L'Uefa ricorre: "Più duri con l'Inter"
Tolleranza zero contro la violenza: considerate troppo blande le pene di Valencia
ANTONIO BARILLA'
Tolleranza zero. Uno slogan trito e ritrito? Non ditelo a Michel Platini. La violenza da stadio, in Italia e altrove, continua a lanciare messaggi sinistri. Valencia-Inter è stata una miccia. Una delle tante. Forse, la più plateale. Ma neppure altrove si scherza. Le partite europee di sabato hanno fornito inquietanti conferme: a Praga, prima di Repubblica Ceca-Germania, decine di hooligans tedeschi hanno messo a ferro e fuoco il centro della città; a Oslo, Norvegia-Bosnia Erzegovina è stata sospesa per circa 40’ causa lancio di fumogeni da parte dei tifosi ospiti; a Kaunas, in occasione di Lituania-Francia, è stato esposto uno striscione gigante, a sfondo razzista, contro i giocatori di colore della Nazionale di Domenech (nel dettaglio: un disegno dell’Africa «tricolore» con su scritto, in francese, «Bienvenue en Europe»).
Platini non ci sta. L’ha ribadito anche ieri, dopo la riunione del comitato esecutivo. In qualità di presidente dell’Uefa, aveva già indirizzato una lettera alle sedici società promosse agli ottavi di finale di Champions League. Ne scriverà un’altra ai presidenti delle 53 Federazioni affiliate. Più che un appello, un ultimatum: «Contro la violenza bisogna fare di più. Fermo restando che, per vincere la nostra battaglia, sarà essenziale il contributo dei governi. Da soli non ce la faremo mai. Nel frattempo, però, muoviamoci. Tutti insieme».
Fare di più. Ecco la parola d’ordine. L’esempio viene dall’Uefa che, tramite l’avvocato Leuba di Losanna, ha deciso di fare ricorso contro... se stessa. Contro, cioè, le sentenze della Commissione disciplinare relative al caso Valencia-Inter. L’appello sarà discusso domani, a Nyon. Scenderanno in campo anche le società coinvolte. L’Uefa considera «troppo blandi» i verdetti di primo grado: 7 mesi a Navarro, 6 turni a Burdisso e Maicon, 4 a Marchena, 3 a Cordoba, 2 a Cruz.
Insomma: alla guerra come alla guerra. Per il resto, c’è tempo. Formula di Champions compresa. Nel suo cartello elettorale, Platini aveva promesso che avrebbe tolto una squadra - da quattro a tre - alle grandi potenze. Secondo i tedeschi del settimanale «Kicker» avrebbe già fatto, o starebbe per fare, marcia indietro. Fonte, il presidente del Bayern, Rummenigge. Calma e sangue freddo. Le eventuali modifiche non entrerebbero in vigore prima della stagione 2009-2010. Dal 1° giugno, in compenso, entrerà in azione David Taylor, scozzese, nominato ieri nuovo segretario generale dell’Uefa, ruolo attualmente ricoperto dall’italiano Infantino e che fino al 26 gennaio era stato dello svedese Olsson, dimissionario. Il 28 maggio, congresso straordinario. Per discutere e votare la revisione, parziale ma significativa, dello statuto: aumento dei membri dell’esecutivo, creazione di un «Consiglio strategico» aperto, per la prima volta, a Leghe e club. L’aveva detto, Platini: farò il presidente, non l’assistente.





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