Soli e in cerca di una casa
Aumentano i single che sono 176.079
La famiglia tradizionale scoppia, il bisogna raddoppia
EMANUELA MINUCCI
«Dico? Coppie di fatto? Non fatemi ridere per favore: il vero problema di oggi sono i divorzi di fatto. Negli Anni Sessanta abitavano in cinque in una casa. Oggi una coppia su tre scoppia, e raddoppia la fame di alloggi: che mancano come l’aria».
Mentre il Parlamento e il Consiglio comunale si gingillano con Dico e registri delle coppie di fatto, ieri l’assessore all’Edilizia pubblica Roberto Tricarico ha messo il dito su una piaga ben più preoccupante: quella dell’emergenza casa, aggravata dall’aumento del costo della vita e della povertà.
Il giorno prima, lo stesso grido di dolore era arrivato ai piani alti della politica romana: assessori e sindaci delle città metropolitane riuniti al tavolo del ministro della Solidarietà sociale Ferrero e delle Infrastrutture Di Pietro, per chiedere più fondi e avanzare la richiesta che Prodi aggiunga un punto al suo dodecalogo: quello di utilizzare per la casa parte dei dieci miliardi spuntati dalla trimestrale di cassa.
Che non sia una richiesta oziosa lo si deduce da cifre più che eloquenti. Sono i numeri diffusi ieri da Tricarico incrociando dati immobiliari e anagrafici. Il tutto per arrivare a una diagnosi: la polverizzazione dei nuclei famigliari fa capire che non c’è tempo da perdere.
Divorziati&single
I separati in casa sono un numero ben inferiore a quello di chi decide di abbandonare il coniuge anche quando c’è un figlio in comune. E così, a Torino, nell’ultimo anno sono aumentati del 2 per cento i nuclei «mono-genitoriali»: madri o (più di rado) padri con prole da accudire che in città hanno toccato quota 38.736. Aumentano anche i single, dell’1,3 per cento: sono 176.079 pari all’intera popolazione di Parma. Un dato che si deve anche all’aumento delle persone vedove. E le famiglie «regolari»? Anche le coppie con figli sono diminuite, passando da 102.693 a 101.006.
Caro alloggio
L’altro dato allarmante è quello emerso da un test su 6200 alloggi individuati attraverso le 10 agenzie immobiliari più importanti della città. «Chi già faceva uno sforzo per pagare l’affitto - ha detto Tricarico - lo deve raddoppiare e il 40% del reddito se ne va nella locazione. Le case sono poco meno di mezzo milione, il 66% di tipo economico. Ma il dato più allarmante è che il canone minimo ormai, a Torino, per una casa di media pezzatura è di 400 euro al mese ». Si trova in quartieri come Borgata Parella. Mentre in centro, per lo stesso tipo di alloggio si possono arrivare a sborsare 1000 euro.
Più traslochi
Il 10% dei torinesi ha cambiato indirizzo nell’ultimo anno, pur restando nel 70% dei casi nello stesso quartiere. Abita nella casa di proprietà il 58% della popolazione (contro l’80% degli italiani). Gli immigrati residenti toccano quota 9,4% (84.838). La comunità più consistente è quella romena, con 25.688 presenze pari al 30,2%, che vive soprattutto nelle circoscrizioni 3 e 5. Porta Palazzo mantiene il primato degli stranieri (15% del totale). E concludiamo con altre tre notizie: ci sono 150 alloggi vuoti delle Ferrovie (dei quali è stato chiesto l’elenco), si riduce il numero degli sfratti (-6,2%), ma aumenta la percentuale di quelli per morosità (78%) sul totale delle richieste.
lastampa


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