senato l'inutile Scognamiglio (di cui nessuno sa più nulla). Lui con voi non ci sarebbe venuto mai! Ci morì per quella delusione Spadolini.
    Averne uomini come lui oggi.
    Picchio se vuoi dire la tua al PRI, prenditi la tessera e vai al congresso. Non voglio neppure sentire giudizi e pregiudizi sul PRI da unsinistrato. Per di più sei sulla Casa delle Libertà. NOn infamare oppure cambia canale.


  5. #5
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    Sono più repubblicano di te avendo votato quel partito per due decenni, prima di scoprire che La Malfa figlio lo aveva portato quasi allo stesso livello degli altri (vedi Enimont), mentre La Malfa padre ha fatto la resistenza ed è considerato a ragione uno dei padri della repubblica.
    A quel tempo il PRI stava nel Centro Sinistra e Spadolini stava dalla parte mia e non dalla tua.
    Quindi torna tu alle origini oppure iscriviti a FI
    Torna tu alle origini...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Sono più repubblicano di te avendo votato quel partito per due decenni, prima di scoprire che La Malfa figlio lo aveva portato quasi allo stesso livello degli altri (vedi Enimont), mentre La Malfa padre ha fatto la resistenza ed è considerato a ragione uno dei padri della repubblica.
    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio

    A quel tempo il PRI stava nel Centro Sinistra e Spadolini stava dalla parte mia e non dalla tua.

    Quindi torna tu alle origini oppure iscriviti a FI

    Torna tu alle origini...

    Il PRI è un partito di centro e si allea con chi gli pare. Condivido l'idea di Ugo La Malfa, ma prendertela così contro Giorgio è da forcaioli. Se il PRI sta con la destra (essendo il PRI di centro) ci sarà un motivo...o il PRI è buono o cattivo a secondo di chi è il suo alleato??? E fami pure sapere di che sinistra parli.......Ma va va......

  7. #7
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    Leggi comunista.

    Spadolini e il ruolo italiano in ambito internazionale

    Discorso tenuto in occasione del convegno "Giovanni Spadolini e il Partito repubblicano a Milano", Milano, Grand Visconti Palace, 16 febbraio 2006.

    di Antonio Del Pennino

    Ricordare oggi Giovanni Spadolini significa ripercorrere alcuni passaggi che caratterizzarono la sua battaglia politica, che conservano, pur in una mutata situazione politica, tutta la loro attualità.

    Innanzitutto Spadolini impostò per primo la questione delle riforme istituzionali. Il famoso decalogo che è stato alla base del suo secondo Governo contiene ancora oggi alcune intuizioni che sono d'assoluta attualità, anche se poi realizzate in modo differente. Tra queste sicuramente la questione del rafforzamento dell'esecutivo e della sua stabilità. Nel decalogo affrontò la questione delle cosiddette nuove regole per i governi di coalizione, regole che in quel momento erano particolarmente necessarie per la debolezza della posizione del Governo in Parlamento e per il fatto che i regolamenti parlamentari favorivano più che altro soluzioni assembleari.

    Forse oggi con la cultura del maggioritario si è andati oltre il segno, si è realizzata una condizione quasi opposta. Si è cioè finito per svuotare quella che è la funzione degli organi legislativi, sia a livello statale sia a livello regionale, rispetto agli esecutivi.

    La seconda problematica che Spadolini cercò con forza di affrontare, fu quella concernente la questione morale, sotto il profilo della separazione tra i partiti e la pubblica amministrazione. In particolare si preoccupò di richiedere garanzie che fossero in grado di tutelare l'autonomia dei gruppi parlamentari e dei singoli deputati contro i diktat delle direzioni partitiche.

    Spadolini non cadde mai però nella facile polemica antipartitocratica, né sottovalutò il ruolo dei partiti in un sistema democratico, ma pose piuttosto il problema di definire ruoli e competenze. Egli sentiva come necessaria l'introduzione di regole di garanzia nella vita dei partiti, soprattutto dopo che gli stessi avevano accettato il finanziamento pubblico, vincolandosi, perciò, ad una logica pubblicistica.

    Da questo punto di vista ancora oggi è irrisolto il problema che Spadolini stesso pose, ovvero quello del riconoscimento giuridico dei partiti, tema che viene negato in egual misura sia a destra che a sinistra e che è invece un dei nodi fondamentali se vogliamo consentire una ripresa di credibilità della politica.

    In politica estera Spadolini era un fermo sostenitore dell'accordo euro-atlantico contro ogni tentativo di contrapporre un partito europeo a un partito americano. Nel suo ultimo discorso parlamentare egli stesso affermava che non avremmo mai potuto concepire il mondo moderno senza la grande lezione di civiltà e di amore per l'Europa che ci ha dato la democrazia nordamericana. Spadolini intendeva così scongiurare ogni tentazione europea di contrapposizione che avrebbe portato inevitabilmente con sé il rischio di un distacco da quel vincolo euro-atlantico che, come egli stesso amava ricordare, "ha invece rappresentato la vera rivoluzione del dopoguerra, avendo assorbito insieme la rivoluzione francese e quella americana e creato così un nuovo diritto umano, forse da perfezionare e da aggiornare secondo i mutamenti che il tempo porta inevitabilmente, ma sempre estremamente valido e fondamentale per la libertà e la democrazia occidentale."

    Infine Spadolini era profondamente convinto della necessità di una presenza incisiva e autorevole delle forze laiche, in grado allora di condizionare la DC, evitando che all'interno della stessa prevalessero le propensioni a chiusure integraliste e aiutando, invece, l'emergere della sua anima cattolico-liberale. Non fu mai però un teorico della rottura dell'unità politica dei cattolici e per molti laici questo rappresentava un suo limite. Oggi quella posizione deve essere rivalutata alla luce del fatto che la rottura dell'unità politica dei cattolici, determinata dal passaggio dal proporzionale al maggioritario, lungi dal far emergere l'ideologia laica di stampo risorgimentale, ha scatenato una corsa da parte di entrambi gli schieramenti per compiacere le gerarchie ecclesiastiche, nella ricerca di conquistare il cosiddetto voto cattolico e li ha indotti ad abbandonare così ogni difesa dei principi di un stato laico.

  8. #8
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    A me pare un discorso da Margheritino ragionante, per dirla in termini moderni, non da Forzista teledipendente...

 

 

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