Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: La Pravda.

  1. #1
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    Kramnik parla della guerra fredda ma non solo
    pagina principale / Russia 1/2
    15.03.2007 FONTE: Pravda.ru
    A differenza del suo predecessore Garry Kasparov, l'attuale campione del mondo di scacchi, Vladimir Kramnik, non pare troppo attirato dall'idea di dedicarsi alla politica. "Per occuparsi di politica bisogna farlo a livello professionale. Ognuno deve fare cio' per cui e' portato. Il mio lavoro e' giocare a a scacchi e tempo per altre cose non ne ho - ha riconosciuto l'attuale campione del mondo - Per me e' importante potermi concentrare su una cosa sola".
    Parlando poi dell'attivita' politica del suo predecessore da lui stesso battuto, probabilmente il piu' famoso scacchista nella storia mondiale Garry Kasparov, il quale attualmente esorta a contrapporsi al "regime" di Putin in Russia, Kramnik ha detto: "In qualsiasi societa' c'e' sempre qualche clan di scontenti. Ovviamente Kasparov ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, anche se a mio modo di vedere non lo fa in senza ottenerne un ritorno economico. Ritengo non sia troppo corretto protestare contro il sistema che la maggior parte della gente sostiene, - prosegue Kramnik - in qualche modo cio' significa andare contro gli interessi del proprio popolo. A me personalmente non sembra che l'attuale sistema in Russia sia poi cosi' negativo. Probabilmente non e' a livelli ideali, ma nel suo complesso la situazione per la gente comune e' sensibilmente migliorata, su questo non ci piove".
    Inoltre ad Occidente, secondo Kramnik, la gente non si e' ancora definitivamente sbarazzata della sindrome della "guerra fredda" e continua a guardare alla Russia con un misto di paura e sospetto. Ed e' proprio in quest'ottica, secondo il campione del mondo di scacchi, che si possono spiegare i tentativi da parte dell'opposizione di far passare il presidente russo Vladimir Putin in veste di "usurpatore.

  2. #2
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    "Bisogna anche tener presente che e' praticamente impossibile formare una societa' libera in quattro e quattr'otto - dice Kramnik - Personalmente ritengo che la democrazia sia un termine in molti versi di carattere economico, nel senso che meglio si vive, piu' libera sara' la societa'. Quando la gente non ha i soldi per comprarsi il pane, la liberta' di parola non la preoccupa troppo. Ma dall'altro lato, migliorando la situazione economica, nella Russia attuale e' assai difficile proseguire su questa strada senza un rigido controllo dall'alto", sostiene lo scacchista numero uno nel mondo.
    Secondo Kramnik inoltre, e' necessario muoversi in modo evolutivo, dal momento che di rivoluzioni nella sua storia la Russia ne ha viste gia' a sufficenza."Che Dio ci protegga da nuovi scombussolamenti del genere. Ad una nuova rivoluzione, personalmente preferisco la cosiddetta democrazia anarchica degli anni 90' nel corso della quale si e' assistito a furti grandiosi e al conseguente impoverimento di massa della gente", - ha affermato Kramnik, il quale ha poi aggiunto di "essere estremamente fiero di essere russo e felice di potermi battere per l'onore del mio Paese". 2/2

  3. #3
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    L'arma segreta della Russia 1/2
    15.03.2007 FONTE: Pravda.ru
    Gli alti comandi militari russi hanno ripetutamente dichiarato che la Russia dispone di tutte le possibilita' per rispondere adeguatamente alla comparsa di sistemi missilistici americani in Europa. Ed oltre a disporre di armamenti in grado di colpire qualsiasi obiettivo in qualsiasi parte del mondo, la Russia dispone inoltre di un obiettivo unico al mondo, in grado di rilevare tutto cio' che vola nel cosmo senza alcuna eccezione.
    A proposito dei sistemi missilistici da installare in Europa, tra Washington e la NATO l'opinione e' discordante e, come annunciato dal segretario dell'alleanza militare, Jaap de Hoop Scheffer, nell'immediato futuro e' in programma una discussione di carattere politico tra le due parti. Come fanno notare gli esperti europei, installando sistemi missilistici difensivi in Europa, gli Stati Uniti saranno in grado di difendere il proprio territorio, a differenza di alcune nazioni europee, tra le quali l'Italia, che resteranno scoperte dalla protezione fornita dallo scudo spaziale statunitense.
    Gli alti comandi militari russi da parte loro, hanno ripetutamente dichiarato che la Russia dispone di tutte le possibilita' per rispondere adeguatamente alla comparsa di sistemi missilistici americani in Europa. Ed oltre a disporre di armamenti in grado di colpire qualsiasi obiettivo in qualsiasi parte del mondo, la Russia dispone inoltre di un obiettivo unico al mondo, in grado di osservare tutto cio' che vola nel cosmo senza alcuna eccezione.
    Tra le montagne del Pamir ed il Tadjikistan infatti, si trova un osservatorio denominato "Nurek", la cui costruzione era gia' stata avviata nell'epoca sovietica e che, a seguito di recenti negoziati con la parte tadjika, e' diventato completamente di proprieta' della Federazione Russa.

  4. #4
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    L'arma segreta della Russia
    15.03.2007 FONTE: Pravda.ru
    Il complesso "Nurek" e' situato a duemiladuecento metri al di sopra del livello del mare, e in questa zona le condizioni meteorologiche sono ideali per l'osservazione del cosmo 12 mesi all'anno. La disposizione geografica del complesso permette inoltre di rilevare qualsiasi oggetto volante alzatosi in cielo da qualsiasi poligono del mondo, dal momento che le apparecchiature di cui e' dotato l'osservatorio "Nurek" sono in grado di trasmettere immediatamente tutti i dati relativi all'orbita, classe e persino nazionalita' dell'oggetto volante in questione.
    Chi opera all'interno del "Nurek", si dice sicuro del fatto che gli UFO e gli extratterestri non esistano, altrimenti li avrebbero gia' da tempo localizzati.
    Il complesso d'osservazione "Nurek" viene altrimenti definito "la finestra nel cosmo", dal momento che e' in grado di rilevare sino ad una distanza pari a 40.000 chilometri qualsiasi oggetto dalle dimensioni di una pallina da tennis che si muova nel cosmo. Tra l'altro per le apparecchiature all'interno dell'osservatorio, la cosa piu' importante non sono le dimensioni degli oggetti volanti, bensi' la loro densita' luminosa.

    Non si tratta nemmeno di un telescopio, bensi' di un complesso sistema di lenti, elementi fotografici e di elettronica, tutto di fabbricazione russa. I principi di funzionamento sono basati sul cosiddetto effetto "baleno", cioe' anche il piu' minuscolo oggetto volante nel cosmo viene rilevato automaticamente ed i relativi dati inviati alla centrale computerizzata. Si tratta inoltre di uno dei pochissimi complessi al mondo in grado di rilevare obiettivi su orbite talmente lontane che anche la radiolocalizzazione in questo caso risulta essere impotente.

    Originariamente il complesso, ritenuto da subito supersegreto, venne costruito ad usi esclusivamente militari, ma nonostante il fatto che qui il cielo lo osservino persone con le stellette sulle spalline, il "Nurek" e' altresi' in grado di svolgere mansioni di pace, una delle quali rappresentata dal controllo della diffusione di "spazzatura cosmica" e, in caso di avvicinamento della stessa ad un obiettivo pilotato, l'aereo ricevera' il segnale d'allarme proprio da parte del "Nurek".

    A proposito il vicecomandante Aleksandr Redin ha dichiarato: "Prendiamo ad esempio i cinesi: dopo aver sperimentato i propri missili nucleari, hanno distrutto il proprio obiettivo cosmico e adesso tutte le scorie cosmiche sono in grado di creare pericoli nei confronti degli apparati cosmici operanti, in primo luogo quelli pilotati".

    E anche per cio' che riguarda i programmi internazionali di monitoring cosmico ecologico il "Nurek" rappresenta una garanzia. In poche parole si tratta di un complesso che attualmente non ha analoghi al mondo.

    2/2

  5. #5
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    Secondo i russi ai tempi dell'Unione Sovietica il mondo era piu' tranquillo
    15.03.2007 FONTE: Pravda.ru
    Secondo un recente sondaggio popolare, quasi la meta' dei cittadini russi, piu' precisamente il 47%, ritiene che dal 1960 al 1980, cioe' ai tempi della guerra fredda, il mondo era piu' tranquillo e che la situazione internazionale dell'epoca era assai piu' stabile rispetto a quella attuale.
    Dagli esiti del sondaggio e' inoltre emerso che solamente il 34% degli interpellati e' di parere opposto, ritenendo l'attuale situazione internazionale piu' stabile rispetto a quella dell'epoca della guerra fredda, mentre solamente il 5% dei russi interpellati si e' dichiarato nostalgico dell'inizio degli anni 90', trascorsi sotto la presidenza di Boris Eltsin.
    E' altresi' emerso che gli interpellati di eta' superiore ai 60 anni, continuano per lo piu' ad avere nostalgia dell'epoca sovietica (64% contro il 25% dei sostenitori dell'epoca attuale), mentre la gioventu' e' piu' portata verso i tempi correnti (44% contro 27%).
    In risposta alla domanda relativa alla possibilita' dell'inizio di una nuova guerra fredda, il 48% degli interpellati ha dichiarato di non attendersi uno sviluppo simile dell'attuale situazione, mentre il 40% si e' dichiarato di opinione opposta.
    Nel corso del sondaggio, agli interpellati e' stata inoltre posta la seguente domanda: "Ritenete che negli ultimi tempi i rapporti fra la Russia e l'Occidente siano migliorati o peggiorati?". A favore della prima ipotesi si e' pronunciato il 29%, mentre il 17% si e' espresso a favore della seconda. In quest'ottica, la causa principale del peggioramento dei rapporti fra la Russia e l'Occidente e' rappresentato dagli Stati Uniti (33%), seguito dalla crescita della potenza economica della Russia che ha trasformato il paese in un serio antagonista dell'Occidente (14%).
    Ben il 61% degli interpellati ritiene inoltre che la linea politica estera intrapresa dal presidente Putin sia adeguatamente bilanciata tra Occidente ed Oriente, mentre il 16% ritiene che si tratti di una politica eccessivamente pro-Occidente e solo l'8% sostiene che sia troppo rigida nei confronti dell'Occidente.

  6. #6
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    Fonte: Pravda (ru)

    6 APRILE: DODICI ORE DI FUOCO CONTRO L’IRAN ?

    Lunedì, 19 Marzo 2007 - 00:15 -
    di Carlo Benedetti
    E’ guerra? La Russia lancia l’allarme: gli americani si preparano ad attaccare l’Iran alle 4 del mattino del 6 aprile. Bombarderanno per dodici ore, sino alle 16. L’operazione, in codice, si chiamerà “Bite”, che vuol dire “Morso”. E cioè un “mordi e fuggi” durante il quale la potenza bellica statunitense dovrebbe scaricare sull’Iran le sue bombe e i suoi missili colpendo 20 obiettivi e precisamente quei centri dove si trovano le attrezzature per l’arricchimento dell’uranio e gli istituti di ricerche scientifiche e militari. All’operazione prenderebbero parte squadriglie di B-52 di stanza nella base di Diego Garcia (44 chilometri quadrati, nell’atollo delle Chagos nell’Oceano indiano). A questi aerei – dotati di missili – sarebbe affidato il primo colpo. Seguirebbero poi altre ondate con aerei provenienti da altre basi americane presenti nell’area. In particolare – oltre a quelle del Golfo Persico – anche quelle dell’Afghanistan. Mobilitate, sin da queste ore, anche le navi americane e i sottomarini. E in stato d’allerta si troveranno le truppe statunitensi che in questo momento occupano l’Iraq. A cadere sotto i colpi degli Usa sarebbero quindi quelle strutture iraniane già note agli ispettori dell’Onu. Sarebbe risparmiata, per ovvii motivi di relazioni internazionali, la centrale di Buscher che l’Iran sta realizzando in collaborazione con la Russia.

    Queste, in sintesi, le “notizie” che apprendiamo direttamente da Mosca e precisamente da una redazione solitamente bene informata, quella del settimanale Argumenti nedely (Argomenti della settimana). E’ appunto nella prima pagina di questo periodico che compare oggi il titolo drammatico relativo allo scenario che si annuncia: “L’Iran sarà “morso” alle 4 del 6 aprile”.
    L’autore del servizio – Andrei Uglanov – mostra di possedere notizie di primissima mano. In pratica, direttamente dall’intelligence del Cremlino, dai servizi di sicurezza e dagli ambienti dello Stato maggiore della Russia. Uglanov rende anche noto che la dirigenza russa ha già provveduto ad informare Teheran sottolineando che Mosca non interverrà. “La Russia – nota il giornalista – ha già fatto presente più volte all’Iran di attenersi alle proposte della commissione internazionale sull’energia atomica; e se Teheran non vuole accettare trattative in merito il nostro Paese non può trovarsi coinvolto in un’avventura tragica. La Russia non può partecipare ai giochi antiamericani”.

    Sempre secondo la fonte russa, in conseguenza dell’attacco statunitense il programma nucleare dell’Iran verrà non solo fermato, ma praticamente annullato. E se Teheran vorrà ricominciare dovrà impegnarsi per avere i primi risultati solo tra sette anni.
    Mosca fa comunque presente che dinanzi all’attacco americano si avrà un’immediata risposta iraniana. L’aviazione di Teheran – nota il giornalista russo – ha in dotazione aerei di produzione sovietica che sono in grado di contrattaccare. Ma il paese non ha missili capaci di fermare le incursioni americane. Il pericolo è, quindi, quello di un conflitto lampo che causerà gravissime conseguenze per la popolazione e lascerà il paese piegato soprattutto per l’immediato futuro. I rischi sono tremendi. L’intera area già destabilizzata dalla guerra contro l’Iraq resterà segnata profondamente. Verrà sconvolto non solo l’assetto sociale interno, ma resterà colpito anche il settore energetico.

    Intanto il presidente iraniano Ahmadinejad dichiara che il suo Paese non è intenzionato ad abbandonare le attività nucleari "sensibili". ''La nazione iraniana – dice nel corso di una manifestazione nella provincia di Yazd - controlla il ciclo della combustione nucleare e non tornerà indietro''. Ricorda poi che Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania si sono accordati su nuove sanzioni nei confronti della Repubblica islamica dell'Iran per il suo rifiuto di sospendere le attività legate all'arricchimento dell'uranio. Sanzioni che prevedono il blocco totale delle esportazioni di armi iraniane, l'ampliamento della lista delle personalità e delle organizzazioni i cui averi devono essere congelati visti i legami con le attività nucleari del paese, nonché il blocco dell'assistenza finanziaria nei confronti dell'Iran tranne che per ragioni umanitarie. Ahmadinejad, mette in guardia quindi le grandi potenze dall'approvare ulteriori sanzioni economiche contro Teheran per il suo programma nucleare, minacciando conseguenze non precisate. ''Avete già adottato sanzioni contro di noi e siamo diventati un Paese nucleare, ora provate ad approvare nuove sanzioni economiche, e vedrete quale sarà il prossimo passo''.

    Intanto le potenze che conducono il confronto con la Repubblica islamica hanno già messo a punto le linee generali di una bozza di proposta per una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che preveda nuove sanzioni, dopo che Teheran ha respinto le due precedenti risoluzioni che invitavano a sospendere l'arricchimento dell'uranio. Ma Ahmadinejad ribadisce che l'Iran non intende fare marcia indietro e afferma che lo stesso Consiglio di Sicurezza ''non ha alcuna legittimità tra i popoli del mondo''. ''Volete fermarci dal fare cosa?'', chiede rivolgendosi alle grandi potenze. ''Oggi - aggiunge - la nostra nazione è in possesso del ciclo completo del combustibile nucleare (cioè l'arricchimento dell'uranio) e anche se vi mettete tutti insieme e richiamate dall'inferno i vostri antenati, non sarete in grado di fermarci''. ''Non isolatevi ancora di più - aggiunge Ahmadinejad - provate ad adottare un'altra delle vostre risoluzioni, e vi troverete in guai anche peggiori''. Il presidente iraniano infine lancia un nuovo avvertimento a quanti nel Paese chiedono una linea più prudente: ''Nessuno - dice - ha il diritto di retrocedere anche solo di un centimetro rispetto ai diritti del nostro popolo''. Intanto gli Usa scaldano i motori. E se l’allarme lanciato da Mosca ha una base di verità, vuol dire che si è già all’ora X.

  7. #7
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    La politica estera della Russia ha parecchi riflessi sui Balcani, i quali possono essere discussi in questo forum. Cosa abbia però a che fare la reazione russa ad un attacco americano all'Iran con i Balcani proprio non lo so.
    Ci sono altri forum di politica internazionale per parlare di ciò.

 

 

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