Blair:"Cattura marinai fatto grave"
"Atto ingiustificato di Teheran"
Il premier britannico Tony Blair ha espresso grande preoccupazione per la vicenda dei 15 marinai arrestati due giorni fa nel Golfo Persico da motovedette iraniane e condotti a Teheran. "E' una situazione molto grave", ha sottolineato a Berlino, dove si trova per il cinquantenario dei Trattati di Roma. Il primo ministro ha ribadito che i militari, catturati nello Shatt al Arab, erano in acque territoriali irachene.
Intanto l'ambasciatore della Gran Bretagna a Teheran, Geoffrey Adams, ha chiesto di incontrare i 15 marinai. Lo ha riferito una fonte diplomatica aggiungendo che Adams ha domandato anche la loro liberazione immediata. "L'ambasciatore è rientrato a Teheran e ha incontrato questa mattina alcuni responsabili del ministero degli Esteri iraniano - ha raccontato un diplomatico britannico - Ha chiesto informazioni sul luogo di detenzione dei quindici marinai britannici e di poterli incontrarli e ha anche chiesto la loro liberazione immediata". "I responsabili del ministero iraniano degli Esteri hanno promesso di esaminare questa richiesta". Le discussioni continuano", ha detto precisando che "i responsabili iraniani non hanno dato indicazioni su dove si trovino i quindici marinai", ha proseguito il diplomatico.
Mottaki: possibile incriminazione dei britannici
"I britannici sono accusati di essere entrati nelle nostre acque illegalmente e stiamo esaminando le conseguenze illegali di questa vicenda". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Manucher Mottaki a New York precisando che Teheran sta considerando l'eventualità di incriminare i 15 britannici catturati. Mottaki ha espresso alla collega britannica Margareth Beckett, in una telefonata, preoccupazione per l'accaduto.
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