Vedo in queste mirabili parole, le miserie dei nostri tempi. Questo è senza dubbio un profeta pagano.
La foresta selvaggia ora è scomparsa: rimane la via con le sue pietre miliari. Inestimabile diverrebbe ciò che è solo destinato a servire e può soltanto descrivere l’inesprimibile. Rimangono i progetti di città distrutte, le chiavi d’accesso a tesori sepolti. Restano cornici e incastonature. La parola e l’appello hanno perduto la forza del convincimento e di pressione:diventano una vuota formula di scongiuro che si smorza contro la parete di roccia: Spiriti assurdi s’impadroniscono del dominio.
Il mondo diventa brutto e pieno di musei.
E. Junger, La forbice, Guanda, Parma 1996




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