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  1. #1
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    Predefinito Scusate ma non si può fare nulla per il prof. Moffa?

    dovremmo darci da fare, insieme.

  2. #2
    Dio e Po***o
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    Citazione Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
    dovremmo darci da fare, insieme.
    proponi sono con Te!

  3. #3
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    vediamo se si riesce a preparare un manifesto da far sottoscrivere a tutti quelli che hanno a cuore la libertà di espressione e di ricerca. Una manifestazione a favore della libertà di ricerca storica sarebbe auspicabile

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
    vediamo se si riesce a preparare un manifesto da far sottoscrivere a tutti quelli che hanno a cuore la libertà di espressione e di ricerca. Una manifestazione a favore della libertà di ricerca storica sarebbe auspicabile
    ottimo ..
    dove fare la manifestazione con tema : ARTICOLO 21 COSTITUZIONE ITALIANA ?

  5. #5
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    Moffa è comunista.

  6. #6
    Dio e Po***o
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    Moffa è comunista.
    Moffa e' un prof universitario ...questo e' cio' che conta..
    si sta battendo per la liberta' di ricerca storica!
    cosa che deve stare a cuore ad ogni cittadino italiano!

  7. #7
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    basta che non cada nelle solite proposte che poi vanno a vuoto.
    Se ci impegnamo io ci sono.

  8. #8
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    Se è comunista meglio ancora.


    13 Maggio 2007


    Al Rettore dell'Università di Teramo, prof. Prof. Mauro Mattioli,
    al Preside della Facoltà di Scienze Politiche, prof. Adolfo Pepe,
    Al Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica, dr. Fabio Mussi
    alle redazioni de: "Il Corriere della Sera", "La Stampa", "La Repubblica", "L'Unità", "Il Manifesto", "Il Riformista", "Il Foglio", "Libero", "Il Giornale", "Liberazione", "Europa", "L'Avvenire", "Il Messaggero", "Il Secolo XIX", "Il Sole - 24 ore", Agenzia di stampa "ANSA"

    "Libertà va cercando che è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta"
    Dante Alighieri, Purgatorio, canto I, vv.71-72.

    Eccola, la preannunciata e "temibile" lista degli "storici" contro la lezione che il prof. Paul Faurisson svolgerà il 18 maggio prossimo a Teramo. Una lista di nomi speditami da Brunello Mantelli, docente a Torino, che già ci provò a sobillare il mondo accademico nel gennaio scorso, al primo attacco del Pezzana, il gestore del centro di diffamazione permanente che svolge azione di terrorismo psicologico contro giornalisti, professori e intellettuali italiani che deviano dal suo pensiero ossessivo di pasdaran dell'Olocausto. Mantelli non provi a smentire il fatto, perché è assolutamente vero. Il master Enrico Mattei è sotto osservazione banditesca ben prima di adesso, e anche ben prima del gennaio scorso: fin dal suo inizio, prima edizione, 16 novembre 2005, quando un tal Emanuele Ottolenghi si produsse in un clamoroso falso niente meno che sul web inglese di un tal Institute for Jewish History. Tutte cose provate, come documentato riga per riga, citazione per citazione, nel sito www.mastermatteimedioriente.it. La menzogna reiterata per affossare la ricerca della verità e la libertà di insegnamento.
    Quanto alla lista costituisce nei fatti la reazione emotiva, dogmatica, pericolosa per le libertà civili in Italia e in Europa ad una iniziativa didattica del tutto legittima, ai sensi della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Primo, i docenti universitari sono solo 43, una minoranza infima della ben più ampia comunità degli storici e intellettuali italiani. Secondo, i sottoscrittori sono quasi tutti ebrei, e questa cosa va detta, senza mascherarsi dietro ipocrisie presuntamente antirazziste o simili, per contestualizzarne il significato: si tratta di persone emotivamente coinvolte, o che antepongono gli interessi della propria comunità etnico-religiosa di appartenenza a quelli supremi della libertà di pensiero e di ricerca storica, come Finkelstein insegna. Terzo, il testo dell'appello è come una Bolla papale: impone una verità storica acquisita una volta per sempre, il che costituisce la negazione del mestiere di storico, che è continua revisione. Secondo Mantelli infatti "in atto da più di mezzo secolo un dibattito vivacissimo (!! Ne sanno qualcosa Irving, un anno, e Zuendel, 5 anni di galera!!), che ovviamente parte però da un indiscutibile dato di fatto: ... il numero delle vittime ammonta a cinque - sei milioni. Questo è incontrovertibile, sul resto ci si sforza di arrivare progressivamente più vicini alla verità, come è dovere di ogni studioso degno di questo nome".
    Cifra stabilita una volta per sempre? Ma quando mai, se la lastra commemorativa all'ingresso di Auschwitz ha subito il defalcamento della cifra iniziale di 4 milioni di vittime a un milione e mezzo! Quando mai, se la questione delle cifre è notoriamente complessa in ogni conflitto dell'età contemporanea, dalla Jugoslavia all'Iraq al Darfur!!! In realtà la Bolla di Mantelli pretende di imporre alla comunità degli storici la visione religiosa degli stermini di Ebrei nella II guerra mondiale - non è un caso che parli di Olocausto e di Shoah, senza virgolettare - e non una verità storica scientificamente e laicamente accertata.
    Infine, l'appello viene trasmesso dal Mantelli con alcuni nomi sottolineati, simbolo evidente del suo ultimo significato e valore: i nomi, in particolare, di due o tre "testimoni" del cosiddetto Olocausto e quello, indubbiamente autorevole dal punto di vista politico-mediatico, del presidente della Comunità Ebraica italiana Renzo Gattegna.
    Ma i testimoni sono fonte attendibile solo in parte, solo se comprovati da altre fonti, solo se vagliati con attenzione, come insegna la corretta revisione storiografica delle "fonti orali" come presunta "storia dei vinti" di voga negli anni Sessanta, in campo non solo contemporaneistico e africanistico, e come ogni storico serio e persona di buon senso sa: la testimonianza del nazista Hoss al processo di Norimberga non ha in sé alcun valore, è il corrispettivo storiografico delle deposizioni dei "pentiti di mafia" di casa nostra. Il caso Limentani, l'anziano ebreo che accusò un politico italiano di essere figlio del suo picchiatore in gioventù (ma il padre di quel politico aveva all'epoca 13 anni! Un errore clamoroso), la dice lunga sulla validità di certe dichiarazioni frutto di emotività eccessiva. Perché del resto, mute fino agli anni Settanta, queste testimonianze si sono moltiplicate negli ultimi due decenni, parallelamente allo sviluppo della "industria dell'Olocausto", e alla crescita esponenziale del potere di condizionamento di Israele in tutti i paesi del mondo?
    Infine, il nome del Presidente dell'UCEI Renzo Gattegna: la sua evidenziazione in grassetto, è il vero ultimo significato della Bolla Mantelli: un documento non culturale, ma eminentemente politico, non laico, ma finto laico, pronto ad attaccare ad ogni piè sospinto Pio XII, ma prono all'integralismo ebraico. Renzo Gattegna, il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche, già uscito sostanzialmente sconfitto dalla sua sortita del 21 aprile scorso, ripresa da pochissimi giornali, nella quale accusava falsamente il convegno la storia imbavagliata di essere un convegno "negazionista", sta evidentemente mobilitando le sue truppe. Ma non ci sarà alcuna guerra. Semplicemente si terrà il 18 maggio prossima una normale lezione di un ex professore universitario della Sorbona, Paul Faurisson, perseguitato dal 1981 con processi a catena, e ancor più sotto pressione dopo l'approvazione dell'infame legge liberticida voluta dal socialista ebreo Fabius e promossa dal "comunista" Gayssot, con i quali il sottoscritto - come già detto in altra occasione - non vuole avere nulla a che fare nonostante la propria collocazione politica di sinistra.
    Due ultime annotazioni riguardano la radiografia effettiva del master Enrico Mattei in Medio Oriente, e la contestualizzaizone di questo grave attacco alla libertà di insegnamento e di libertà d'opinione in Italia ad opera della Comunità ebraica italiana del suo appello. Sul primo punto, ecco alcuni dei nomi che hanno partecipato al master Enrico Mattei in medio Oriente, incuranti degli attacchi ripetuti al corso di studi: i giornalisti Morrione, Ferdinando Pellegrini, Al Qaryouti, Irace, Massimo Fini, Ugo Traballi; i giuristi Sinagra, Bargiacchi, Ainis, Manetti, Siclari, Rosati di Monteprandone, gli avvocati Mellini e Barletta Caldarera, il sociologo Melotti; storici e politologi come Cardini, D'Orsi, Dan Segre, Losurdo, Aliboni, Strika, Marzano, Bagnato, Aruffo, islamisti come Bono, Barbero e Scarcia, operatori in Medio Oriente come Fabio Alberti, l'antropologa Gallini, gli ambasciatori Scialoja e Napoletano, l'archeologo di fama internazionale Paolo Matthiae etc etc. Sono stati invitati inoltre, Sarfatti, Pezzetti, Gattegna e l'ambasciatore israeliano. Come è possibile sostenere, se non pregiudizialmente e faziosamente, che questo master non garantisce un'offerta formativa pluralista (i docenti sono di tutte le tendenze) e valida?
    Quanto alla contestualizzazione dell'attacco, è duplice: nel microcosmo dell'Ateneo di Teramo, esso investe una serie di colleghi che si nascondono dietro un inesistente "Collegio consultivo", inventato da Pepe per dare veste formale ad una classica azione di mobbing, che nasce soprattutto dall'invidia di chi registra con suo dispiacere il successo incredibile del master Mattei in Medio Oriente. Colleghi che hanno provato con i loro master e sono andati a buca. O colleghi proni al "vertice" quale che sia, sempre e comunque: come quel cattolico, sembra collaboratore di cardinali, che si è fatto eleggere a carica istituzionale omaggiando il cubo, i triangoli e gli esagrammi simboli dell'Ateneo di Teramo. Vergogna! Quanto a Pepe,dopo aver fatto tutto di nascosto, ieri mi fa al telefono, con voce imbarazzata: "come stai Claudio?" . Ma come stai tu, Pepe! Come stai tu che già ti inchinasti due anni fa di fronte ai soliti "poteri forti" in un convegno sul contributo degli ebrei - secondo breve cronaca giornalistica - alla storia del socialismo, entrando in contatto allora con uno dei recenti denigratori del master! Come stai tu, che sei presidente di una Fondazione intitolata al grande Di Vittorio, che si starà rivoltando nella tomba a vedere come tratti la memoria di Luciano Lama, il segretario della CGIL contestato negli anni Settanta perché avrebbe agito non come sindacalista, ma come statista, e che nonostante questo, finì non presidente del Senato ma sindaco di Amelia, forse perché aveva osato rimproverare nel 1982 gli ebrei italiani, dicendo loro: "ebrei, uscite dal ghetto!".
    Assassino della memoria della CGIL. L'appello di Lama vale ancora oggi, nei confronti dei firmatari della bolla Mantelli-Gattegna!
    Ma queste sono beghe accademiche, anche se non secondarie visto che una recente sentenza del tribunale di Teramo ha espresso "allarme e preoccupazione" per lo stato della legalità e dell'autonomia dei docenti nell'Ateneo abruzzese.
    L'altra contestualizzazione è ben più importante: il mio nome è mediaticamente ben poco rispetto alla nomea di ministri e politici, ma non esito egualmente a dire che la battaglia di libertà culturale stiamo portando avanti, assieme a decine e decine di giuristi, avvocati, docenti universitari, gente "di popolo" di tutti gli orientamenti, è il corrispettivo di quella politica di Berlusconi, assaltato dal kapo' Shultz all'inizio del suo mandato di governo, di Bertinotti oltraggiato in Israele, e di D'Alema sotto costante attacco da parte degli ebrei italiani; sarebbe dunque, per i politici (così come per i giornalisti liberi), un errore formidabile non capire la partita che si sta giocando, e usare la cavia Teramo sperando di placare la belva liberticida, per guadagnare qualcosa in altro campo.
    Non lo dico per mia autodifesa, ma per fredda analisi della realtà. Il problema di fondo è in effetti lo stesso: è la violenza che minaccia tutti, vera (gli assalti ai ragazzi con la kefiah i cui cortei transitano a Roma per Piazza Venezia) minacciata (Agnoletti, la sede di Rifondazione, la presentazione di un libro nella sede della Provincia di Roma) psicologico-mediatica (le telefonate alle radio private o a Prima pagina, gli email minacciosi) della Comunità ebraica italiana e dei suoi sostenitori acritici nei confronti di chiunque, nel suo campo professionale, non accetti il diktat di una verità e di una opinione precostituite. Una violenza esplicita che si accompagna a ricatti e pressioni nelle carriere di ciascuno, come io so per certo, e come credo sappiano bene alcuni "autorevoli" colleghi di Teramo.
    Molti hanno paura di questo "potere forte" nell'Italia democratica del III millennio: il vero fascismo della nostra epoca, di fronte a cui il più cretino e violento dei naziskin è nulla. Anch'io ho qualche paura, visti peraltro i segnali di possibili minacce di morte che ho ricevuto negli ultimi anni, l'ultimo qualche giorno fa. Ma prima di aver paura sono serenamente furibondo. Non ci sto. Non accetto che 290 firme possano valere più di 250 firme, o anche di una sola firma pro-lezione di Faurisson, per il semplice motivo che nessuna maggioranza può imporre il bavaglio alla libertà di pensiero a nessun individuo.
    Non accetto che venga leso il mio diritto di docente universitario e di libero intellettuale garantito dalla Costituzione. Non accetto che un messaggio accademico contro le leggi liberticide che infangano l'Europa delle libertà borghesi e socialiste, venga obnubilato da una gazzarra indecente attorno ad un tranquillo ed educato signore francese, di cui tutti sparlano ma nessuno - a cominciare dai sottoscrittori della Bolla Mantelli - sa verosimilmente un tubo.
    Potranno a questo punto essere ritirate per paura tutte le 250 firme dall'appello pro-lezione di Faurisson pubblicato sul sito mastermatteimedioriente.it. .Mi aspetto di tutto. Comunque. per conto mio, la lezione di Faurisson, si svolgerà: fossi anche io l'unico "studente" presente in aula a sentire il professore francese dire la sua verità sugli stermini nazisti di ebrei nella II guerra mondiale.
    Claudio Moffa

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    Moffa è comunista.
    E quindi, se dici la verità, ne ha molto più merito ! (come uno che riesce a saltare in alto due metri ... barvo, con tutte e due le gambe. Se per di più di una è zoppo, bravissimo davvero).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    Moffa è comunista.

    era provocatorio...

 

 
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