UDC: "GRAVE CRISI ISTITUZIONALE, SERVE NUOVO GOVERNO"
ROMA - "L'Italia ha bisogno di un nuovo governo che dia stabilità al paese. In questo senso anche i numeri del voto di ieri confermano la non autosufficienza politica del governo Prodi e l'incertezza di una maggioranza che non è in grado di assicurare una guida stabile ed una efficace azione di governo": lo afferma Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, dopo l'incontro avuto con i vertici del suo partito con il capo dello Stato al Quirinale. "Abbiamo espresso a Napolitano - riferisce Casini - l'opinione che questo governo è causa di una grave crisi istituzionale, in particolare al Senato". Casini sottolinea il ricorso continuo alla "decretazione d'urgenza" ed il fatto che "i decreti legge vengono inviati al Senato a pochi giorni dalla loro scadenza espropriando di fatto le Camere del diritto dovere di legiferare".
CASINI, NON SIAMO INTERESSATI A MAGGIORANZE VARIABILI
"Abbiamo confermato al capo dello Stato ciò che è chiaro a tutti: che siamo una forza di opposizione ferma, che continuerà a dare battaglia in Parlamento dall'opposizione. Non siamo interessati a maggioranze variabili o a forme di cooptazione in questa maggioranza". Lo afferma il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, dopo l'incontro avuto dai vertici del partito con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.




Rispondi Citando
ROMA - "L'Italia ha bisogno di un nuovo governo che dia stabilità al paese. In questo senso anche i numeri del voto di ieri confermano la non autosufficienza politica del governo Prodi e l'incertezza di una maggioranza che non è in grado di assicurare una guida stabile ed una efficace azione di governo": lo afferma Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, dopo l'incontro avuto con i vertici del suo partito con il capo dello Stato al Quirinale. "Abbiamo espresso a Napolitano - riferisce Casini - l'opinione che questo governo è causa di una grave crisi istituzionale, in particolare al Senato". Casini sottolinea il ricorso continuo alla "decretazione d'urgenza" ed il fatto che "i decreti legge vengono inviati al Senato a pochi giorni dalla loro scadenza espropriando di fatto le Camere del diritto dovere di legiferare".