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ho fatto un casino...
ho ripetuto per tre volte lo stesso messaggio...
scusate la mia imperizia...


articolo fantastico


Davvero un bell'articolo ne condivido in pieno il contenuto e le conclusioni. alla fine rompere con la logica dell'indebitamento, almeno per quanto riguarda quello privato, significa rompere logica del consumo e tornare ad uno stile di vita più sobrio, sempre che sia possibile in questa società malata di consumismo.


ah!!!
volevo aggiungere questo, da parte di uno dei collaboratori del mio blog:
Andrea G. wrote:
Vi faccio un piccolo esempio pratico (fatto a dei tassi molto concorrenziali rispetto alla media del mercato).
Si acquista un’autovettura nuova del valore di € 20.500,00 finanziando l’intero importo.
Scegliendo di pagare poco mensilmente, si opta per una mini(?) rata da € 220,00 mensili per 24 mensilità (TAN 5,95%TAEG 6,53%).
Allo scadere della ventiquattresima mensilità ci si trova di fronte a due splendide opzioni:
1) pagare per contanti l’ammontare residuo di € 18.449,00;
2) optare per l’ipotesi della c.d. maxirata dilazionabile in 48 mensilità da € 435,50.
Ovviamente al momento di decidere se acquistare o meno la vettura ci si fa invogliare dall’idea che per i primi due anni si pagherà una rata “sostenibile”; poi si pensa: tra due anni magari la mia capacità di reddito è aumentata e sarò in grado di sostenere anche il nuovo importo. Inoltre il tasso è così conveniente.
Ma non si tiene conto che:
• il tasso esposto è il famoso TAN (tasso annuo nominale, mentre quello che veramente conta, quello che fa male, è il TAEG (tasso annuo effettivo globale). Ossia anche quando pubblicizzano il tasso zero, se il TAEG non è zero un qualcosa (a volte molto grande) si va sempre a pagare;
• tra due anni, ossia al momento di rifinanziare la maxirata residua, il valore dell’autovettura, qualsivoglia autovettura, è sicuramente inferiore al residuo da pagare (nel caso esposto € 18.449,00). Dunque ci si trova in mano un bene che vale meno di quanto ancora si deve restituire alla finanziaria, alla banca. Anche qualora si decidesse di rivendere la vettura, si dovrebbe sempre metter mano al portafoglio e dare il saldo a chi ci ha fatto il prestito.
Sapete quanto guadagna così il rivenditore? € 1.100,00. Senza contare il guadagno di chi emette il prestito"


...e anche questo:
Andrea G. wrote:
Qualche dato:
-secondo l’Assofin (l’associazione che riunisce le principali società del settore), nel 2006 l’ammontare di questo tipo di finanziamenti è stato di 53 miliardi, con una crescita del 12 per cento rispetto al 2005;
-l’ufficio studi della Banca d’Italia, rileva che il credito al consumo con durata superiore ai cinque anni aumenta addirittura del 31,6 per cento e pesa sui conti delle famiglie per oltre 20 miliardi di euro;
- secondo l'Istat dell’Istat il 14,4 per cento delle famiglie italiane ha, almeno una volta all’anno, difficoltà a pagare le rate dei prestiti.


...o quest'altro:
Andrea G. wrote:
Un servizio sul penultimo numero di Panorama ha lanciato l'allarme: "I sociologi la chiamano «crisi da sovraindebitamento», l’Adiconsum parla di emergenza sociale. Perché a rischiare il fallimento per il peso delle rate sono anche i ceti medi"
Semplificando per sovraindebitate si intendono tutte quelle persone, quei nuclei, il cui bilancio fa registrare uscite superiori alle entrate. quest'ultime di qualsiasi natura esse siano.
Il sovraindebitamento viene distinto in due tipologie: quello attivo che indica uno stato di necessità economica generato da un'eccessiva propensione al consumo del soggetto. Che diviene fatale quando non è bilanciata da adeguate capacità finanziarie ( Anderloni L. ,1997, Il sovraindebitamento in Italia e in Europa, in L’usura in Italia:ricerca coordinata da Roberto Ruozi, EGEA, Bologna.)
Quello passivo è invece sta ad identificare situazioni in cui la causa delle difficoltàeconomiche è riconducibile ad eventitraumatici, imprevedibili, non dipendenti dalla volontà del soggetto, che hanno fatto venir meno la fonte di reddito, o parte di essa. Si fa l'esempio di casi di perdita dell'occupazione, di separazione coniugale, di grave malattia etc. etc.

