L'ultimo libro di Giorgio Bocca stupisce già dal titolo del primo capitolo:"I fascisti al governo". Non ha mezze misure, va subito al sodo, vi fa capire come la pensa in una sola riga.
Vi prepara ad un'analisi sferzante della nostra Italia dove prevalgono gli ominicchi che tanto indignavano anche Leonardo Sciascia.
Da ex partigiano che quando combatteva i nazisti si sentiva invincibile complice la giovane età, ora deve assistere, registrare, che gli sforzi della sua generazione sono andati perduti.
Il mondo è cambiato, la lotta di classe ha fallito, ci eravamo illusi che gli operai potessero con le loro rivendicazioni fare da traino a tutta la società ma il liberismo ha aggirato il problema, ha eliminato gli operai come professione, li ha illusi che fossero forza di governo. Intanto crollava il Muro di Berlino, la svolta destrorsa in tutta Europa e negli USA hanno fatto il resto.
L'aggravante in Italia è la nostra indolenza, il nostro Stato mai veramente unito, la dittatura dolce mediatica del Sultano ha plasmato le nostre menti e non siamo riusciti a ribellarci, a cambiare canale, a spegnere la TV. I sondaggi governano e guidano le nostre scelte, ci fanno sentire bene e parte di una maggioranza obbediente.
Vi è una citazione da un libro di Fausto Bertinotti dove durante un colloquio con un dirigente del partito comunista cinese questo gli dice:"Ma perché se voi di sinistra in Italia siete così intelligenti le elezioni le vince Berlusconi?" Già, perché? Forse perché la sinistra italiana non esiste più.
Dopo tanto pessimismo Bocca ha un'unica speranza, com'è ovvio ricordando le forze fresche che anche lui possedeva, nei giovani, nel neonato Popolo Viola, in migliaia di persone che in tutta Italia pensano che ancora sia possibile un Italia migliore.
Libro assolutamente da leggere, Bocca scrive benissimo nonostante gli argomenti affrontati non siano certo facili, uno degli ultimi intellettuali rimasti in Italia e non servo del Sultano.
Concludo con l'ultima di copertina.
"Tornerà il fascismo? Tranquilli, un po' è già tornato. La formazione in atto del nuovo regime la capisci dall'astio, dalla voglia di diffamazione, dal desiderio incontenibile di mettere a tacere chi si oppone al nuovo ordine. Nel rinnovato ma eterno fascismo c'è anche il disprezzo per la ragione pacata sostituita dalla ragione di chi urla più forte, la cagnara che imperversa ogni sera nei dibattiti televisivi dove i sostenitori del sultano si piazzano nelle prime file e su istruzioni dei capibastone del padrone urlano come cagnacci rabbiosi, impediscono agli altri di parlare."
Annus horribilis - Rubicondo




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