

mi sembra una gran minchiata prendere pari pari l'ideologia del ventennio nel 2007...anche i discorsi del duce per quanto fossero ideati e interpretati alla perfezione oggi susciterebbero più che altro ilarità. il fascismo si evolve, se fascismo lo vogliamo chiamare.
Beh all'epoca ero iscritto al sito storico kommando fascista e quando qualcuno proponeva l'unità dell'area lui diceva che fiamma e forza nuova erano pseudo partituncoli che con il fascismo non avevano nulla a che spartire....
lo sputare in faccia era inteso metaforicamente..![]()


Forse nel 2300 c'è qualche possibilità che ciò accada. Scherzi a parte l'MFL è un movimento piccolo. L'unico suo punto di forza è la coerenza: non ha mai accettato compromessi con nessuno. E' una strada che non porta lontano, d'accordo, però visto che partiti fotocopia pronti a fare compromessi ce n'è già tanti, è bene secondo me che ci sia anche una realtà così, di duri e puri, per quanto marginale, e forse proprio in quanto marginale.


Tipo? Tieni conto che nell'MFL anche i quadri più alti vanno a rotazione, nel senso che c'è un ricambio continuo, legato al fatto che è difficile per molti accettare la linea "purista" e intransigente del segretario Gariglio. Quindi di personaggi ce ne sono stati molti e di ogni risma, ma la maggior parte di essi
alla fine si sono allontanati o sono stati mandati via.


Sì, è esattamente così. All'attuale segretario, quando sente parlare di neo-fascismo, di missini, di area ecc. viene l'orticaria.
L'MFL spinge molto sulla socializzazione e in ambito economico e sull'antiamericanismo e antisionismo in politica estera.
Diciamo che l'eredità di Pisanò rimane una specie di riferimento ideale più che una continuità politica vera e propria: sull'ultimo numero del "Lavoro Fascista" per esempio c'era un articolo di grandissimo interesse di un camerata della Sardegna, che, criticando tutti gli aspetti oscuri della storia missina e neo-fascista e della figura di Almirante, in particolare rispetto al rapporto con gli ebrei, Israele e la massoneria, esprimeva delle riserve anche sullo stesso Pisanò, per certo compromessi e contiguità, comprensibili magari in considerazione del frangente storico, ma di cui è giusto essere coscienti e prendere atto, se hanno un fondamento. Pisanò è stato un grande giornalista e saggista oltre che un combattente della R.S.I., quindi rimane una figura di primo piano del panorama del fascismo nell'Italia postfascista, però l'MFL guarda direttamente al fascismo storico, a Mussolini per riattualizzarlo al di là di ogni mediazione e di ogni riferimento a esperienze successive.
Purtroppo il suo isolamento, in gran parte voluto, rende quest'idea, per quanto sentita, un po' astratta, facendo sì che l'impressione sia quella di una torre d'avorio inespugnabile, dalla cima della quale si accede a una sorta di iperuranio abitato da una piccola élite di ultra-ortodossi, dottrinariamente puri, ma che hanno poca o nessuna influenza sul mondo che c'è sotto, perché anche gi sforzi pur sinceri di agire risultano velleitari e insufficienti, date le dimensioni di tale realtà e la sua marginalità politica.
E' anche vero che gli altri fanno i compromessi e alla fine concludono poco o niente, loro almeno di compromessi non ne fanno neache mezzo, per loro non esistono possibili accordi: se uno è un fascista, che entri nell'MFL, altrimenti resta un avversario. E' una logica opinabile, ma molto coerente.
E' un movimento più per chi ha fede che pragmatismo.