Un episodio ha riacceso la fiducia di Sebastiano Messina nella grandezza della chiesa alla vigilia di questa benedetta nota dei vescovi sui Dico. E l’episodio è questo.
Sembra che un chierichetto, salito sul pulpito durante una messa alla Madonna di Pietraquaria di Avezzano, abbia detto al secondo chierichetto:
“Ti amo”;
di fronte a che il sacerdote avrebbe commentato:
“Non c’è nulla di straordinario a dire ‘ti amo’ a una persona dello stesso sesso. Dio infatti è amore”.
E grazie al cielo, ha ragionato Messina, perché non credo che quello stesso sacerdote avrebbe detto così se avesse prima consultato la Binetti, o Ruini, o addirittura il Papa, su come la pensano sui Dico.
E questa volta conveniamo con lui. E’ possibile.
E’ possibile che quel sacerdote avrebbe usato parole diverse.
Di più, è probabile.
Però restiamo fermi ai Dico.
Non potrà Messina non convenire con noi su una faccenda scontata:
“Ti amo”, avrebbe detto il primo chierichetto all’altro.
Questo la stampa quantomeno ha scritto: “Ti amo”, “Ti amo”, soltanto “Ti amo”. “Ti amo”, ok?
Mica: “Ti amo, poi t’inculo e poi ti sposo”.
saluti




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