





STORIA DEL NOME E DELL'IDENTITA' NAZIONALE
Il nome Romania deriva da Român, derivazione dell'aggettivo latino Romanus, romano. Rappresenta le origini culturali e linguistiche della nazione romena, dalla colonizzazione romana dell'antica provincia romana della Dacia.
Il nome "Romania" viene usato ufficialmente per denominare le terre dell'attuale stato di Romania solo dal XIX secolo. Prima si parlava di Valacchia e Moldavia, per denominare i principati danubiani a maggioranza rumena, e di Valacchi, per denominare le genti rumene. La parola Romania, invece, veniva usata nel significato di terre dell'imperatore di Roma.
In seguito alla perdita (avvenuta a partire del V secolo d.C.) da parte dell'Impero romano delle sue province occidentali (Mediterraneo e Europa occidentale), questo termine viene riferito sempre di più ai possedimenti dell'imperatore romano di Costantinopoli (il così detto impero bizantino). L'Impero bizantino, infatti, non perse mai la continuità con lo stato di Roma. Per molti secoli i documenti e i discorsi ufficiali continuarono ad usare, almeno nelle formule iniziali, il latino e l'imperatore non smise mai di dirsi Basileos Rhomaion, o Imperatore dei Romani.
Nel medioevo Romania è quindi l'Europa bizantina e cristiana non solo di lingua e cultura greche (Grecia, Asia Minore ellenizzata), ma anche Slava (Bulgaria e parte dell'Europa Balcanica sotto sovranità bizantina), Illirica e Latina (Italia bizantina - contrapposta all'Italia Longobarda, chiamata Longobardia o Lombardia -, Dalmazia ed ampie zone danubiane e balcaniche abitate da varie popolazioni romanizzate, fra cui i progenitori degli attuali Rumeni ).
Ancora oggi in greco moderno esiste la parola "Romaico" nel significato di "Greco", riferito in particolare alla lingua parlata dal popolo (lingua romaica o demotica). Quando, dopo la conquista crociata di Costantinopoli del 1204, viene creato un impero latino d'Oriente (che avrà vita breve, fino al 1261), il suo signore viene detto Imperator Romaniae (ovvero Imperatore di Romania). Venezia definì sempre i suoi possedimenti orientali "Romània".
Quando poi, nell'800 romantico dei nazionalismi, i Greci iniziano ad usare più volentieri il termine "Ellenico" per definire la propria identità, le popolazioni di Valacchia, Moldavia e (successivamente) Transilvania, latine di lingua e di sentimenti, considerandosi le più dirette eredi della civiltà latina in Europa Orientale, rivendicarono la propria origine romana e decisero a loro volta di chiamarsi rumeni o romeni. L'antico principato di Valacchia fu definito per primo Ţara Românească" (Nazione Romena).
Lo stato moderno rumeno (soprattutto durante l'epoca nazional-comunista), ha investito molto in termini di propaganda e organizzazione culturale nella promozione della continuità romano-rumena, soprattutto dopo la fine dello stalinismo. Durante lo stalinismo -al contrario- all'enfasi su tale continuità si era affiancato un richiamo alla figura di Stalin, in ossequio all'URSS. Fu in tale periodo che la città di Kronstadt/Brassó, oggi Braşov, venne ribattezzata per un breve periodo Oraşul Stalin, ovvero Città di Stalin (analogamente a quanto era avvenuto in Russia per la città di Tsaritsyn, ribattezzata Stalingrado dal 1925 al 1961).
Come frutto di questa operazione culturale, la Romania presenta oggi strade, piazze e vie dedicate ai grandi della storia romana (Cesare, Augusto, Traiano), più che in qualsiasi altro paese neo-latino (Italia compresa). Sono stati "romenizzati" anche i nomi di città medievali (alcune delle quali di fatto ri-fondate dopo il periodo delle invasioni barbariche da coloni non autoctoni) allo scopo di esaltare la presenza (non solo archeologica) romana e ridimensionare il contributo delle popolazioni di etnia differente, segnatamente Ungheresi e Sassoni di Transilvania. È il caso di città quali Klausenburg/Kolozsvár ribattezzata Cluj-Napoca) o di Hermannstadt/Nagyszeben ribattezzata Sibiu.
FONTE:wikipedia.org
NIHIL DIFFICILE VOLENTI


W Codreanu


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Allora non hai capito proprio NULLA del mio pensiero.L'emigrazione (se di origine europea..)che comunque in GRANDI quantità va contrastata,ma non rappresenta uno stretto pericolo come lo sono gli immigrati maghrebini,tunisini,algerini,etc.
visto l'enorme differenza culturale che c'è tra noi e loro..
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