..che porcellona!
L'ho sempre detto, che quelle con la faccia da suora sono le più perverse!!..
http://digilander.libero.it/le.facci...ttivo/1576.gif
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..che porcellona!
L'ho sempre detto, che quelle con la faccia da suora sono le più perverse!!..
http://digilander.libero.it/le.facci...ttivo/1576.gif
Quello che mi colpisce...è che ci sia bisogno del cilicio per stare male...possibile che la Binetti ne abbia bisogno..?
Il dolore ci cade addosso nella vita come l'acqua in un giorno di pioggia..e mi sa che l'anormalità della Binetti non è mettersi il cilicio..ma non vivere dei sani dolori naturali e non richiesti..:eek:
O segnor, per cortesia,
manname la malsania.
A me la freve quartana,
la contina e la terzana,
la doppia cotidiana
co la granne etropesia.
A me venga mal de denti,
mal de capo e mal de ventre,
a lo stomaco dolor pognenti,
e’n canna la squinanzia.
Mal degli occhi e doglia de fianco
e l’apostema dal canto manco;
tiseco me ionga en alco
e d’onne tempo la fernosia.
Aia’l fecato rescaldato,
la milza grossa,el ventre enfiato,
lo polmone sia piagato
con gran tossa e parlasia.
A me venga le fistelle
Con migliaia de carvoncigli,
e li granchi siano quilli
che tutto repien ne sia.
A me venga la podagra,
mal de ciglio sì m’aggrava;
la disenteria sia piaga
e le morroite a me se dia.
A me venga el mal de l’asmo,
iongasece quel del pasmo,
como al can me venga el rasmo
ed en bocca la grancìa.
A me lo morbo caduco
de cadere en acqua e’n fuoco,
e ià mai non trovi luoco
che io affritto non ce sia.
A me venga cechetate ,
mutezza e sordetate,
la miseria e povertate,
e d’onne tempo en trapparia.
Tanto sia el fetor fetente,
che non sia null’om vivente
che non fugga da me dolente,
posto’n tanta ipocondria.
En terrebele fossato,
ca Ringuerci è nomenato,
loco sia abandonato
da onne bona compagnia.
Gelo,granden,tempestate,
fulgur,troni,oscuritate,
e non sia nulla avversitate
che me non aia en sua bailia.
Le demonia enfernali
sì ne sian dato a ministrali,
che m’essercitin li mali
c’aio guadagnati a mia follia.
Enfin del mondo a la finita
sì me duri questa vitra,
e poi,a la scivirita,
dura morte me se dia.
Aleggome en sepoltura
un ventre de lupo en voratura,
e l’arliquie en cacatura
en espineta e rogaria.
Li miracul’ po’ la morte:
chi ce viene aia le scorte
e le vessazione forte
con terrebel fantasia.
Onn’om che m’ode mentovare
sì se deia stupefare
e co la croce signare,
che rio scuntro no i sia en via.
Signor mio,non è vendetta
Tutta la pena c’ho ditta:
chè me creasti en tua diletta
e io t’ho morto a villania.
Filosofia ad oggi ancora di moda negli ambienti cattointegralisti...
Non so se ti stia riferendo a me. Io non ho nessun vantaggio ad attaccare in modo selettivo questo o quello. Semplicemente come schifo gli islamici che si tagliano col coltello, così schifo i cristiani che si strappano lembi di pelle. La cosa, per chi ha un minimo di onestà intellettuale, dovrebbe essere ovvia.
Non farmi ridere usando la parola superiorità dato che mi riporti alla mente le palle che vi siete bevuti sulla superiorità al governo, i risultati infatti si sono visti in pochi mesi, ti cito solo l'indulto per farti un esempio e tralasciamo il resto per ora...
Un pò di chiarezza..
Hai inserito delle immagini fuorvianti, visto che questi "sciiti" sembrano festeggiare, mentre l'uso del cicilio per i cattolici è altra cosa.
E' una mortificazione corporale, che già nella Bibbia, Gioele I, 13, viene citata "Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell'altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, poichè priva di offerta e libazione è la casa del vostro Dio".
La mortificazione corporale ha un uso esclusivamente ascetico. Deve provocare un certo fastidio e un pò di dolore, altrimenti perderebbe il suo significato.
C'è da chiedersi, però: "Ma in una società che fà dell'esaltazione della libertà personale, del faccio come cavolo voglio, del vivere secondo quello che penso, ecc.... perchè kingzorc va a vedere e commentare ciò che una signora fa nella sua camera da letto?
Ora potremo chiedere a lui, e a tutti voi che l'avete seguito in questo fantastico tribunale del popolo, di dirci quante volte vi masturbate durante la settimana, ricordandovi di dire il vostro nome e cognome reale.
La mortificazione corporale, inoltre, non è praticata dai numerari e basta. Molti cattolici comuni, ordini di suore e frati lo usano.
Lo usavano dottori della Chiesa e Santi, come Santa Caterina da Siena, San Tommaso Moro, Paolo VI.
La mortificazione corporale è una privazione, un sacrificio per innalzarsi asceticamente e condividere la passione di Gesù sulla Croce.
Personalmente, ritengo molto più faticoso rifiutare una pizza mentre tutti gli altri la stanno mangiando, che indossare il cilicio. C'è chi lo fa per dieta, c'è chi lo fa per la spiritualità. C'è chi preferirebbe utilizzare il cilicio, che andare in palestra, dove per un'ora ci si uccide di esercizi...c'è chi lo fa per la linea..
Basti pensare agli interventi chirurgici per rifarsi il seno, le labbra...non provocano dolore? Molto più del cilicio. Eppure quelli van bene?
Vanno bene i piercing in ogni zona? Fanno molto più male del cilicio...ma vanno bene?
Ripeto, la cosa più bizzarra è che sono proprio i fautori della libertà in senso laicista e incontrollato che accusano, da inquisitori di quarta serie, delle persone, che in camera loro, fanno quel che vogliono.
Se ognuno si facesse i cilici suoi....
"
Ma infatti di mortificazioni ce ne sono parecchie durante la giornata. Tu vai nei siti di amnesty, li guardi e poi li chiudi. Ma che bravo! Sei rimasto scosso dalle immagini....che cuore d'oro.....perchè non parti e vai lì? Quella è una mortificazione: vivere in mezzo a quella gente ed aiutarla. Parlarne da seduto su una sedia è ridicolo.....
Vedere voi che non riuscite a fare un ragionamento tanto semplice, per me è una mortificazione perchè sono costretto a parlare con gente con limitazioni evidenti.
Il termine "mortificazione" viene dalle parole latine mortem facere, che significano "produrre la morte". Una persona che è mortificata ha realizzato una sorta di morte in sé stessa a quegli ostacoli che la separano da Dio, e quindi dalla vera felicità. Questi ostacoli includono l'orgoglio, l'eccessiva importanza attribuita a sé stessi o alle alle proprie idee; la pigrizia, la tendenza a fare il minimo; la sensualità, l'eccessivo attaccamento ai piaceri fisici, siano essi il cibo, il bere o il sesso. La mortificazione è il processo con il quale si "mettono a morte" questi appetiti e desideri inferiori cosicché l'uomo purificato possa vivere.
Molto vicini al loro Salvatore nel tempo e nell'esperienza, i primi cristiani praticavano molti sacrifici e mortificazioni volontarie, e le penitenze che facevano per i peccati erano straordinarie. I cilici risalgono alla Chiesa antica ed erano indossati sia dai sacerdoti che dai laici. I santi Geremia, Atanasio e Giovanni Damasceno testimoniano il suo uso. I primi monaci ed eremiti nel deserto, dal terzo secolo in avanti, praticavano severe austerità; essi avranno una profonda influenza sullo sviluppo spirituale della Chiesa.
Ma la mortificazione corporale non è limitata ai cristiani. La maggior parte delle religioni attraverso i secoli ha riconosciuto la necessità di sacrifici efficaci, anche sanguinosi, per placare il divino. A volte questi sacrifici erano profondamente immorali - vedi l'offerta che gli Aztechi facevano del cuore delle loro vittime umane ai loro idoli. Altri riguardavano grandi digiuni, come il Ramadan nel mondo musulmano; oppure elaborati riti di purificazione insieme al sacrificio di certi animali, come hanno fatto gli ebrei per secoli prima del 70 d.C. Ci sono anche molti passaggi nelle Scritture che parlano di indossare il sacco e cospargersi di cenere per ottenere favori e il perdono dei peccati. Il messaggio delle varie pratiche è il medesimo: ciò che vale in questa vita non si ottiene senza sacrificio e sofferenza.
Quando parlava di sacrificio al mondo pagano, Paolo affrontava la stessa incredulità a cui assistiamo oggi. Le sue parole sono cariche di ironia, rafforzate dalla sua stessa sofferenza: "Dov'è il sapiente? dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? .....Ma noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini." (1 Cor 1,20-25)
Forse questa grande intuizione paolina spiega perché molte delle elite di oggi non possono - o non vogliono - capire il vero valore della penitenza. O perché così tanti nei media fanno della mortificazione il materiale per storie volgari, quando dovrebbe in realtà essere compiuta nel silenzio, per amore di Dio e del prossimo.
Umanamente è inspiegabile che una persona possa essere profondamente gioiosa nel mezzo della sofferenza. Tuttavia i più grandi santi - che soffrirono il massimo per Cristo - sono anche stati fra le figure più gioiose della storia. La sofferenza offerta generosamente per Dio e il prossimo libera una persona dalle sue miserie. Testimoni raccontarono che molti dei primi cristiani cantavano veramente quando erano condotti a morte nell'arena. Quella fu la gioia che ha forgiato l'Europa.