
Originariamente Scritto da
Aurelianus
SE IL CANE DA GUARDIA DORME
La vicenda, grottesca, si può riassumere in poche battute.
Giocando sull’ambiguità del termine “rientri effettivi”, il 29 di dicembre il governo ha presentato i risultati tributari della prima tranche del condono come fossero una dimostrazione di fiducia dei mercati internazionali nella forza dell’economia italiana e del suo esecutivo, piuttosto che di una generosissima occasione offerta agli evasori per saldare i propri conti in sospeso.
Una serie di interventi pubblicati su lavoce.info e ripresi dai giornali hanno innescato negli ultimi giorni una polemica feroce sul valore effettivo dei rientri di capitale legati all'operazione scudo fiscale. Coinvolgendo anche organismi tecnici. Non stupisce che il governo abbia cercato di presentare un provvedimento discutibile e contestato come un grande successo. Preoccupa invece che la stampa indipendente abbia pubblicato con grande risalto e senza alcun controllo i comunicati del ministero. Abdicando così al suo ruolo.
Una cosa sono i rimpatri giuridici, altro sono quelli fisici, comunque sempre necessariamente transienti in un’economia aperta ai movimenti di capitali. Abbiamo dovuto attendere la pubblicazione dei dati di bilancia dei pagamenti della Banca d'Italia, avvenuta la settimana scorsa, per avere informazioni sui rimpatri fisici.
Solo 35 dei 95 miliardi di capitali “rientrati” con il condono corrispondono a rientri “fisici”, potenzialmente cioè investibili nell’economia italiana, a differenza dei 93 miliardi indicati dal governo a dicembre.
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