
Originariamente Scritto da
danny78
CORRENTE MARGHERITA
Risultati elezioni 2006: 10,7% (Senato)
Divisioni correntizie
Attualmente, in occasione del II congresso federale, che deciderà il gruppo dirigente addetto a traghettare il partito nel nuovo Pd, questi sono i gruppi interni al partito che si sono delineati:
Gruppi principali: Popolari, Rutelliani e Prodiani.
Gruppi secondari: Diniani e Teodem.
Area "Popolare"
E' la componente popolare e cattolica democratica di DL-La Margherita, riorganizzatasi nel settembre 2006, che s'incardina nell'Associazione "I Popolari" (vedi), erede del disciolto Ppi. I padri nobili sono Franco Marini (considerato il vero "nume tutelare" del gruppo), presidente del Senato, e Pierluigi Castagnetti
All'interno della componente cattolico-popolare trovano spazio le seguenti tendenze:
Demitiani, radicati soprattutto in Campania;
Franceschiniani, molto forti nel centro-nord. Un tempo vicini ai "rutelliani", attualmente esprimono una linea autonoma che non risparmia critiche alla gestione del partito portata avanti da Rutelli. Nel corso dell'ultima stagione congressuale hanno raccolto il 25% degli iscritti[citazione necessaria].
Lettiani, molto vicini agli "ulivisti". Si attestano intorno al 14%[citazione necessaria].
Fioroniani, considerati come i più vicini a Franco Marini. Contano sul 22% degli iscritti
Area "Democratico-riformista" o "Neo-dem"
Sempre secondo i dati diffusi dalla stampa nazionale, negli ultimi congressi provinciali tale intendenza si è attestata intorno al 30% e ha espresso quattro coordinatori regionali
Di essa, fanno parte:
Rutelliani: E' la tendenza vicina a Francesco Rutelli, di orientamento riformista. A tale tendenza fanno riferimento personalità quali il ministro Paolo Gentiloni o il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci.I "rutelliani" fanno riferimento a quattro filoni culturali: un'area "blairiana" e "socialdemocratica" (Antonio Polito, Tiziano Treu, Linda Lanzillotta, Enrico Manca, Giusi La Ganga); un'area "ambientalista" (Ermete Realacci); un'area "liberal-progressista" (Paolo Gentiloni); un'area "cristiano-sociale" (Luigi Zanda, Riccardo Villari). I rutelliani sono attestati tra il 25% ed il 27% degli iscritti
Diniani: Tale corrente è la più a destra all'interno del partito (soprattutto perché molto diffidente nei confronti di PRC e PdCI), è guidata dall'ex-Presidente del Consiglio Lamberto Dini e raccoglie gli elementi di orientamento prevalentamente liberal-democratico provenienti da Rinnovamento Italiano (Conta il 3% degli iscritti)
Area "Ulivista"
Tra gli "Ulivisti-DL" si collocano esponenti vicini ai DS, nonché numerosi politici di matrice o di simpatie socialista. Alla corrente ulivista appartengono anche il presidente dell'Assemblea Federale Willer Bordon, l'ex ministri Enzo Bianco. In vista di un grande Ulivo europeo, i seguaci di Prodi mostrano però interesse nei confronti della proposta dei DS di collocare il futuro "Partito Democratico" nel Partito del Socialismo Europeo (la principale famiglia riformista europea), almeno in un primo tempo in vista della futura unificazione con gli altri movimenti progressisti d'Europa
Gli "Ulivisti-DL", pur mantenendo il gruppo strutturato come una corrente unitaria si dividono in due tendenze:
Parisiani: sono i seguaci di Arturo Parisi;
Bordoniani: si tratta della tendenza incardinata nell'associazione politico-culturale "LiberalItalia" e riunita attorno a Willer Bordon
Area "Teo-dem"
Italia futura o Teo-dem: Si tratta di un gruppo di cattolici tra i quali Paola Binetti, ex presidente del Comitato "Scienza e Vita", Luigi Bobba, ex presidente delle ACLI, Emanuela Baio Dossi. Pur trattandosi sostanzialmente di ex-andreottiani ed ex-forlaniani (lo stesso capo-corrente Enzo Carra fu braccio destro di Arnaldo Forlani), i "teodem" -per la maggior parte- non sono immediatamente riconducibili alla tradizione degli ex-PPI (pur avendo militato nella DC).
La componente dispone solo di tre deputati (Enzo Carra, Dorina Bianchi e Marco Calgaro), quattro senatori (Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela Baio Dossi e Luigi Lusi) e un europarlamentare (Patrizia Toia), ma non è radicata nè a livello locale, nè provinciale, nè regionale.