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Discussione: Repulisti in Turchia

  1. #11
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Infatti il ruolo dell'esercito sarebbe proprio quello di salvaguardare la laicità dello Stato, cosa che avrebbero fatto con l'ipotetico putsch.
    Il problema è che la presunta "laicità" dello stato, altro non è che il paravento dietro il quale si nasconde la proprio volontà di continuare ad esprimere ed esercitare egemonia.
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  2. #12
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Soliti stereotipi antimassonici urca le streghe...Erdogan è il principale alleato usa anti-southstream, e ha creato parecchi casini al P.E. in sede Ue.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  3. #13
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    Soliti stereotipi antimassonici urca le streghe...Erdogan è il principale alleato usa anti-southstream, e ha creato parecchi casini al P.E. in sede Ue.
    Continui a spararle , senza avere la benchè minima contezza sull'argomento.


    BERLUSCONI, PUTIN, ERDOGAN, STRANO (ma efficace) TRIO DELL’ENERGIA
    Written by Fulvio Scaglione Medio Oriente Aug 7, 2009




    Con una firma posta ad Ankara sotto gli occhi dell’osservatore molto speciale Berlusconi, Vladimir Putin per la Russia e Recep Erdogan per la Turchia hanno scritto un pezzo di futuro del continente eurasiatico.
    Di questo nessuno dubita. Molti, invece, si dividono al momento di stabilire quale sarà, questo futuro. E se sarà a lieto fine per l’Europa o per la Russia. La firma tracciata ieri sull’accordo tra Russia e Turchia per la costruzione del gasdotto South Stream, a sua volta generato dall’accordo tra Eni (Italia) e Gazprom (Russia) del 2006, mette in moto un processo gigantesco. Industriale: le condotte andranno dalla città russa di Beregovaja , correndo per 900 chilometri a 2 mila metri di profondità nel Mar Nero, fino a Varna in Bulgaria, per poi dividersi in due rami (uno Nord, via Romania, Ungheria e Slovacchia; l’altro Sud via Bulgaria e Albania fino all’Italia) e distribuire 63 milioni di metri cubi di gas l’anno. E politico: il gasdotto valica frontiere, lega (almeno dal punto di vista energetico) diversi Paesi e ne lascia da parte altri. South Stream è la prima risposta a una brillante iniziativa dell’era Bush: l’oleodotto Btc (Bakù in Azerbaigian, Tbilisi in Georgia, Ceyhan in Turchia), inaugurato nel 2006 da Condoleezza Rice.

    Chi è dentro e chi è fuori, si diceva. Sul tracciato di South Stream non compaiono i Paesi con cui la Russia di Putin ha avuto i maggiori contrasti: Georgia, Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia. Se a questo si aggiunge North Stream, il gasdotto che dalla Russia raggiunge la Germania scavalcando i Paesi baltici, si capisce perché molti ora parlino di vittoria strategica della Russia e dipingano un’Europa sempre più legata ai voleri energetici della Russia.
    C’è, in questo, un po’ di verità e un po’ di forzatura. Il Cremlino mette a segno un ottimo colpo, anche perché alcuni Paesi europei (Bulgaria, Ungheria e Germania) già coinvolti nel progetto Nabucco (il gasdotto finanziato dalla Ue, che a sua volta si propone di scavalcare la Russia) hanno comunque risposto alla chiamata russo-italiana. Ma altrettanto chiaro è che grandi sponsor del South Stream sono state proprio l’Ucraina e la sua disastrata situazione interna. Per il territorio ucraino passa l’80% del gas russo destinato all’Europa, ma due interruzioni del flusso in tre anni hanno fatto tremare il sistema industriale europeo. Il problema dell’Ucraina è semplice e irrisolvibile: dipende dal gas russo ma non ha i soldi per pagarlo, neppure al prezzo di relativo favore stabilito da Mosca. Tanto che la Ue ha appena stanziato 1,7 miliardi di euro di prestiti (che non saranno mai restituiti) all’Ucraina proprio per evitare un’altra crisi nel prossimo inverno.
    D’altra parte, per l’Europa, la realtà è semplice: se per scaldare le case e far marciare le fabbriche hai bisogno del gas, da qualche parte devi pur prenderlo. La Russia è il fornitore più dotato, sicuro e al momento affidabile. Il che non impedisce all’Italia, per esempio, di cercare intese anche con Libia e Algeria, di avviare progetti per la lavorazione del gas liquido o ripensare al nucleare. Nel gioco a scoprire chi davvero ci guadagna, però, quasi tutti trascurano il Paese che porta a casa il piatto più ricco: la Turchia. Con Erdogan è ormai diventata uno snodo decisivo delle politiche energetiche mondiali. E’ nel Btc, nel Nabucco, nel South Stream. E’ decisiva per lo smistamento del petrolio dell’Iraq e del Kurdistan. E dalla Russia ha ottenuto ottime condizioni per la costruzione della prima centrale nucleare e l’acquisto di gas e petrolio. Come nel più classico degli apologhi, tra i due litiganti il terzo gode.

    BERLUSCONI, PUTIN, ERDOGAN, STRANO (ma efficace) TRIO DELL’ENERGIA | Fulvio Scaglione – Giornalista
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  4. #14
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da Bernard Gui Visualizza Messaggio
    Continui a spararle , senza avere la benchè minima contezza sull'argomento.


    BERLUSCONI, PUTIN, ERDOGAN, STRANO (ma efficace) TRIO DELL’ENERGIA
    Written by Fulvio Scaglione Medio Oriente Aug 7, 2009




    Con una firma posta ad Ankara sotto gli occhi dell’osservatore molto speciale Berlusconi, Vladimir Putin per la Russia e Recep Erdogan per la Turchia hanno scritto un pezzo di futuro del continente eurasiatico.
    Di questo nessuno dubita. Molti, invece, si dividono al momento di stabilire quale sarà, questo futuro. E se sarà a lieto fine per l’Europa o per la Russia. La firma tracciata ieri sull’accordo tra Russia e Turchia per la costruzione del gasdotto South Stream, a sua volta generato dall’accordo tra Eni (Italia) e Gazprom (Russia) del 2006, mette in moto un processo gigantesco. Industriale: le condotte andranno dalla città russa di Beregovaja , correndo per 900 chilometri a 2 mila metri di profondità nel Mar Nero, fino a Varna in Bulgaria, per poi dividersi in due rami (uno Nord, via Romania, Ungheria e Slovacchia; l’altro Sud via Bulgaria e Albania fino all’Italia) e distribuire 63 milioni di metri cubi di gas l’anno. E politico: il gasdotto valica frontiere, lega (almeno dal punto di vista energetico) diversi Paesi e ne lascia da parte altri. South Stream è la prima risposta a una brillante iniziativa dell’era Bush: l’oleodotto Btc (Bakù in Azerbaigian, Tbilisi in Georgia, Ceyhan in Turchia), inaugurato nel 2006 da Condoleezza Rice.

    Chi è dentro e chi è fuori, si diceva. Sul tracciato di South Stream non compaiono i Paesi con cui la Russia di Putin ha avuto i maggiori contrasti: Georgia, Ucraina, Repubblica Ceca, Polonia. Se a questo si aggiunge North Stream, il gasdotto che dalla Russia raggiunge la Germania scavalcando i Paesi baltici, si capisce perché molti ora parlino di vittoria strategica della Russia e dipingano un’Europa sempre più legata ai voleri energetici della Russia.
    C’è, in questo, un po’ di verità e un po’ di forzatura. Il Cremlino mette a segno un ottimo colpo, anche perché alcuni Paesi europei (Bulgaria, Ungheria e Germania) già coinvolti nel progetto Nabucco (il gasdotto finanziato dalla Ue, che a sua volta si propone di scavalcare la Russia) hanno comunque risposto alla chiamata russo-italiana. Ma altrettanto chiaro è che grandi sponsor del South Stream sono state proprio l’Ucraina e la sua disastrata situazione interna. Per il territorio ucraino passa l’80% del gas russo destinato all’Europa, ma due interruzioni del flusso in tre anni hanno fatto tremare il sistema industriale europeo. Il problema dell’Ucraina è semplice e irrisolvibile: dipende dal gas russo ma non ha i soldi per pagarlo, neppure al prezzo di relativo favore stabilito da Mosca. Tanto che la Ue ha appena stanziato 1,7 miliardi di euro di prestiti (che non saranno mai restituiti) all’Ucraina proprio per evitare un’altra crisi nel prossimo inverno.
    D’altra parte, per l’Europa, la realtà è semplice: se per scaldare le case e far marciare le fabbriche hai bisogno del gas, da qualche parte devi pur prenderlo. La Russia è il fornitore più dotato, sicuro e al momento affidabile. Il che non impedisce all’Italia, per esempio, di cercare intese anche con Libia e Algeria, di avviare progetti per la lavorazione del gas liquido o ripensare al nucleare. Nel gioco a scoprire chi davvero ci guadagna, però, quasi tutti trascurano il Paese che porta a casa il piatto più ricco: la Turchia. Con Erdogan è ormai diventata uno snodo decisivo delle politiche energetiche mondiali. E’ nel Btc, nel Nabucco, nel South Stream. E’ decisiva per lo smistamento del petrolio dell’Iraq e del Kurdistan. E dalla Russia ha ottenuto ottime condizioni per la costruzione della prima centrale nucleare e l’acquisto di gas e petrolio. Come nel più classico degli apologhi, tra i due litiganti il terzo gode.

    BERLUSCONI, PUTIN, ERDOGAN, STRANO (ma efficace) TRIO DELL’ENERGIA | Fulvio Scaglione – Giornalista
    Ottimo, grazie per la segnalazione, avevo notizie errate.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  5. #15
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    Ottimo, grazie per la segnalazione, avevo notizie errate.
    Tranquillo. Scusami invece per l'irruenza di prima.
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  6. #16
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da Bernard Gui Visualizza Messaggio
    Turchia, 40 arrestati per presunto golpe

    ANKARA - "Più di 40 persone" sono state arrestate oggi in Turchia nell'ambito dell'inchiesta avviata per individuare i responsabili del presunto complotto teso a rovesciare il governo di Ankara. Lo ha annunciato a Madrid il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan.

    "Le nostre forze di sicurezza hanno avviato oggi un'operazione di arresti. Finora più di quaranta persone sono state fermate", ha dichiarato Erdogan durante una conferenza stampa a Madrid, dove è in visita ufficiale. I circa 40 arrestati di oggi, per la maggior parte alto gradi militari in pensione, andranno molto probabilmente ad aggiungersi alle oltre 200 persone tuttora sotto processo perché ritenute appartenenti alla presunta organizzazione eversiva Ergenekon ed accusate di voler rovesciare il governo turco guidato dal filoislamico Partito Giustizia e Sviluppo del premier Tayyp Erdogan.

    Tutti gli imputati sono chiamati a rispondere di circa 30 accuse fra cui le tre più gravi sono: organizzazione di gruppo terroristico, incitamento alla rivolta e tentativo di rovesciare il governo Erdogan. Tra gli accusati, decine dei quali sono detenuti, figurano ex generali, uomini politici nazionalisti, simpatizzanti di estrema destra, personaggi dello spettacolo, scrittori, giornalisti e mafiosi locali. Laici e nazionalisti, però, ritengono che il processo contro il presunto gruppo Ergenekon non sia altro che un espediente dell'Akp per liberarsi degli oppositori più strenui.

    Turchia, 40 arrestati per presunto golpe - Mondo - ANSA.it
    Mi pare molto il modo in con cui Erdogan vuole liberarsi della concorrenza esterna.Non l'ho capita la sua politica progressista,filoislamica ed europeista.bah.

  7. #17
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Post Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    fare un colpo di Stato per instaurare cosa?
    Secondo te perchè?
    per instaurare un regime "nazionalista" laico e occidentalista , più prono agli interessi USA.
    Ormai le grandi democrazie mondiali quali Brasile , Turchia , India etc stanno lasciandosi dietro di sè i tradizionali rapporti di sudditanza che avevano con gli USA per abbracciare un più pragmatico sistema di relazioni multipolari.
    Ne parla chiaramente su Taki Magazine Pat Buchanan commentando un articolo sul fenomeno , apparso sul Financial Times.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  8. #18
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Erdogan si è messo con Berlusconi e Putin per entrare in Europa: siccome i vari Sarkozy e Merkel l'hanno respinto assieme ai suoi sponsors (anglo-americani) allora ha deciso di accordarsi con Putin per eliminare la rivalità tra Stream e Nabucco: Nabucco - come ha ammesso Erdogan, è la chiave per entrare in Europa piaccia o no.

    Insomma non vuole fare un torto a Obama ma a limite all'Europa che si imbarca la Turchia: fa i suoi interessi.

    Poi l'attrito con Israele è con il governo Netanyah, Erdogan ha dichiarato che con Olmert (Kadima, filo-americani) sarebbe stato diverso e Olmert da Israele conferma di avere fiducia nella mediazione della Turchia.

    Comunque una notizia fresca fresca dal cammmerata Erdogan:

    Turchia-Ue/ Erdogan: con immigrati già integrati in forma ufficiosa
    Premier: in Europa 5 milioni di turchi, no ad assimilazione


    Roma, 22 feb. (Apcom) - "Ci sono cinque milioni di cittadini turchi in Europa: siamo già integrati nell'Ue in forma ufficiosa": lo afferma il premier turco Recep Tayyip Erdogan, intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais, accusando Germania e Francia di "voler cambiare le regole del gioco a metà partita" per impedire che Ankara possa fare il proprio ingresso nell'Unione.

    "Ho parlato con (il presidente francese Nicolas) Sarkozy e (il Cancelliere tedesco Angela) Merkel molte volte, a lungo, e abbiamo le stesse opinioni su molte questioni; ma quando ci diamo le spalle, le cose cambiano": ovvero, "dicono una cosa e al momento della verità ne fanno un'altra", prosegue Erdogan.

    "La Turchia si è presentata all'Europa nel 1959: sono passati 51 anni, non è mai stato imposto ad alcun Paese quel che ci viene chiesto adesso. Questo ha delle ripercussioni sulla politica interna turca, la società turca e il mondo islamico sono di questa opinione: 'per favore, non sforzatevi, perché non accetteranno la Turchia nell'Ue, che è un club cristiano'", continua il premier turco, che tuttavia afferma di "non perdere la speranza": "Possiamo contribuire molto all'Ue, e l'Ue può darci tanto: la Turchia è l'unico Paese in grado di fare da ponte con il mondo islamico".

    Erdogan tuttavia conclude con un avvertimento: "Non abbiamo alcun problema a negoziare un'integrazione, ma ne avremo se cercheranno di imporci un'assimilazione culturale".
    Turchia-Ue/ Erdogan: con immigrati già integrati in forma ufficiosa - Esteri - Virgilio Notizie

    Erdogan non perde occasione per rompere le scatole all'Europa, condanna Parigi perché non ubbidisce a Washington, condanna Bruxelles perché ha fatto entrare Cipro Sud e non Cipro Nord (sic), più nemico dell'Europa di così, ben venga chi vuole estromettere l'Akp e tenere Ankara fuori dall'Ue.


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 22-02-10 alle 22:30

  9. #19
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Una cosa estremamente interessante è il modo in cui questi presunti golpisti volevano agire.
    Una serie di attentati contro luoghi di culto e personaggi pubblici, che avessero una grande eco all'estero in modo da fare apparire la Turchia un paese allo sbando. Si parla pure di stragi nelle moschee modello-Iraq.

    Tutto questo dovrebbe farci capire bene cosa sia realmente il terrorismo islamico, Al Qaeda, e simili.
    Passata la buriana facciamo i conti

  10. #20
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    Predefinito Rif: Repulisti in Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Una cosa estremamente interessante è il modo in cui questi presunti golpisti volevano agire.
    Una serie di attentati contro luoghi di culto e personaggi pubblici, che avessero una grande eco all'estero in modo da fare apparire la Turchia un paese allo sbando. Si parla pure di stragi nelle moschee modello-Iraq.

    Tutto questo dovrebbe farci capire bene cosa sia realmente il terrorismo islamico, Al Qaeda, e simili.
    Ergenekon non c'entra nulla con al-Qaeda, è un gruppo nazionalista tipo la P2, composto da nazionalisti dell'estrema destra turca molti dei quali pare in contatti con Dugin e simpatizzanti dell'eurasiatismo...inoltre ostili a Israele per il fatto dell'appoggio sionista al Kurdistan.

    carlomartello

 

 
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