Gli Stati Uniti sono “scontenti e delusi” di come il governo italiano ha gestito il rilascio di Daniele Mastrogiacomo. Non ci potevano del resto essere molto dubbi al riguardo. La conferma viene da un funzionario del Dipartimento di Stato, secondo cui Washington è scontenta delle modalità con cui è stato liberato il giornalista Daniele Mastrogiacomo, del fatto che il nostro paese non vuole modificare i caveat e, infine, dell’ipotesi che continua a essere all'ordine del giorno nel confronto interno al centrosinistra - nonostante Massimo D'Alema non ne abbia fatto cenno nel suo intervento di ieri al Consiglio di sicurezza dell'Onu - di invitare i talebani alla conferenza di pace sull’Afghanistan. Sul primo fronte, il diplomatico ha detto che il Dipartimento di Stato Usa è “preoccupato” dal fatto che per liberare l’inviato di Repubblica siano stati rilasciati cinque pericolosi guerriglieri. Per quanto riguarda le regole di ingaggio del contingente italiano in Afghanistan, queste sono state definite “limitanti”, tanto che il trasferimento in aereo di Mastrogiacomo da Lashkar Gah fino a Kabul, non è stato effettuato - secondo quanto rileva il Dipartimento di Stato - con un velivolo messo a disposizione dalle autorità italiane, dato che non è consentito dalle regole di ingaggio, ma con un aereo di Emergency. Dal dipartimento di Stato infine, definiscono “una pessima idea” quella di far partecipare i talebani alla conferenza di pace. Peraltro, l’Italia non ha ancora assolto completamente la promessa fatta alla Nato di inviare nel paese asiatico tre aerei, un C130 e due Predator: finora ha solcato i cieli afgani solo l’aereo da trasporto. I due Predator, invece, si trovano ancora in patria, ufficialmente per essere riconfigurati. Ciò, nonostante siano rientrati dall’Iraq a dicembre; l’accordo per l’invio dei tre apparecchi sia stato siglato al vertice di Riga (28 e 29 novembre 2006) e l’annuncio del loro dispiegamento in Afghanistan sia stato dato dal ministro della Difesa Arturo Parisi durante il vertice Nato di Siviglia (8 e 9 febbraio).
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=330341#330341
Ecco,perfetto,il governo italiano è riuscito nell'impresa: rovinare un rapporto di amicizia pluridecennale con gli Stati Uniti.
Anche il governo Berlusconi,ahimè,ha permesso il pagamento di riscatti: cosa che fa rabbrividire,perchè permette ai terroristi di rifornirsi di armi e di continuare la loro opera.
Tuttavia,questa volta la cosa è ancora più grave: sono stati liberati 5 Talebani che un minuto dopo hanno annunciato di aver già imbracciato le armi contro i soldati della Nato(quindi,anche contro gli stessi italiani).
E soprattutto,la sconcertante proposta di Fassino,sostenuta da gran parte dela maggioranza(ma fortunatamente non tutta: ecco un altro esempio di divisione su un tema così importante): questa proposta indecente,e giustamente giudicata "pessima" dagli Stati Uniti,ha causato una perdità di credibilità dell'Italia inimmaginabile.
Sono sempre più schifato dal peggior governo della Storia repubblicana d'Italia.




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