«Il governo ha fatto il suo dovere- commentato il ministro per la Famiglia Rosy Bindi - e la parola passa ora al Parlamento che nell'esaminare il testo è chiamato a dare una prova di laicità: dovrà decidere se approvarlo così come il governo lo ha presentato o se apportare delle modifiche». Con particolare riguardo all'eventuale utilizzo di parte dell'extra gettito del 2006 per interventi di sostegno mirati. Il ministro ha criticato uno dei punti del manifesto che indice il "family day", laddove "fa riferimento esplicito alla possibilità di regolare le convivenze ricorrendo alla forma del contratto privato". Il ddl del governo ha "rigorosamente evitato" questa opzione, ha argomentato Bindi alla Camera, in quanto rischierebbe di essere un "vero e proprio matrimonio privato contrapposto al matrimonio pubblico".




Rispondi Citando
