Lele Mora non può lasciare il paese, Fabrizio Corona è in prigione da ieri mattina all’alba e altre quindici persone sono nei guai: non possono uscire di casa o lavorare, perché il provvedimento restrittivo, dopo parecchi mesi e qualche sbadiglio, li ha finalmente raggiunti.
Per faccende di rotocalchi, foto, ricatti, cocaina, appuntamenti, cose di cui si è già letto tutto da mesi, cose che hanno persino perduto interesse (e Fabrizio Corona, fotografo tatuato, per movimentare un po’ la storia ha pensato bene di cambiarsi la maglietta durante l’ultima udienza in tribunale: si è fatto portare una t-shirt con su scritto “Corona’s” e a torso nudo ha detto: “Così almeno mi faccio un po’ di pubblicità”).
E’ questa la favolosa inchiesta di John Woodcock, giudice fashion victim con notevoli colli di camicia, notevoli giubbotti di pelle, notevole motocicletta, cui Potenza sta stretta, giudice generoso che permette agli appassionati di scandaletti di godersi magnifiche intercettazioni di privatissime telefonate e favoleggiare a tavola sul mondo dei tronisti, dei playboy da telecamera, delle ragazze ambiziose, delle ragazze sventate con tariffario, dei vip che comprano fotografie compromettenti (dopo essere stati così deficienti da farsele scattare) per evitare crisi familiari e sputtanamenti planetari.
Da adesso non si può più, quindi, esercitare in libertà il proprio umano squallore, non si possono indossare tute di cachemire con moon boot di pelo, non ci si può adagiare su un divano leopardato e farsi massaggiare i piedi da un paio di maschioni ingioiellati, non si può passare la notte con un vecchiaccio per denaro, non si può mettere una pezza ai casini combinati sganciando un po’ di soldi, non si può avere la faccia lucida e sudaticcia, non ci si può vestire di nero e non si può avere cattivissimo gusto per le piscine e i divani, non si possono nemmeno raccontare balle al telefono sulle proprie altrimenti penose performance sessuali.

Nuova giurisdizione sui cafoni
E’ nata una nuova giurisdizione, che vigila con grande eccitazione su tutte le novelleduemila del mondo e colpisce con voluttà: tatuaggi scopate corna, orrore estetico dei locali notturni verso l’alba, finta trasgressione molto abbronzata.
Il gran circo di Lele Mora e Fabrizio Corona, pieno di canottiere, pettegolezzi, jeans aderenti e tette finte è ora sotto vero processo (e vera galera), è finito sotto il codice penale pur essendo soltanto un’industria cafona che ama la Costa Smeralda e le feste di compleanno in discoteca, le telecamere in faccia quando il fondotinta è ben steso e qualche bacio rubato per finta, tanto per mostrare nuovi e perfetti zigomi.
Non si è più liberi di essere orrendi e malvestiti, insomma.
Correte a controllare i cuscini dei vostri divani, correte a togliervi l’eye liner.

Da il Foglio

saluti