
Originariamente Scritto da
socialista1892
guarda che in magistratura non è cambiato nulla...
da dagospia:
SFIDA ALL’OK CORRAL DI POTENZA TRA MASTELLA E WOODCOCK – NELLO STESSO GIORNO IN CUI IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ORDINA UN’ISPEZIONE MINISTERIALE SUI MAGISTRATI DI POTENZA, IL PM TIRA FUORI L’INCONTRO AL BOLOGNESE TRA LELE MORA E CLEMENTONE…
1 – MORA E IL GIALLO DEL PRANZO CON MASTELLA
Francesco Grignetti per La Stampa
«Scusi, Mora, ma lei, quella volta che vi siete visti al ristorante Bolognese con il ministro Mastella... che vi siete detti?». La domanda di John Henry Woodcock è arrivata improvvisa, con il sorriso sulle labbra, ma perfida. Una mazzata. Non foss’altro perché arrivava dopo una serie di domande che vertevano sulle «talpe» che avrebbero informato il manager dello spettacolo sull’inchiesta. E non è stato un caso che Woodcock tirasse fuori questo nome dopo aver insistito a lungo su chi conosceva in polizia e nei servizi segreti. E quindi. Quella volta che vi siete visti al ristorante Bolognese... Mora ha ondeggiato. «Beh, sì, un incontro c’è stato. Ma del tutto casuale. Era fine novembre, un pranzo a Roma con amici della Rai. C’era Alda D’Eusanio... Altre persone dello spettacolo. Il ministro Mastella, che peraltro conosco, s’è avvicinato e mi ha salutato. E’ stato molto carino. Ma niente, che ci siamo detti. E se tutte le volte che vado al ristorante...».
Colpo di scena. Proprio il giorno in cui campeggia la notizia che il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha ordinato un’ispezione disciplinare sul conto dei magistrati di Potenza, ed è stato fissato per il 20 marzo l’arrivo degli 007 ministeriali, guarda che razza di briscola tira fuori Woodcock. Aveva tra le sue carte segrete un paio di verbali molto precisi. Un diplomatico del Belize, un certo Nunzio «Pupi» D’Angeri, avvocato internazionalista, amico di cantanti e registi, uno che a cena ospita Zucchero come Francis Ford Coppola, aveva raccontato alla polizia quell’incontro di fine novembre nel ristorante preferito dalla politica romana. Lo stesso ristorante, per dire, dove era iniziato l’assedio dei paparazzi a Silvio Sircana.
D’Angeri conosce bene Lele Mora. Non gli è sfuggito nessun particolare. Ha visto arrivare il Guardasigilli con il suo seguito. «Io stavo lì vicino alla scala e ho visto che saliva il signor Mastella. Neanche si sono salutati». Poi, a pranzo finito, si muove Lele Mora. «Ma non ho visto se ha parlato con il ministro. E’ andato su con un libro... C’era una signora che io non conosco, però mi è sembrato di averla vista. Una della televisione».
Et voilà, ecco la sorpresa. A Woodcock ieri non interessava più di tanto parlare dei guai di Simona Ventura (Mora nell’interrogatorio: «Io l’ho sempre tutelata. Ho comprato fotografie per ritirarle dal mercato dall’agenzia di Corona e da altre agenzie») o di Michelle Hunziker («Ma figurarsi, roba così vecchia») o di Cristina Parodi. Oppure ancora sulla questione della prostituzione, di cui a Potenza i giudici sono convinti, e che Mora nega assolutamente: «Non faccio queste cose. Ho sempre lavorato onestamente». No, il cuore dell’interrogatorio a cui Mora si è sottoposto ieri, assistito dall’avvocatessa Nadia Alecci, è platealmente finito sul versante politico. Mastella e il pranzo al Bolognese. «Ma è stato del tutto casuale - ha detto l’indagato - . Io ero andato lì a pranzo con l’Alda... E’ passato Mastella, che conosco, e mi ha salutato. Carinamente».
Già, carinamente. Sguardo ironico di Woodcock. E quando lei è andato al piano di sopra che cosa vi siete detti? «Nego assolutamente di essere andato di sopra. L’incontro è stato al tavolo dove eravamo noi. E’ passato, mi ha salutato, due convenevoli, ed è finito». Non è andato a parlare con il ministro in una saletta riservata? Sottinteso: dei suoi guai giudiziari... Corona e poi Mora erano stati informati da Alberto Gilardino che s’indagava sul loro conto già il 30 ottobre. Da quel momento è tutto un cercare notizie e protezioni. E Vallettopoli non era finita sui giornali. «Mai andato di sopra».
Chissà se li ha convinti. A Potenza ritengono che Mora sia il Grande Vecchio di questo mondo. Pensano che fosse lui, dietro le quinte, il suggeritore di Fabrizio Corona. E ieri, mentre lo interrogavano, la polizia ha perquisito a fondo il suo appartamento e l’ufficio a Milano. Hanno portato via i computer. Cercano sempre, si sa, il famigerato «archivio» di foto compromettenti per i politici. Al termine, Mora era letteralmente esausto. «Peggio di così... Ma sono sereno». Corona? «Un amico». Non si sente un Moggi dello spettacolo? «Non confondiamo il sacro con il profano. Dove lui è il sacro, io il profano». Comunque si dice tranquillo. «Non è cambiato niente. Questo è il mio mondo. Spero di restarci a lavorare come ho sempre fatto».