un botta e risposta tra una cristiana giudaizzante e Maurizio Blondet:
Caro direttore,
ho scoperto da poco il suo sito, più precisamente da quando sono tornata da un soggiorno in Israele/Cisgiordania durato un anno, in qualità di attivista per i diritti umani.
La mia esperienza con i palestinesi, con la loro dignità sistematicamente violata, è stata illuminante, ma lo è stata anche la mia scoperta dell’ebraismo.
Vede, io sottoscrivo pienamente le sue lucide analisi sulla politica criminale dello Stato di Israele (una politica che, tuttavia, non definirei “nazista”; nazisti, semmai, sono molti, troppi israeliani presi individualmente).
Il razzismo, il senso di superiorità (soprattutto nei confronti degli “arabi” e dei cristiani) è sconvolgente.
Spesso sono tornata a casa, ospite di un rabbino filo-palestinese, in lacrime, scioccata nel profondo dalle pesantissime affermazioni anti-cristiane pronunciate da labbra apparentemente”pie”.
Ma so che quello non è ebraismo.
Nell’ebraismo non c’è spazio per il senso di superiorià, per il razzismo, per l’oppressione.
Nell’ebraismo l’umiltà è un valore di straordinaria importanza (inutile dire che tale valore viene da sempre calpestato da ebrei e non).
Per l’ebraismo non è necessario essere ebrei al fine di entrare “nella grazia di Dio”: siamo tutti creature di Dio, alle quali dare il nostro rispetto e amore.
All'inizio non riuscivo a spiegare la mia forte attrazione verso l’ebraismo, ma adesso sono qui, ad un passo dalla conversione ufficiale.
Una conversione in seno all’ebraismo Reform.
Sarò presto ebrea, un’ebrea con forti legami con il cristianesimo, con la figura di Gesù (vedi Martin Buber su Gesù), un’ebrea profondamente anti-sionista, perché convinta che il peggiore amico di Israele, inteso come religione, sia il presunto “Stato ebraico” aggressivo e violento.
Gli ebrei non hanno bisogno di uno Stato: l’idolatria è anti-ebraica.
Perché questa email?
Al di là del fatto che mi crederà una pazza o un’apostata, vorrei sottolineare il fatto che, come lei certamente saprà, anche meglio di me, l’ebraismo di cui lei parla è un ebraismo non condiviso da molti ebrei e da un numero inferiore (purtroppo) di israeliani.
Ciò che lo Stato di Israele fa è una bestemmia all’ebraismo.
Ciò che dicono i seguaci di Lubavitch non viene nemmeno preso in considerazioni, anzi osteggiato, da ebrei laici, Reform, Conservative, e da buona parte degli stessi ortodossi.
La ringrazio per l’attenzione che ha prestato leggendo questa mia email.
Cordialmente.
Tamar
RISPOSTA
Sono sgomento.
La sua lettera mostra le più incredibili capacità umane di perdere l’anima.
Oltretutto, lei passa all’ebraismo “riformato”, che è un calco del cristianesimo “riformato”, protestante, un’invenzione moderna.
Pregherò per lei, e invito i lettori a pregare per “Tamar”.
Maurizio Blondet




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