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  1. #1
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    Predefinito Disoccupazione in picchiata.

    ROMA - Il tasso di disoccupazione è sceso nel 2006 al 6,8% dal 7,7% del 2005. Lo comunica l'Istat precisando che si tratta del dato più basso dal 1993, da quando cioè esistono dati confrontabili.

    RECORD - Il tasso di disoccupazione destagionalizzato è sceso al 6,5% nel quarto trimestre, con un calo di 0,2 punti percentuali rispetto al terzo trimestre dell'anno, quando si era collocato al 6,7% (rivisto da 6,8%). Il tasso di disoccupazione segna nel quarto trimestre e nell'intero 2006 il nuovo minimo storico dall'inizio delle serie statistiche. Il tasso grezzo si è collocato sempre nel quarto trimestre al 6,9%, con un calo di 1,1 punti percentuali sul quarto trimestre 2005, quando il tasso si era attestato all'8%.

    MEZZOGIORNO - La riduzione ha riguardato soprattutto il Mezzogiorno dove, spiegano all'Istituto di statistica, ha interessato sia gli uomini sia, in misura più ampia, le donne. Per gli stranieri il tasso di disoccupazione si attesta all'8,6% (5,4% per gli uomini e 15,4% per le donne). Nel quarto trimestre 2006 il tasso registrato dall'Istat è stato pari al 6,9% contro l'8% del quarto trimestre 2005. Il tasso è sceso al sud dal 14,2% degli ultimi tre mesi del 2005 al 12,2% degli ultimi tre mesi 2006. Nonostante il calo, sottolineano ancora all'Istat, il tasso rimane due volte e mezzo più elevato rispetto al centro-nord.



    Sarebbe interessante vedere il tasso di occupazione.. quanti di questi disoccupati lavorano, quanti hanno smesso di cercare?

  2. #2
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    LAVORO: ISTAT; DAMIANO, PRIMI EFFETTI MISURE GOVERNO

    (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il ministro del Lavoro, Cesare

    Damiano, definisce "buonissimi" i dati sull'occupazione

    comunicati oggi dall'Istat. "Cominciano a manifestarsi gli

    effetti - sottolinea a margine di un convegno sulle pari

    opportunità - delle misure varate dal governo con la

    Finanziaria".

    Damiano spiega che "da una parte il Paese cresce, dall'altra

    la nostra battaglia contro il lavoro nero sta portando i primi

    risultati di stabilizzazione del lavoro. La Finanziaria

    continuerà a portare anche nei prossimi mesi effetti benefici"

    sul fronte della stabilizzazione dell'occupazione.

    Quanto ai dati in particolare, secondo i quali c'é

    contemporaneamente un calo della disoccupazione e un aumento del

    tasso di attività, Damiano tiene a precisare che "occorre

    leggere con cautela i dati relativi alla disoccupazione. Non

    voglio ignorare - spiega - che le nuove contabilità considerano

    i rapporti di lavoro anche quando sono saltuari e quindi può

    accadere che nell'arco di un anno una persona venga contata più

    volte. Questo si è verificato soprattutto negli anni passati".

    Damiano definisce invece "molto positivo" il dato sul tasso di

    attività che indica una tendenza.(ANSA).
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da ossoduro Visualizza Messaggio
    LAVORO: ISTAT; DAMIANO, PRIMI EFFETTI MISURE GOVERNO


    stai scherzando vero???

    non lo sai che è tutto merito delle "tre i" del nano???

  4. #4
    Democrazia e Laicità
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    Citazione Originariamente Scritto da Lego Visualizza Messaggio
    stai scherzando vero???

    non lo sai che è tutto merito delle "tre i" del nano???
    IGNORANZA, INETTITUDINE E ISLAMOFOBIA?

  5. #5
    Bart Colleoni
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    in questo caso sulla Biagi che posizione assumete?Giusto per curiosità,non per negare la spinta positiva della cosa,però sicuramente resta un problema nonostante l'occupazione la precarietà...a favore o contro?

  6. #6
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    Predefinito Prodi Boooom

    Disoccupazione ai minimi dal '93 Damiano: effetto Finanziaria

    Istat: 425mila posti di lavoro in più




    Crescita dell’occupazione in Italia nel 2006. A dirlo i dati Istat che mostrano la fotografia lavorativa di un’Italia in cui il tasso di disoccupazione è ai minimi storici dal 1993, soprattutto grazie agli stranieri. Anche se permangono forti differenze fra nord e sud e il lavoro resta soprattutto a tempo determinato.

    Ma andiamo con ordine. Nella media, dicono i dati dell’Istat, l'occupazione è aumentata dell'1,9%. In termini di “numeri” si tratta di 425mila persone occupate in più rispetto al 2005. Risultato: il tasso di disoccupazione è sceso al 6,8 % rispetto al 7,7% del 2005 (nel 2000 era al 10,1%). E, sottolinea l’istituto statistico, sono aumentati soprattutto i lavoratori stranieri: 178 mila (+99.000 uomini e +80.000 donne) su 425mila.

    Il tasso di occupazione, calcolato sulla fascia d'età 15-64 anni, si è attestato quindi al 58,4%, nove decimi di punto in più rispetto al 2005. Una crescita che però continua ad essere prevalentemente a tempo determinato: il 46% dei posti di lavoro in più sono infatti a termine e solo il 28% sono a tempo indeterminato. Anche se l'occupazione dipendente è aumentata, rispetto al 2005, del 2,3 per cento (+381.000 unità) e quella indipendente dello 0,7 per cento (+44.000 unità). Cresce inoltre anche l’occupazione part time, con una componente fortemente femminile: 5,4% in più rispetto al 2005 (+157 mila unità). E l’Istat sottolinea in generale che il lavoro al femminile è molto aumentato nel 2006.

    Disparità rimangono però fra nord e sud Italia. A livello territoriale, sono ancora il nord e il centro Italia a guidare la crescita dell’occupazione. Nelle regioni settentrionali del paese, rispetto al 2005, l’occupazione è cresciuta del 2% (+226 mila unità di cui 113 mila stranieri), al centro è del 2,1% al centro (+94 mila unità di cui 43 mila stranieri). Al sud, invece, l’occupazione cresce solo dell'1,6% con 105 mila lavoratori in più rispetto ai 12 mesi precedenti di cui 21 mila stranieri. Ma non solo. A differenza di quanto avviene nel nord e nel centro del Belpaese, a sud è aumentato nell'anno il tasso di inattività (ndr. la percentuali di persone che non lavorano nella fascia di età dai 15 ai 64 anni): +0,4% (arrivando al 46,8%), a fronte del calo del Nord (-0,7% al 31,1%) e del Centro (-0,8% al 34%).

    Al di là dei risultati positivi registrati lo scorso anno a livello nazionale per occupazione e disoccupazione, l'Istat sottolinea quindi anche il ripresentarsi di fenomeni di rinuncia alla ricerca di occupazione, registrati soprattutto nelle regioni meridionali.

    Passando ai settori che hanno visto aumentare i lavoratori, l’Istat evidenzia che l'agricoltura ha segnalato una crescita del 3,6%, pari a 34.000 unità in più in confronto al 2005. Mentre il numero di occupati dell'industria in senso stretto è rimasto stabile in confronto a un anno prima a sintesi della moderata flessione dei dipendenti e della crescita degli indipendenti. Influenzato dal calo del lavoro autonomo, intervenuto tra la primavera e l'estate, il settore delle costruzioni ha registrato nella media del 2006 una riduzione degli occupati dello 0,6 per cento (-12.000 unità).

    Anche l'occupazione del terziario ha manifestato una crescita molto sostenuta e pari al 2,8 per cento (+405.000 unità) a sintesi di uno sviluppo accentuato delle posizioni lavorative dipendenti (+3,3%, pari a +350.000 unità) e di un aumento contenuto di quelle autonome (+1,4%, pari a +55.000 unità).

    Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, definisce questi dati «buonissimi» anche se invita alla cautela. «Cominciano a manifestarsi gli effetti delle misure varate dal governo con la Finanziaria – spiega il ministro - Da una parte il Paese cresce, dall'altra la nostra battaglia contro il lavoro nero sta portando i primi risultati di stabilizzazione del lavoro. La Finanziaria continuerà a portare anche nei prossimi mesi effetti benefici». Damiano tiene a precisare comunque che «occorre leggere con cautela i dati relativi alla disoccupazione. Non voglio ignorare - spiega - che le nuove contabilità considerano i rapporti di lavoro anche quando sono saltuari e quindi può accadere che nell'arco di un anno una persona venga contata più volte. Questo si è verificato soprattutto negli anni passati».

  7. #7
    Bart Colleoni
    Ospite

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    quindi....???pare che la maggior parte siano lavoratori italiani e stranieri mantenuti nel precariato....adesso un lavoro precario è meglio di non lavorare?non cè più nessuna differenza tra destra liberale e sinistra liberale?non si parlava della modifica della legge biagi una volta?

  8. #8
    vae victis
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    Ma quelli che per commentare il calo della disoccupazione scirvono "Prodi boom"..si vergognano un pochino?
    1)Il calo avviene da 10 anni grazie alle leggi "precarizzanti" Treu-Biagi che avete criticato fino alla campagna elettorale.
    2)Il conteggio è stato fatto dall'Istat,che fino alla campagna elettorale faceva dei conteggi "del cazzo" perchè chi lavorava 3 mesi veniva considerato come NON disoccupato.

    Senza pudore.

  9. #9
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da laico Visualizza Messaggio


    Sarebbe interessante vedere il tasso di occupazione.. quanti di questi disoccupati lavorano, quanti hanno smesso di cercare?
    I dati sull'occupazione sono più importanti.
    Guarda un pò:

  10. #10
    Bananas
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    C'è da considerare anche la regolarizzazione dei lavoratori in nero (specialmente nell'edilizia), frutto dell'inasprimento dei controlli da parte degli uffici del lavoro.

 

 
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