
Originariamente Scritto da
Indrid Cold
parliamo di qualcos'altro di + interessante, sempre riferito al cinema:
BERLINALE: RIFLETTORI SUL NAZISMO CON IL "JUD SUSS" DI ROEHLER
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(AGI) - Berlino, 17 feb. - Verra' proiettato domani alla Berlinale "Jud Suss - Rise and Fall" del regista tedesco Oskar Roehler, il film che rievoca attraverso la tragica vicenda dell'attore protagonista, l'austriaco Ferdinand Marian, il capitolo piu' infame della cinematografia tedesca. Nel 1939 il ministro nazista della Propaganda, Josef Goebbels, aveva incaricato il regista Veit Harlan di girare un film sulla figura di Jud Suss Oppenheimer, il consulente finanziario ebreo del duca Karl Alexander del Wurttemberg, impiccato un anno dopo la morte del suo protettore davanti alle porte di Stoccarda il 4 febbraio 1738 con l'accusa di alto tradimento, corruzione, appropriazione indebita e stupro di una donna di fede cristiana. Goebbels aveva dovuto ripiegare su Marian dopo che si era visto opporre un rifiuto dai due massimi attori tedeschi, Gustav Grundgens ed Emil Jannings. Nel visionare il film, Goebbels aveva affermato che "il film di Harlan e' geniale, si tratta del film antisemita che sognavamo". Per diffondere tra la popolazione l'odio contro gli ebrei, i nazisti avevano proiettato il film in ogni angolo del Reich, con il risultato che a vederlo erano state fino al 1943 oltre 20 milioni di persone. Nella pellicola in concorso alla Berlinale, Oskar Roehler mostra il modo in cui Ferdinand Marian prende coscienza di come venne manipolato dai nazisti, con il risultato di finire in preda all'alcol, prima di morire tragicamente nell'agosto 1946 in un incidente d'auto, probabilmente un tentativo di suicidio,
dopo che gli Alleati gli avevano imposto il divieto di lavorare come attore. Uno dei capitoli del film riguarda la sua presentazione alla Mostra di Venezia il 5 settembre 1940, a cui era presente anche il ventottenne critico cinematografico
Michelangelo Antonioni, che di "Jud Suss" aveva fatto una recensione entusiastica. Il futuro regista del film "La notte" e di tanti altri capolavori si era espresso all'epoca in questi termini sul '
Corriere Padano': "
Non esitiamo a dire che se questa e' propaganda, ben venga la propaganda", aggiungendo che "il film e' potente, incisivo, efficacissimo, ripreso in maniera impeccabile, fin troppo. Quasi siamo tentati di accusare il film di eccessiva regolarita'". Nella pellicola di Roehler il ruolo di Ferdinand Marian e' impersonato dall'attore austriaco Tobias Moretti, gia' protagonista dei telefilm polizieschi della serie "Il commissario Rex", mentre ad offrire una prestazione assolutamente straordinaria nei panni di Josef Goebbels e' l'attore tedesco Moritz Bleibtreu.
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